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a cura di Anna De Vivo e Immacolata Cassalia

E. Annie Proulx - Cartoline

Cartoline

di E. Annie Proulx
 

Un omicidio. Un incidente forse, oppure no… Poco importa in fondo, ma la vita del protagonista, un giovane qualunque della provincia americana, dal quel momento viene sconvolta; e da quel momento capisce che indietro non si può tornare. E allora gli non resta altro che fuggire, andarsene lontano, da tutti e da tutto. Suo unico bagaglio, come un marchio sulla pelle, ciò che ha fatto. Inizia così il viaggio sul treno narrativo della Proulx, un “viaggio” verso la riappacificazione, prima di tutto di se stessi. Un convoglio lungo trent’anni, una vita; carico di vite di uomini e di donne i cui destini s’intersecano con quelli altrui nel loro svolgersi, a volte solo per brevi istanti ma sempre cruciali. La ricerca del perdono: questo è il bisogno primario col quale si scontra il protagonista, che cerca di coprire con la distanza ciò che a causa del rimorso non riesce a lasciarsi alle spalle. Ma spezzare definitivamente il legame col passato non è facile… e così passano i giorni, che diventano mesi e poi anni. Senza mai far ritorno, sempre alla ricerca di qualcosa che aiuti a non pensare, che aiuti a dimenticare. In perenne peregrinare, senza mai costruire nulla… Ma il richiamo del proprio passato intanto è forte; forte è il bisogno di non spezzare definitivamente il legame con la propria famiglia e la propria terra. Ecco che allora scrivere delle cartoline può aiutare. Le cartoline– tutte uguali, con un bizzarro orso come soggetto- che periodicamente il protagonista invia alla sua famiglia. Gli anni passano, la sua famiglia pian piano si dissolve, vittima del tempo e degli eventi. Ma le cartoline continuano ad arrivare. In un posto che non esiste più… A qualcuno che ormai non c’è più. Cartoline di Annie Proulx è uno spettacolo narrativo, un mirabolante palcoscenico sul quale va in scena la vita del protagonista, che sa di rimorso e vano tentativo di espiazione, ma non solo: si avvicendano, in un continuum avvincente di fatti e situazioni, strabilianti personaggi;
mentre sullo sfondo scorrono le immagini dell’America che muta, che da semplice e genuina quale era all’inizio del romanzo –negli anni ’50- diventa quella che noi oggi conosciamo.

Le cartoline, stratagemma che nasce dal genio letterario dell’autrice (che le usa all’inizio di ogni capitolo per presentare nuove situazioni e nuovi personaggi), filo invisibile che unisce un uomo alle proprie radici, al suo passato, scomodo da accettare ma impossibile da dimenticare… Ossessive, nel loro essere identiche. E un’ossessione sono per chi le riceve, frutto dell’ossessione di chi le invia. Lo stile narrativo è unico e inconfondibile, e chi già conosce quest’autrice sa quale potere evocativo abbiano le sue parole.

E. Annie Proulx

 

Procedendo nella lettura si spalancano gli occhi sugli scenari consueti che la Proulx ama e che ama raccontare: l’America, con le sue contraddizioni, con le sue vite spesso sregolate, stravaganti… mai banali. Cruda ma vera, sempre e comunque. Ci si vede riflessi come in uno specchio leggendo questo libro; ci si ritrova proiettati nel baratro della propria coscienza a chiederci se anche noi, come tutti del resto, siamo mai scappati di fronte al nostro scheletro nell’armadio. Perchè tutti ne abbiamo uno. Per accorgerci solo alla fine che alla resa dei conti, si torna esattamente al punto esatto dal quale eravamo partiti. E che vano è stato fuggire… per quanto lungo possa essere il viaggio è al capolinea con se stessi che bisogna arrivare… o meglio, ritornare. E il cerchio si chiude.

Federica [inchiostroblu]

OPERE RECENSITE:

1. La variante di Luneburg di Paolo Maurensig
2. Cartoline di E. Annie Proulx
 

-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
-Direttore di Frammenti:Manuela Verbasi
-Scrittore E. Annie Proulx
-Recensioni a cura di  Federica -inchiostroblu-
-Editing: Manuela Verbasi, Emy Coratti

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