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I concorsi di Rosso Foto

 
 
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All’Angolo, un'idea di Taglioavvenuto


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Cari autori e tutti coloro che parteciperanno a questa discussione filosofica,
prima di palesare la mia opinione sull’argomento, vorrei contestualizzare  l’autore per permettere ai chi parteciperà di dare un parere conoscendo bene di ciò che si sta parlando…E prima  d’essere frainteso, vorrei precisare che queste mie precisazioni non sono certamente dettate da chissà quale forma di sapere, ma piuttosto sono generate da una propensione atta a mettere in condizione chi vorrà animare questo consesso d’avere ben chiaro l’argomento. Chiarito ciò, iniziamo.
Francois Marie Arouet [conosciuto meglio con lo pseudonimo di Voltaire] nasce a Parigi. E stato filosofo, scrittore, drammaturgo e poeta. Il suo nome è strettamente legato al movimento illuminista e dicendo questo si capisce già il suo approccio sulle cose. Ebbe una vita movimentata. Il suo modo così irrequieto di esternare il pensiero lo costrinse per un certo periodo a esiliare in Inghilterra, dove ebbe modo di frequentare personaggi illuminati che lo iniziarono alla dottrina illuministica. Nel 1731 rientrò in Francia e cominciò a scrive opere drammaturgiche che gli procurarono nuovi fastidi. Dopo un periodo in cui soggiornò in Prussia e in Svizzera, dove litigò con il sovrano Federico II causa una speculazione finanziaria, ritornò in Francia. Ormai ricco e famoso divenne un faro per tutti gli illuministi. E’ chiaro e evidente che la sua biografia è costellata da altri avvenimenti di una certa importanza, ma per non tediare oltremodo chi legge mi sono limitato a segnalarvi solo alcuni tratti. Per dovere di obiettività intellettuale, mi preme altresì riportare la notizia di qualche tempo fa, della cui affidabilità bisogna accertarsi, che dichiara Voltaire abbia avuto una conversione al Cattolicesimo…Voltaire intese la filosofia come attività militante, indirizzata a diffondere la conoscenza e alla coltivazione dello spirito critico in modo tale, puntualizzando il senso empirico, trarre il massimo beneficio per l’umanità, vista ovviamente al raggiungimento di una concezione del mondo più conforme alla ragione. Da ciò, pertanto, profuse tutti i suoi sforzi per osteggiare il dispotismo, il dogmatismo, ma in primo luogo il fanatismo, identificato per assioma con la religione positiva, contenitore, a suo parere, di menzogne e assurdità che, strumentalizzate e manipolate dal potere, portano alle persecuzioni e all’intolleranza. Da tale presupposto parte il suo entusiasmo per l’empirismo e l’accettazione di un deismo puramente naturale e razionale. In questo senso, dietro il suo apparente scetticismo, Voltaire manifesta un’immensa fede nell’uomo e nella sua perfettibilità. Dopo questa breve introduzione, si può schematizzare per comodità il pensiero filosofico del francese in queste tre assi portanti: 1 - la religione naturale del deismo; 2) la morale, che, a suo avviso, è una e una sola per tutti;  3) la libertà e il compito di liberare gli uomini dai pregiudizi che la religione e la politica hanno loro imposto. Ed è proprio su queste tre basi che va riportata la Genesi…Spero d’essere stato chiaro…A questo punto s’aprano le danze…
Francesco Anelli

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Prin, Voltaire è partito assieme all'angolo. Clicca l'immagine  era scritto e si arrivava (ancora è scritto e ci si arriva) a due pagine su Voltaire., troppo lunghe per postarle direttamente su Rosso-blog. La presentazione di Franz, è il primo commento alle stesse, per questo ho ritenuto fosse interessante metterlo sotto la locandina. L'idea è di Taglio, che è nella nostra redazione da molto tempo con il "compito" di estrapolare delle pagine culturali interessanti per la sezione "tesine", dedicata agli studenti e voluta proprio da Taglio. Pertanto, una volta che Taglio ha avuto impegni lavorativi tali da non poter esser qui sempre, la discussione ha preso via via la piega che sai. All'inizio mi sembrava anche vi fosse una sorta di boicottaggio (magari solo una mia impressione) finché ha scritto Franz il suo commento, e a Unaccount ho chiesto io stessa la gentilezza di intervenire. 
 
