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Una topologia dei sensi per una diversa logistica della parola

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a cura di Anna De Vivo e Immacolata Cassalia

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Poeti del '900

Anche questa notte è passata, il giorno lentamente si fa strada nel chiaroscuro dell’alba umida.
 
a cura di Antonio Ragone

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Massimo Mannucci - Black Pride

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Stanchezza

Stanchezza di volgere
occhi stellanti
a certezze irreali
di credere in forze
che non sono mai state.
Stanchezza di nascoste verità
di prendere schiaffi
che non rendi mai
di labbra gonfie di pianto
di pezzi di anima
di voglia di andartene
che qui ci stai male.
0
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Ombre e rintocchi.

troppe notti quaggiù senza la luna
hanno assuefatto al buio i miei occhi
le ombre che spuntano dalla laguna
danzano lievi segnando i rintocchi
 
una mi segue sullo stesso sentiero
lesta si affianca, cammina accanto
muta compagna a te mi racconto
sgravando le doglie di ogni pensiero
 
ascolti in silenzio, adegui il tuo passo
leggero ora affronto il buio qui intorno
del cuore il ritmo tu segui dappresso
aspetto placato che si faccia giorno
 
così ogni notte invocando la luna
racconto alle ombre il mio dolore
con l’alba scompaiono nella laguna
una è rimasta accanto al mio cuore
 
5
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Ali di miele

Nascondo pensieri e parole

sotto una coperta spessa.

 

Ma il cuore è forte,

con un retino

se li riprende avidamente.

 

Eccoli che mi insidiano,

non riesco a gestirli, non so quale scegliere.

 

Ed il più gagliardo si fa avanti

-Se tu fossi una parola non parlerei, non avrei la forza di vederti volar via-

 

Troppo tardi, è sfuggito in cielo.

Spero arrivi a te,

angelo.

 

Inviami ali di miele

per potervi

raggiungere.

 

4
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sei musica

 "conduttore ti presti
mi pugni ogni senso
e pregna parto
nel vortice."
3
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Le lampare

Andare, forse è il destino che segna l’ultimo quarto,
e luna e luna ad addensare questa voglia, il passo,
i metri a distanza, quell’albume che nell'uovo separa
dal guscio ogni suo giorno,
forse volemmo così, a  tempo addietro, forse l'ultime foglie
nell'accader, da ultimo loro, quel loro ultimo balzo,
e quanto, e quanto ad altro ancora in albe, quando il mare s’arretra 
d'ultimi scogli,
voler d’un verbo conservare la sua misura mentre ancora ogni capezzolo,
ché l'allattare è utile ad ogni sogno.
E scendon di pestilenze e l’avambraccio e mano,
aprono al tocco,
e ai piedi quegli ultimi sospiri:  vorremmo così disciplinare
le stelle, i corpuscoli di notte, le lampare che ancora tornano
ad ogni via.
 
4
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Divertissement

Tra gli spazi di parole,
son capriole leggere…

Un salto dall’apostrofo
sulla vocale
e un sinuoso sdolcinato
andare
di suoni allungati…

un accoccolarsi d’affetto
sopra una i
e l’inebriante arrotolarsi
lungo la esse,
avvolgente come gancio
di cediglia…

La distanza per interlinea mi fa
fremere di nostalgia
e temo la morte per il tasto
che inesorabile cancella…

Ma se son note piene,
o vuote, non capisco:
fa la do mi
mi fa sognare
e il mio rifugio
è una chiave di violino.

E sempre ancora
scrivo amore,
e canto
mentre respiro amore,
tra giravolte
e sberleffi di parole…

ancora.

 

 
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Ribes

L'anima vuota
di inutili amori.
Vanno lontano
gli affetti sicuri
cambiando colore.
Crepuscolo di stelle:
l'aria è ormai scura.
E' scesa la notte.
Sciroppo di ribes
colore del sangue.
E' sangue, lo sai,
è certo...lo sai.
4.5
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cercatori di coralli

 
I banditi sbarbati
quelli  pivelli, come me,
si spaccano di ferite lancinanti
per sentirsi vivi
e si illudono
che crescano coralli sotto gli alberi
o fragole in fondo al mare
Sudano e nemmeno godono
bevendosi l'impossibile
finchè la nube svapora
rimpicciolendo tutto
A mani rotte, si torna a bordo
 dalla stiva, sale odore stantio
di rancio e rape senza sangue
e non resta che intonare allegramente
un acustico addio
 
 
 
 
4
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Cose Così [dalle caviglie alle ginocchia]

Qualcosa in effetti, potremmo fare, tra i ventagli d'anima delle spighe gialle, piegate al caldo della stagione aranciata, dove andranno le libellule, andremo noi a tenerci le mani sul viso e nelle mani.
 
