Sapeva di primavera
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Respiro
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Granelli di sabbia
Cose Così [di sangue, direi]
non sento al di fuori di me.
Letto
Senza voce cullo emozioni vergate
dal sangue di un amore che
ancora deve sbocciare...
Costrizioni ingenue come
sorrisi riluccicano senza darmi tempo...
e in esse odorano patimenti
strasbordanti di te...
In questo covo odorante
amo vederti esangue dopo il
mutevole deviatoio di sospiri e
lacrime corpose d'amore...
Resto là, ancora ancorato al silenzio
di un lamento di cui non oso staccarmi...
Deh...Lingua senza decisione mi darà
il tuo bisogno e di nuovo l'incontro
si sancirà del suo intento sul nostro covile...
Underground
Underground... una calca impressionante! Una popolazione multietnica, variopinta, veloce, sfrecciante, ma nel suo insieme apatica. Il mio olfatto stuzzicato da un’infinità di odori gradevoli e meno. Si può riuscire a delineare com’è una persona anche da questo semplice movimento di inspirazione dell’aria e di decodifica degli odori. Così a breve ti appare il tipo o la tipa, la qualità del profumo o la dozzinalità del deodorante più economico, l’olezzo della pelle non lavata, la stiratura del colletto della camicia, il colore della stoffa del cappotto o dei giacconi. E non è tanto ricercare una corrispondenza fra odori, colori e censo di appartenenza, ma è un voler indagare più che altro sul “come” quella persona si presenti al nuovo giorno e ai contatti che si susseguiranno. Mi piace questo gioco di specchi, che faccio, ma tengo per me.
I buchi
Carezza
e ferite profonde sul cuore.
La falena
Vedrò la luce
La mamma
Inizio di giornata
Per quell’anno nel medesimo corso, una insegnava italiano, l’altra storia e geografia, alla stesse classi.
Alle otto meno dieci, in un copione abusato, Lidia e Sara entravano nel cortile dell’Istituto Professionale Thomas A. Edison, fra due ali di allievi. Lidia, cinquantenne molto curata nell’aspetto e molto imbarazzata, cercava di camminare meno rigida, senza muovere troppo le spalle, sentendosi osservata da cento occhi, pensando se la sua capigliatura fosse OK.
Sì, pensava proprio: “OK” perché era moderna e simpatica e spiegava la letteratura italiana come se gli autori fossero stati vivi, lì, a portata di mano, coi loro difetti e pettegolezzi.
L’altra aveva dieci anni di meno. Della stessa altezza, ma un po’ più tozza. Indossava mocassini bassi e aveva capelli neri e mossi. Non era antipatica e possedeva una certa ironia. Con lei la storia era una fiaba e nel contempo un’interessante disamina dei fatti; per lei non era necessaria una data precisa, bastava l’individuazione del periodo storico (decennio più, decennio meno). La geografia che spiegava era come un viaggio affascinante attraverso i continenti su di una nave affollata di emigranti. Sul ponte c’erano tutti gli allievi urlanti che salutavano quelli che erano rimasti a terra, col fazzoletto al vento. Ma ai ragazzi dai quindici ai diciannove anni, già uomini e donne, con le loro piccole felicità e i loro molti problemi, interessavano le prof per quello che erano non per quello che spiegavano.
Solo...arte
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Alla festa del mare
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Musica
Sole d'inverno
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Eccoci tutti quelli degli avamposti.
Goder d'amore
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Da imparare a memoria [tutti]





La poetica di Sara Cristofori è contrassegna-
Marco Venturini è un artista che riesce ad esprimere con chine e inchiostri un immagina-



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