Baci
 
 

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Woww! la magnificenza femminile, sì sì che siamo vanitoseee!
Grazie Taglio.
Ripensando... questa è un'isola dentro l'arcipelago di Rosso Blog. Mi era pisciuta l'idea dell'Angolo vuoto, moltissimo proprio perchè Priva di indicazioni. Era come dire: Siamo qui, e quell'esserci qui non sarebbe stata cosa da poco. Infatti se è facile entrare in rosso e scrivere il proprio post, altro si chiede a una partecipazione come questa. Per non creare equivoci interpretativi provo a spiegare il mio pensiero. L'Angolo vuoto rappresentava un'ampiezza, quindi la possibilità di estraniarci quasi dai nostri singoli post-pensieri per accedere a una dimensione più grande poichè condivisa.
Certo... mi rendo conto che senza un filo conduttore, un tema o argomento di dibattito avrebbe poturto sembrare difficile la partecipazione di chi avesse voluto farlo. Però come originalità e potenzialità d'idea io l'ho apprezzata moltissimo!
Voltaire è arrivato un giorno o due dopo e credo proprio per dare un'indicazione sull'argomento di possibile discussione, che altrimenti il vuoto magari spaventava. Questo, se facilitava il tutto indirizzando il pensiero verso un argomento specifico, di fatto poi per quella certa difficoltà che può avere come argomento in sè, forse ha condizionato la successiva partecipazione degli altri.
Ciò che io non avrei voluto accadesse mi sembra accaduto e cioè che diventi un'isola davvero per i pochi affezionati.
In questo senso per me ha meno valore. Infatti chi fosse interessato del pensiero di Voltaire e dei contenuti blblici di per sè, troverebbe di certo informazioni più precise su vari libri che ne parlano. Qui era altro, credo l'intendimento dell'Angolo, o lo era nella mia visione e non in quella degli ideatori, ma a quanto sembra non siamo in grado di sostenerlo.
Non rammarichiamoci per questo. Siamo degli sperimentatori qui e già questo è un punto notevole di scambio, rispetto ai luoghi che intristiscono riproponendo all'infinito se stessi in poche modalità sperimentali, appunto.
 

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manu 22.2, ore 13,02: i tempi, il passato, il presente, il futuro, la storia, importantissima.
prin 22.2 ore 13,42: un luogo vuoto dove entrare e, aggiungo io, cercare di liberarci dei pre-giudizi.
manu, prin, siete più preziose ancora di quel che, nella vostra femminile vanitosa magnificenza , voi possiate pensare.
no, non abbandonerò il progetto, (do ut do) chiedo solo di appoggiarmi o criticarmi di volta in volta. serve anche quello, eh se serve.
solo mi chiedo perché siamo in così pochi; gli altri, perché non partecipano? perché non sono interessati al dibattito; temono che ci voglia una specializzazione in filosofia per esprimere il proprio buon senso?
 

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spero di no... che se vedono i commenti miei, tutto sono tranne che filosofici... anche per ignoranza manifesta della sottoscritta in materia (e in molto altro a dire il vero), autori se siete come me: partecipate!!!
 

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Scusate ma... è proprio necessario interrompere il coito?
 
Sto pensando...
 

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Interrompere il coito Perchè?
In effetti, è come interrompere la vita. Interrompere il fluir del fiume nella Diga, inaridendo il bacino formato da essa.
E lasciamolo scorrere questo fiume, formare questo lago, che è un piacere bagnarsi nell'acque fresche e profumate dell'amicizia e del sapere.
Un Abbraccio
 

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orme 13,51-15,57-16,43:
se volevo essere lineare avrei cominciato dall'umanesimo, ma non voglio esserlo, mi piace andare avanti e indietro.
voltaire perché non è un filosofo, non è un teologo, non è uno scienziato né un letterato, come me. a differenza di lui, non spero nei potenti, quindi vorrei vedere se un metodo alternativo esista o no, per cambiare le cose come occorre.
sul dove siamo e dove andiamo, mi piacerebbe dire ai miei figli cosa ho fatto io per loro
 

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eh ma post coitum interrup, thum, dolet
 

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Un account... io sapevo coito interruptus, da ragazza.
 