Partire.                Andare.                   Dove?
 
Spruzzano cascate dalle caviglie alle ginocchia (nel nonsense tutto è possibile), e crescono i capelli intrecciati ai lamponi, in alto, come rami a riempire d'ombra fresca spazi e non spazi.
Vuoti.
 
Gli occhi tuoi son stelle accese, verdegialloverde in alternanza.
Ora
che mi piego e mi rialzi, di un sorriso solo tuo che stordisce, sfilo il tuo dito dalle labbra e le riempio in un secondo.
Di saliva, di lingua.
 
Manuela

Messaggio d' Amore - Mina e Celentano

5
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5 parole

Mi manchi tanto
amore mio
sono le uniche parole
che riesco a scrivere
non è poesia
ma solo così posso dirtelo
è un segreto
che mi devo portare nel cuore,
che nessuno può sapere...
mi manchi tanto
in ogni giorno che passa
e in ogni giorno che verrà...
 
 
4.5
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Io quantistico

Lei, l'invito - nietzschiano o pindarico che fosse - a diventare ciò che si è non riusciva quasi a capirlo. C'era quel "ciò" che la lasciava perplessa. Come se si fosse un'unica cosa, una struttura coerente e coesa, una pietra dura.
Lei si sentiva piuttosto una particella delocalizzata, che di quando in quando un qualche strumento di misura costringeva in un nuovo stato, con le note conseguenze paradossali che ne derivano.
Avveniva poi in genere che lo stato in cui, per così dire, precipitava, fosse quello che più si confaceva al casuale osservatore - ansia di compiacere, direbbe semplicisticamente chi non fosse avvezzo alle teorie quantistiche.
Comunque, uscendo dalla metafora, che si sa, non regge mai ad essere tirata troppo, questo era quello che sentiva accaderle: di precipitare, a seconda dell'interlocutore, in un possibile sé, una possibile rappresentazione di se stessa, qualunque cosa si intenda con questa locuzione. Tutte ugualmente vere, s'intende, tutte autentiche, ma diverse e persino contraddittorie fra loro.
E di questa sua pluralità, di questo far dipendere la sua rappresentazione dall'altro, lei era, ma sì, diciamolo pure, orgogliosa.
 
 
4
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la rotazione delle colture nel mediterraneo

 
 
se ti domandassi delle curve a u
del tratto nei campi di grano mietuto
dal litorale alla littorina vedresti le rampe tronche
oltre la foschia
 
quel senso del cuore
toglie l'alito alle patelle adese ai carapaci
ricordi?
qualcosa dei fondali ossigenati
e le testuggini
quando gli altri andavano
coi taglierini e scorze di limone
con le spalle cotte
i calzoncini ammollo ai catamarani di certe turbolenze
 
 
ci aveva a soprannomi
l'ontano
sognistoppisti e immaginiferai senzatetto
che ne sapessimo noi
di misurazioni
dell'ora e del poi in calcoli di quanti
o della puntiformità del caso
 
la spiaggia si tagliava di profilo in adombramento
netto
col sole delle quattro
 
 
4
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Quasi il vestito adatto.

Tu chiedi del verbo carezza
la coniugazione dei fatti concessi alla pelle;
e sia una voluta,
coinvolto dalla peluria minima,
il sorriso su
quel raso.
Quasi il vestito adatto per scorribande il bruco
le mimiche del rapace
la cosca dei denti.
 
Tu apri al verbo languida
la desinenza in ere.
4.5
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Miele

 
Guardami e questa volta
per davvero.
Quella stella dipinta
nei miei occhi
splendida
seppur soffusa,
sei tu.
Guardami e questa volta
disegna sulle mie labbra
un bacio alla fragola
di quelli che non hai mai dato.
Guardami e questa volta
risorgi,
o voce di miele
che mi ha fatto ingannare
giorni
o anni
nell'infinito mare di luce
racchiuso in te.
Guardami e questa volta
io non ricambierò
aspetterò a viso chino
una tua mano
in cerca di me.
                                     Caterina                                      
4
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Un amore da due soldi.

