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Poesie spiegate dagli Autori

 

Una topologia dei sensi per una diversa logistica della parola

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a cura di Anna De Vivo e Immacolata Cassalia

Scrittori e Libri

 
La gioia di condividere la pubblicazione di un proprio libro, di una raccolta, i risvolti delle emozioni che accompagnano gli Autori ci hanno suggerito di rendere omaggio dedicando loro questa ulteriore pagina.

Blog

Haiku

Lamenti d’occhi
autunno nelle mani
raschio colori.
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Insonne Onirica Licantropia

 [accecanti riflessi di luce sulle zanne bianche, occhi torvi che guatano come fameliche iene, risate sinistre che intercalano gli ululati alla luna, la forza bestiale dominatrice della notte]
Sì, forse tutto questo potrebbe piacermi -penso- mentre l’assenzio discende sapido e si impadronisce dei miei desideri. Ancora una volta ho spinto troppo in là il gioco. La luna mi guarda basita, mentre il ronzio del rasoio toglie l’ovatta del silenzio dalle orecchie della notte. Tornerò a trovarti Nera Signora, ammirerai affascinata il bianco brillare dei miei denti e non saprai resistere. Il mio bacio siglerà la tua morte. Cin cin.
 
 
 
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Visione al cielo

Con l’occhio spento
la luce nell’angolo del silenzio
il pensiero in un tepore ignoto
e la parola nel ventre,
rivolsi muta preghiera  
alla donna che lasciò la vita
e la portò al cielo.
Ancora adesso rivolgo lo sguardo
in alto
ed attendo che possa anch’io
lassù tornare come una volta
vestito di bianco.
5
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Passaggi del dire

 
dicono le mani abbiano voci
se assecondate ad arte
e tu resti nei fossi
dei pensieri
portandole ai fianchi
che oramai lessero
fondi di caffè
e le tue dita giravano,
e giravano
in cerca di causali
dicono le pinete siano luna
le sere di maggio
nelle risate senza altezze
mentre offri labbra e more
con balconcini arresi

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estemporanea di un atto semplice [a Grizabella]

web, 30/09/2009 - 00:39
 
 

non potrei che guardarti
nel controluce dei tuoi anni migliori
quando ogni pensiero mettevi seduto
in un angolo della sala

al pallore del lume coi teli d'organza
che faceva conquiste a sfumi di rosa
sui rasi ruvidi dei parati

nelle sere che avrei voluto violare
rubato il mantello alle valchirie
e invisibile
osservarti alla curva del labbro inferiore
sull'atto umido di frutta appena colta
nel giardino del ciliegio ombroso
in mezzo alle vespe
e nel caldo torrido della pietraia

e poi piegare il capo
sulle tue gambe
in quella sorta di postura supplice
che il peso del corpo
e la forma
avrebbero impresso presenza, e segno
che non eluse i tuoi occhi

 

Chopin - Ballade in G minor op. 23
www.youtube.com/watch
 
 
 
 
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Cantar di fiume

So di una donna
di pietra dura pura
ossidiana lucente
scheggiata dalla vita
lottata sudata conquistata
che si veste dei lai
di tutta una contrada.
graffiandosi l'anima
si squassa il cuore
per riempirsi la vita
di tormentato amore.
ha i piedi nel limo
quasi sinaptiche radici
col mondo delle piene
delle fatiche umili
per buscare il pane.
canta del suo fiume
sulle cui umide rive siede
tra canne fruscianti sogni
sulle prode di golene
immaginifico lido di sirene.
 
 
 
 
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Terra nera fertilissima

Io non ho patria ma ho radici
- larghe e profonde -
 
Traggono linfa
dalle strade della mia città
lungo le linee delle generazioni
dai volti e dagli sguardi di chi amo
 
dalla millenaria esperienza del dolore
- terra nera fertilissima -
 
 
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Ciecamente.

sono stanco di guardare avanti con gli occhi rivolti al passato
ora guardo nei tuoi occhi il presente e lascio indietro il futuro
 
hanno lo stesso colore di sempre forse solo un po'stanchi
di sorreggere e di medicare l’alternare dei miei sentimenti
 
stanotte ci terremo per mano e faremo l’amore dolcemente
con il cuore rivolto al passato ad occhi chiusi verso il futuro
 
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Il nuoto è la barca dei poveri

