Stanchezza
- Blog di Grizabella1
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Ombre e rintocchi.
hanno assuefatto al buio i miei occhi
le ombre che spuntano dalla laguna
danzano lievi segnando i rintocchi
lesta si affianca, cammina accanto
muta compagna a te mi racconto
sgravando le doglie di ogni pensiero
leggero ora affronto il buio qui intorno
del cuore il ritmo tu segui dappresso
aspetto placato che si faccia giorno
racconto alle ombre il mio dolore
con l’alba scompaiono nella laguna
una è rimasta accanto al mio cuore
Ali di miele

Nascondo pensieri e parole
sotto una coperta spessa.
Ma il cuore è forte,
con un retino
se li riprende avidamente.
Eccoli che mi insidiano,
non riesco a gestirli, non so quale scegliere.
Ed il più gagliardo si fa avanti
-Se tu fossi una parola non parlerei, non avrei la forza di vederti volar via-
Troppo tardi, è sfuggito in cielo.
Spero arrivi a te,
angelo.
Inviami ali di miele
per potervi
raggiungere.
sei musica
e pregna parto
nel vortice."
Le lampare
forse volemmo così, a tempo addietro, forse l'ultime foglie
nell'accader, da ultimo loro, quel loro ultimo balzo,
e quanto, e quanto ad altro ancora in albe, quando il mare s’arretra
d'ultimi scogli,
E scendon di pestilenze e l’avambraccio e mano,
aprono al tocco,
Divertissement
Tra gli spazi di parole,
son capriole leggere…
Un salto dall’apostrofo
sulla vocale
e un sinuoso sdolcinato
andare
di suoni allungati…
un accoccolarsi d’affetto
sopra una i
e l’inebriante arrotolarsi
lungo la esse,
avvolgente come gancio
di cediglia…
La distanza per interlinea mi fa
fremere di nostalgia
e temo la morte per il tasto
che inesorabile cancella…
Ma se son note piene,
o vuote, non capisco:
fa la do mi
mi fa sognare
e il mio rifugio
è una chiave di violino.
E sempre ancora
scrivo amore,
e canto
mentre respiro amore,
tra giravolte
e sberleffi di parole…
ancora.
Ribes
cercatori di coralli

quelli pivelli, come me,
dalla stiva, sale odore stantio
Cose Così [dalle caviglie alle ginocchia]
Di saliva, di lingua.
Messaggio d' Amore - Mina e Celentano

5 parole
Io quantistico
la rotazione delle colture nel mediterraneo
del tratto nei campi di grano mietuto
dal litorale alla littorina vedresti le rampe tronche
oltre la foschia
toglie l'alito alle patelle adese ai carapaci
ricordi?
qualcosa dei fondali ossigenati
e le testuggini
quando gli altri andavano
coi taglierini e scorze di limone
con le spalle cotte
i calzoncini ammollo ai catamarani di certe turbolenze
l'ontano
sognistoppisti e immaginiferai senzatetto
che ne sapessimo noi
di misurazioni
dell'ora e del poi in calcoli di quanti
o della puntiformità del caso
netto
col sole delle quattro
Quasi il vestito adatto.
Miele
per davvero.
Quella stella dipinta
nei miei occhi
splendida
seppur soffusa,
sei tu.
disegna sulle mie labbra
un bacio alla fragola
di quelli che non hai mai dato.
risorgi,
o voce di miele
che mi ha fatto ingannare
giorni
o anni
nell'infinito mare di luce
racchiuso in te.
io non ricambierò
aspetterò a viso chino
una tua mano
in cerca di me.
Un amore da due soldi.
scordate nella tasca
ora riapparse a raccontare
una piccola storia, finita in farsa
il nostro amore nato per caso
morto precoce quasi ridendo
non arrivò nemmeno all’occaso
erano il prezzo di un giro in giostra
che non abbiamo mai fatto,
tu preferisti offrirti ad un altro
Gli occhiali a specchio
Solitario
ti alzi e ti siedi con andirivieni isterico
spegni e accendi le luci sul tuo mondo.
Un giro di carte sancisce la solitudine,
metti in fila le ore, e i semi si confondono.
Ti butti sul letto vinto dalla spossatezza.
Chiudi gli occhi. Dormi? Sogni.
carezze profumate spalancano abbracci
corri lieve, sospeso come una piuma
plani sul verde fiorito di mille colori.
Un senso di appagamento ti pervade,
improvvisi gli occhi si aprono
e spalancati scrutano avidi il buio.
tra le carte sparpagliate sul comodino
Joker ti fissa con un ghigno soddisfatto.
Anche stanotte non dormirai.
Chiudi gli occhi, sogna.
L'opposto del tutto e del niente.
Andare per sogni.
aranujez
ti vengo incontro
per sfuggirmi .
tiro a secco
le radici
tagliandone
le punte e pronta
soffio sulle piume ,ferme
poverelle, languono
da tempo,
è ora di darle fiato.
lo so attendi,
non hai messo in dubbio
che sarei ritornata, e
spalanchi lo sguardo
e allarghi il petto
per accogliermi.
sai del mio desiderio
di pausa.
scaldo per te
la voce del silenzio e scrollo
con te
l'ombra di una nuvola
al passaggio.
prima del viaggio eseguo
un compito scaramantico
ginocchia al petto
mi guardo i piedi
che scalzi gongolano.











Massimo Mannucci - Black Pride




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