due soldi, due piccole monete
scordate nella tasca
ora riapparse a raccontare
una piccola storia, finita in farsa
 
due soldi, tanto valeva
il nostro amore nato per caso
morto precoce quasi ridendo
non arrivò nemmeno all’occaso
 
due piccole monete
erano il prezzo di un giro in giostra
che non abbiamo mai fatto,
tu preferisti offrirti ad un altro
 
il sole morì che era mezzogiorno
 
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Gli occhiali a specchio

Tom Smith era un ex ispettore di polizia, di un comune commissariato della città, collocato a riposo anticipatamente per i suoi gravi problemi di salute, dovuti alle molte sigarette fumate ogni giorno e che avevano finito per impedirgli di respirare agevolmente. Così si era trasformato in "topo" d'archivi giudiziari, ai quali aveva non ufficiale accesso, grazie alle vecchie amicizie allacciate quando era in servizio. Cercava, per conto di scrittori di gialli, thriller e storie horror, stralci di rapporti o sentenze su fatti di sangue del passato, archiviati al termine di infruttuose indagini che furono svolte al tempo in cui avvennero oppure a seguito di sentenza passata in giudicato. Fatti cruenti da sensazione o mistero. Aveva già fornito spunti per racconti ma, a tuttora, niente di veramente eccezionale, almeno per i suoi committenti. Durante una delle sue ricerche, in una delle stanze dove conservavano i documenti più vecchi, che parevano dimenticati dalla burocrazia giudiziaria, si imbatté per caso, come pare sia di prassi nelle cose di eccezione, in un fascicolo cartaceo legato con spago grosso alla regolare cassetta dei reperti e con la indicazione dei dati salienti sulla copertina: Omicidio Sue One Saint, 23 marzo 1766; Autore sconosciuto; Indagato n.n.; Esito procedimento: archiviato. Dopo tanto tempo il fascicolo avrebbe dovuto essere distrutto ma, inspiegabilmente, era lì. Polveroso in disordine apparente, ma sul ripiano dei documenti conservati. Dette una scorsa alle prime pagine del rapporto: vittima una donna di circa quaranta anni, nubile prostituta, uccisa a coltellate, in un vicolo della zona peggiore del più tristo quartiere della città. Nessuno reclamò la salma, nessuno si presentò a testimoniare; mai trovata l'arma del delitto. ...Leggi tutto »
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Solitario

Passi strascicati sull’assito della stanza
ti alzi e ti siedi con andirivieni isterico
spegni e accendi le luci sul tuo mondo.
Un giro di carte sancisce la solitudine,
metti in fila le ore, e i semi si confondono.
Ti butti sul letto vinto dalla spossatezza.
Chiudi gli occhi. Dormi? Sogni.
 
Dolce tepore avvolge le tue membra
carezze profumate spalancano abbracci
corri lieve, sospeso come una piuma
plani sul verde fiorito di mille colori.
Un senso di appagamento ti pervade,
improvvisi gli occhi si aprono
e spalancati scrutano avidi il buio.
 
Una lama di luce attraversa la stanza,
tra le carte sparpagliate sul comodino
Joker ti fissa con un ghigno soddisfatto.
Anche stanotte non dormirai.
Chiudi gli occhi, sogna.
 
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L'opposto del tutto e del niente.

...Ma poi,
alla fine dei conti,
cos'è la felicità?...
Io
rispondo
"niente".
Tu
rispondi
"tutto".
Ecco , cos'è.
La felicità
è l'opposto del
tutto,
e quello del
niente.
 
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Andare per sogni.

Solo quando mi rinfilo
i calzoni corti sogno meglio
volo via lontano da qui
da dietro alla lavagna fuggo
là nelle praterie intonse
nelle foreste di sempervirens
e nessuno può raggiungermi
sono il più veloce
degli Irochesi.
Son falco non più allodola
non valgono gli specchietti
i veli i profumi le ciglia
siediti accanto a me
stringimi la mano
e fammi sentire che
non sei di qui.
 
4.5
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aranujez



ti vengo incontro
per sfuggirmi .
tiro a secco
le radici
tagliandone
le punte e pronta
soffio sulle piume ,ferme
poverelle, languono
da tempo,
è ora di darle fiato.
lo so attendi,
non hai messo in dubbio
che sarei ritornata, e
spalanchi lo sguardo
e allarghi il petto
per accogliermi.
sai del mio desiderio
di pausa.
scaldo per te
la voce del silenzio e scrollo
con te
l'ombra di una nuvola
al passaggio.
prima del viaggio eseguo
un compito scaramantico
ginocchia al petto
mi guardo i piedi
che scalzi gongolano.
 
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