Haiku
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Insonne Onirica Licantropia
Sì, forse tutto questo potrebbe piacermi -penso- mentre l’assenzio discende sapido e si impadronisce dei miei desideri. Ancora una volta ho spinto troppo in là il gioco. La luna mi guarda basita, mentre il ronzio del rasoio toglie l’ovatta del silenzio dalle orecchie della notte. Tornerò a trovarti Nera Signora, ammirerai affascinata il bianco brillare dei miei denti e non saprai resistere. Il mio bacio siglerà la tua morte. Cin cin.
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Visione al cielo
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Passaggi del dire
dicono le mani abbiano voci
se assecondate ad arte
e tu resti nei fossi
dei pensieri
portandole ai fianchi
che oramai lessero
fondi di caffè
e le tue dita giravano,
e giravano
in cerca di causali
le sere di maggio
nelle risate senza altezze
mentre offri labbra e more
con balconcini arresi
estemporanea di un atto semplice [a Grizabella]
non potrei che guardarti
nel controluce dei tuoi anni migliori
quando ogni pensiero mettevi seduto
in un angolo della sala
al pallore del lume coi teli d'organza
che faceva conquiste a sfumi di rosa
sui rasi ruvidi dei parati
nelle sere che avrei voluto violare
rubato il mantello alle valchirie
e invisibile
osservarti alla curva del labbro inferiore
sull'atto umido di frutta appena colta
nel giardino del ciliegio ombroso
in mezzo alle vespe
e nel caldo torrido della pietraia
e poi piegare il capo
sulle tue gambe
in quella sorta di postura supplice
che il peso del corpo
e la forma
avrebbero impresso presenza, e segno
che non eluse i tuoi occhi
Cantar di fiume
Terra nera fertilissima
Ciecamente.
ora guardo nei tuoi occhi il presente e lascio indietro il futuro
di sorreggere e di medicare l’alternare dei miei sentimenti
con il cuore rivolto al passato ad occhi chiusi verso il futuro
Il nuoto è la barca dei poveri
Oro... sembra
Un giorno
Infinito
moleskine XIV (delle madri)
web, 03.03.2010 - ore 18:00
questa pioggia insistente alle armillarie
mi coglie coi sandali
con le stringhe a ics dei polpacci
- la spalla scendevi di un palmo, che bastava
per fare da madre agli occhi pellegrini
dismessi
i tuoi
ai viatici di fede
quel trasandamento che non t'importava [«o di noi a volerti
fermità di sol
ai melismi gregoriani in Sant'Ambrogio»]
che non si vedesse
smagliatura ma sopratutto inermità [«ai nostri giri di parole, alle girandole dei pupi
ai passi
scalzi
delle soprannominanze»]
Tanka del deserto
attraversa il deserto,
torna il silenzio.
una volpe* contempla.
Alexis
19.03.2010
San Rocco di Camogli
l'entropia, ovvero tra il fiume e la donna
Haiku
Buccia.
Amata Lesbia
moleskine X (dell'arriv_ando) [a Taglioavvenuto]
Con tutti quegli endo e ando, mi viene da chiedermi come mai non ci provi anche con gli undo e gl'indo e gli ondo. Così facciamo tombola a tressette. Forza, dai.
O era trentuno e quarantasette? U mortu chi parra c'u vivu. E qui non c'entra fecondo o facondo e lindo o che so io. O qualcuno avrà pensato che fossero di troppo?
Sì, come nei casi in cui la lingua incespica e bisogna metterci un gli. Che poi si legge con o senza la gutturale, a seconda di dove ce lo mettiamo. Glicini e figliastri. Se s'attacca o no e dove.
Poi dicono che l'inglese sia difficile da pronunciare, che il tedesco c'ha le declinazioni, e il cinese i disegnini. Mah.
Dicevo un lo, un uno per non urtare la suscettibilità di certi suoni combinati. Per farli fluire meglio, insomma. Che cozzano, sennò. E uno poi finisce che se ne va sputacchiando in giro. Puh...
Sì, te ne vai sproloquiando. Ecco, vedi? ce li mettiamo proprio dappertutto, tanto che è quasi una scommessa evitarli. Con farneticazioni che hanno dell'incredibile. Nel senso che non capisco mai se ci sei o ci fai, o se ti prendi gioco di me, o se ti diverti a mostrare i meandri scomposti della tua psiche capovolta.
Mi sa che c'hai un disordine da curare all'istituto di igiene mentale. Ti cerco il migliore d'Italia sulle pagine bianche online. Quello è.
La realtà transeunte.
- Oh, andiamo bene, ora incominci coi participi e ci capiamo meglio.
- Ma non lo capisci che il mondo è indefinito?
- Ah, ora ci sono: vuoi dire che i modi finiti non ti bastano?
- No. Non ce li voglio proprio!
- Ci sono: vuoi fare il figo.
- Bravo. Vedo che quando sforzi un tantino le cervella fai s_faville. Soprassediamo, va'. Che è meglio.

















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