Baci
 

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BREAK BREAK
Taglio... Orme... Ma possibile che io dico cazzate e voi due vi prendete così?
Ahahahah!
Datevi la mano da buoni "irriducibili"... Absit iniuria verbis e soprattutto Nil satis nisi optimum
Ahahahah!
corso di latino accelerato...
Se imparavo prima questa, la mettevo al posto della mucca cum oculo ahahaha
 
Post coitum omne animal triste
 
Sursum corda!
 
 
 

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E che mi fai un interrogatorio?
La mia risposta era diretta al reply di Manu dove evidenziava il sarcasmo e a me era venuta in mente la tua frase e così l'ho scritta. Semplice.
 

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Walter, te lo dico sinceramente, in seguito non interverrò più su questa tipologia di commenti, tuoi o di altri. un'altra cosa: poiché mi rivolgevo ad unaccount con una frase scherzosa, credo che lui abbia compreso meglio di te il tono. sarebbero bastate, a chiarire, la sua risposta e lo stesso tono mio. inoltre era la risposta ad una sua battuta precedente.
quindi; perché intervieni tu al posto suo, e parli di sarcasmo? per favore.
 
 

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scusa Walter, qua nessuno, a mio parere, dovrebbe e deve, sentirsi un docente. stiamo parlando di Dio, come si è già detto, e dell'uomo.
nelle mie intenzioni c'è da tempo, c'è, da affrontare un tema: la Genesi, (tratta dal D.F. di Voltaire solo perché attualmente mi è capitato di rileggermi gli illuministi, lui in particolare) che pone non tanto domande su di Lui, ci mancherebbe come tu hai osservato fin dall'inizio, ma le tre domande principali sull'uomo: da dove veniamo, dove siamo, dove andiamo. da cui chi siamo. 
detto questo, rimane il fatto che da una vita sono impegnato a pormi di tali domande cui non ho ancora trovato risposte. non che mi interessi un angolo, un rifugio in cui consolarmi, non è questa la mia natura, ma non sono nemmeno superbo, per cui sento di dover continuare a scavare e il mio "pellegrinaggio"è, ti assicuro, un pellegrinaggio molto sofferto, come potrai ben capire. 
per cui ti dico che in questo ritaglio continuerò a disegnare e descrivere il mio percorso che balla tra teologia, filosofia e scienza e che principalmente qui ci sono per farmi aiutare. non in modo dogmatico o fanatico, ma critico, essendo e sentendomi in compagnia di amici e non di sacerdoti dell'una o dell'altra posizione.
Detto tutto? Si, il necessario, senza orpelli. Invio.
 

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Penso che trovare quelle risposte che tu indichi sarebbe, ammesso che fosse possibile trovarle, come togliere a chi ci seguirà su questa terra la possibilità di potersele ancora porre.
In un certo senso un modo di appropriarci di un qualcosa che spetterebbe anche a loro.
Naturalmente, Gabriele, ti faccio i miei migliori auguri in questa tua intima ricerca.
 

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Scrivo con l' i-phone e ho pochissimo tempo
perché torno a scuola per fare un recupero
Grazie Manuela che con la sensibilità che le e' propria interviene con uno sguardo allargato sopra ognuna delle nostre parole negli interventi
c' e' bisogno di recupero anche qui
se riesco torno dopo e colgo questa occasione per spiegare il perché dei miei Modi dei verbi all inizio perché chi fosse stato attento avrà notato che l Angolo era Vuoto, Vuotissimo e per questo meraviglioso
un posto dove noi avremmo potuto entrare
poi e' apparso Voltaire ma anche questo avrà avuto una sua giustificazione
vi abbraccio

 