Il nuoto è una situazione che consente di muoversi nell’acqua con un certo stile e, diciamolo, con tanta presenza di braccia, gambe, mani, piedi, salvagente o altro galleggiante di supporto.
I più scaltri provano anche a camminare sulla stessa, ma, ad oggi, uno solo è riuscito a raccontarlo senza essere per altro creduto, pur facendo discepoli.
Gli stili ufficiali di nuoto sono per la maggior parte ascrivibili ad animali che si muovono sulla terra e precisamente: rana, farfalla, d’orso; uno soltanto è di natura marina intelligente e furbo ed è lo stile del fino.
Vi è poi un ulteriore modello detto stile libero, sorto come scuola poetica nel ‘300 col nome di “stil novo” poi trasformato nel più usato metodo di navigazione in mare aperto e piscine chiuse da Francesco Petrarca con la celeberrima composizione “Chiare e fresche e dolci acque”.
Lo stile libero, in quanto tale, è svincolato da qualsiasi regola ed è quello più praticato dalle barche a remi perché molto in voga. Può avere infinite varianti, ma una sola costante: occorre entrare in acqua. Posto che abbiate deciso di farlo, dovrete tuffarvi a capofitto; se calvi, a caporaso. Lasciatevi trasportare dallo slancio, ma, se incontrate ostacoli, non perdete la testa: o avete sbattuto su di uno scoglio o sulla rotula di un omone che si scoglionerà. Tra i due preferite il primo: almeno con i cozzi potrete affascinare le cozze e portarvele a casa.
Se non vi sentite proprio dei pesci, controllare che non siete in acquario ascendente aragosta, con la prima casa in paguro, in questo caso vi chiamate Bernardo e rimarrete soli come un cane, ancorchè santo.
...Leggi tutto »
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Oro... sembra

L'alba si fa crepuscolare
ed il cielo plumbeo
quasi quanto me
se tu
guardi
con il tuo sguardo
dorato
.
Oro sembravi
Oro sembri e
Oro sembrerai,
se continui
a splendere così
.
Nessuno te l'ha mai detto
probabilmente
non sei informato
su come avvengono le cose qui
Mi spiace, non ho molta esperienza di questo Mondo
.
Ti posso insegnare quel che so,
seppur poco,
ti può servire
.
Ti dico solo stai attento
al Sole,
potrebbe esser geloso
del tuo sorriso
che rabbuia
da quanto luccica
.
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Un giorno

Un giorno qualsiasi
ho dato appuntamento
alla mia anima
quaggiù in questo lembo
di tempo senza rintocchi.
volevo spiegarle potendolo
che non fu mia la colpa
è l'inquietudine mia spalla.
fui nato frale allevato male
con troppo sentimento
poco brio ancor meno sale.
non adatto a questa vita dura
sognare mi è facile mi salva
mi cuce addosso la vita
che mi è cara
e alla fine del giorno
mi rassicura.
 
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Infinito

Gocce di luna
e note di Chopin.
Guardo le stelle
e sembra più buio il cielo.
Lenta risacca
profumata di rose.
Versi morbidi
di grandi poeti.
Alba nascente tra poco
in anelito di vita.
Nessun inizio e fine nessuna.
Un attimo di eterno
che si rivela inaspettato
e scioglie lo spirito
dai legami terreni.
4.4
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moleskine XIV (delle madri)

 

web, 03.03.2010 - ore 18:00

questa pioggia insistente alle armillarie
mi coglie coi sandali
con le stringhe a ics dei polpacci

- la spalla scendevi di un palmo, che bastava
  per fare da madre agli occhi pellegrini
  dismessi
  i tuoi
  ai viatici di fede

 

quel trasandamento che non t'importava [«o di noi a volerti
fermità di sol
ai melismi gregoriani in Sant'Ambrogio»]
che non si vedesse
smagliatura ma sopratutto inermità [«ai nostri giri di parole, alle girandole dei pupi
ai passi
scalzi
delle soprannominanze»]

 
 
 
a mia madre
 
 
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Tanka del deserto

Vento tiepido
attraversa il deserto,
torna il silenzio.
 
Fra gli aridi arbusti
una volpe* contempla.
 
*la volpe del deserto, ovvero il Fennec.
Alexis
19.03.2010
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San Rocco di Camogli

Potevo struggermi
sotto le acacie fiorite
a picco sull'acqua.
Pensavo tu l'avessi
capito
anche se io non lo
sapevo.
C'era suono di mare
e profumo di pitosforo...
e il vento tra i capelli?
4.333335
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l'entropia, ovvero tra il fiume e la donna

Talvolta, nell'osservazione dei fenomeni, la topologia aliena, altre invece intende costituirne l’attimo cognitivo atteso: una forma di quasi sincronismo tra gli eventi e la mente che supera, in quell'istante, qualsiasi distanza spazio-temporale, facendo in modo che la sua parte sentimentale, abbandonando la forma osservata, possa immergersi  nell'ancora continuo, e  lì presente, svolgersi dell’evento al di là di ogni sua formale ed immediata apparenza abitativa che in quell'istante lo connoti, e, soprattutto, in quella tragica esperienza dell’umano del dover perdere il precedente suo dato per potere accedere al nuovo. Sia questo nuovo movimento costituito da  un ratto che velocemente attraversi la strada o da una più semplice nuvola che in quel momento propaghi la sua pioggia sopra le nostre teste..
Era così che negli andanti, e ritornanti, moti del pensiero cominciava a congetturarsi l'idea della differenza tra l’esservi e il non essere ancora delle cose. Quella realtà del continuo mutamento in cui tutto sembra più assimilarsi ad un energetico ritmo del fluire che non ad un abito duraturo del fenomeno.  
Esiste in sé il fiume o solo il costante fluire delle acque?
Esiste la donna in sé o solo quale appartata singolarità dei due elementi costitutivi quel contratto naturale e sinallagmatico col maschio da poter ricostituire, rigenerandosi assieme, un altro essere? laddove in entrambi le ossa, spogliate del superficiale tessuto di carne, a contarsi anche con mano parevano essere le stesse.
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Haiku

Scorza di riso
muschio dei tronchi lesi
suono un addio.
 
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Buccia.

  
           b
       u
     c
   c
 i
a
il pensiero di te
come un frutto rigoglioso
pendeva dall’albero dei ricordi
l’ho colto e ne ho tolto la buccia
incidendola con la lama del tempo
ma si è afflosciato tra le mie mani
ricordo, avevo divorato la polpa
quando tra noi l’amore era fame
e ho sparso invano i suoi semi
sperando in un’altra fioritura
ma si è riempito di niente
eri un pensiero
 
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Amata Lesbia

Nulla potest mulier tantum se dicere amata
 Vere, quantum a me Lesbia amata mea es.
Nulla fides nullo fuit umquam foedere tanta,
   Quanta in amore tuo ex parte reperta mea est.
 
Nessuna donna può dirsi amata veramente,
quanto sei stata tu, Lesbia, da me amata.
Nessuna promessa fu mai rispettata con tanta lealtà,
quanto nell’amore per te da parte mia ne trovasti.
 
Lesbia perché ancora rifiuti con dolce indifferenza la mia condizione? Se troppo intenso sentisti l’afflato del mio sentimento, ti prego, ingentilisci il tuo cuore ed io, prometto, sarò più distaccato.
Non pretendere che non ti ami, ma dimmi soltanto che potrò ascoltare la tua parola, sentire ancora la tua presenza che si muove intorno a me.
Dimmi, tuttavia, che non avrai altro pensiero che ti impegni. Io so che per me è difficile tenere testa alla gelosia, ma comprendi: Amore vuole escludere gli altri. Per noi non è possibile. Radicati nei nostri cuori ci sono troppe erbe ingiallite dal tempo, caduche ma ancora non colte. E noi non vogliamo estirpare quel campo che ci ha cullati, adagiati fra morbidi prati e irti canneti, mentre il sole splendeva sul nostro orizzonte.
Ci rincorremmo sfrenati in fanciullesca movenza senza sapere il pericolo che correvamo.
Oh, ce ne rendemmo conto ben presto! Ma ormai eravamo a metà del guado e non potevamo tornare indietro. Le acque vorticavano intorno a noi e ben presto ci afferravano con la loro indicibile leggerezza. Con imperscrutabile profondità ci attiraravano nel gorgo profondo. E noi non riuscivamo più a respirare tanto era il liquido l’universo che ci penetrava, affogandoci. ...Leggi tutto »
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moleskine X (dell'arriv_ando) [a Taglioavvenuto]

web 27/02/2010 - 17:44

Con tutti quegli endo e ando, mi viene da chiedermi come mai non ci provi anche con gli undo e gl'indo e gli ondo. Così facciamo tombola a tressette. Forza, dai.
O era trentuno e quarantasette? U mortu chi parra c'u vivu. E qui non c'entra fecondo o facondo e lindo o che so io. O qualcuno avrà pensato che fossero di troppo?
Sì, come nei casi in cui la lingua incespica e bisogna metterci un gli. Che poi si legge con o senza la gutturale, a seconda di dove ce lo mettiamo. Glicini e figliastri. Se s'attacca o no e dove.

Poi dicono che l'inglese sia difficile da pronunciare, che il tedesco c'ha le declinazioni, e il cinese i disegnini. Mah.

Dicevo un lo, un uno per non urtare la suscettibilità di certi suoni combinati. Per farli fluire meglio, insomma. Che cozzano, sennò. E uno poi finisce che se ne va sputacchiando in giro. Puh...

Sì, te ne vai sproloquiando. Ecco, vedi? ce li mettiamo proprio dappertutto, tanto che è quasi una scommessa evitarli. Con farneticazioni che hanno dell'incredibile. Nel senso che non capisco mai se ci sei o ci fai, o se ti prendi gioco di me, o se ti diverti a mostrare i meandri scomposti della tua psiche capovolta.

Mi sa che c'hai un disordine da curare all'istituto di igiene mentale. Ti cerco il migliore d'Italia sulle pagine bianche online. Quello è.

La realtà transeunte.

- Oh, andiamo bene, ora incominci coi participi e ci capiamo meglio.
- Ma non lo capisci che il mondo è indefinito?
- Ah, ora ci sono: vuoi dire che i modi finiti non ti bastano?
- No. Non ce li voglio proprio!
- Ci sono: vuoi fare il figo.
- Bravo. Vedo che quando sforzi un tantino le cervella fai s_faville. Soprassediamo, va'. Che è meglio.

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Per tutto il mese di Marzo, invitiamo tutti a cimentarsi con la poesia giapponese.

Tag. Poesia Orientale
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