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Mi sembra che la burla si sviluppi a seconda degli interventi, dei vostri interventi... si era partiti da Voltaire e si è come sempre portato il discorso a riflessioni su Dio (io risposi alle tue). Da qui, se chi ha intavolato il dibattito non ha potuto seguire, la discussione si è diramata come ha voluto il popolo partecipante. Ora, se l'idea era di scannarci, ci sarebbe motivo, una volta letti i commenti del cavolo (dal mio punto di vista lo sono e fanno stare male assai)  di alcuni (e per un motivo e per un altro), vi assicuro che il sarcasmo, quando si hanno problemi oggettivi e soggettivi, non si riesce a tollerarlo, e, se si potesse dire ad es: "ma pensa te che stronzi questi", (e non lo diremmo per non mancare di rispetto, ma io per prima l'ho pensato, gli altri non so), ci sarebbe eccome. A prescindere dal tema trattato.  Poi se chi crede in Dio, ha dai suoi insegnamenti imparato a trattare gli altri così, beh anche qui ci potremmo scannare.
 
All'inizio si stava portando il discorso (Prin) sui tempi ed i modi dei verbi, lo trovavo interessantissimo e stavo pensando di intervenire proprio su quello. Arrivo dopo Anastasia che irride ignorante (mi scusi Anastasia ma non pensare all'importanza dei modi che cambiano completamente il modo di vedere e quindi di dire, significa essere ignoranti relativamente alla visione delle cose) il commento di Prin e la discussione prende un'altra piega; io non so più come ricollegarmi e decido di aspettare.
 
Stiamo vedendo inoltre se sia possibile commentare e capire seguendo i commenti, che ora com'è impostato il blog, io per esempio non capisco e perdo il filo, se ci sono più di 10 commenti un po' a risposta di altri.
 
Si possono avere mille buonissime idee ed altrettante intenzioni, cercare di ravvivare il salotto e renderlo confortevole a tutti, ma basta un guasto all'adsl, un infarto a un genitore (!) e grane di lavoro piovute dal cielo a fermare tutto. Poi anche il sarcasmo gratuito di chi ritieni persona intelligente e (a me) cara, e passa la voglia anche di continuare.
 
Un bacio a tutti.
 
Manuela
 
 
 

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Il sarcasmo inizia non certo da me, Manu, ma da una domanda di taglio a unaccount quando gli chiede se il suo bue era o meno un bue bionico.
Ero indeciso se entrare o meno nella discussione perché già dall'inizio si comprendeva  che non aveva né testa e né coda. Se voglio parlare, attraverso il pensiero filosofico, di Dio, ebbene, Voltaire non mi aiuta affatto, e se preferisco lui a un nostro Giordano Bruno (che già aveva deriso non solo questi fatti biblici ma addirittura lo stesso concetto di Trinità) significa anche che di filosofia non capisco un cavolo. Se voglio introdurre l'idea scientifica a confutare, o a sostenere, il credo religioso avrei potuto iniziare dai giorni nostri e, in particolare, da una famosa frase di Einstein quando afferma che Dio non gioca a dadi. Se volevo introdurre il pensiero greco, da cui poi parte quello illuminista, e dovevo iniziare da Socrate, e dalla sua separazione vero/non-vero per accedervi.
Quindi se introduco Voltaire avrò un qualcosa di diverso da mostrare, e si può quel qualcosa di così diverso disperdere nei meandri dei commenti se già era ben noto all'ideatore fin dall'inizio?
Allora non bisogna parlare di mettere nell'Angolo ma piuttosto di un facciamoci due risate e vedere poi dove si va a finire.
 
 
 

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prin e orme, ho letto or ora i vostri due ultimi commenti; tu orme ad insistere su quel burlarsi... io non esordisco con vedi, ma penso che la tolleranza faccia parte necessariamente di un universo comprensivo senza il quale non si va da nessuna parte, oltre che di una buona fede pre-concetta.
se vuoi, possiamo pure scannarci su questo, oppure continuare cambiando atteggiamento.
io continuerò a pensare e tu farai altrettanto, senza incontrarci. vuoi così?
 
 

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A me somiglia tanto questa cosa alla storia del bravo docente che per introdurre l'argomento dell'energia compatibile faccia leggere ai suo discenti il bel romanzo di Cervantes, senza sapere poi, alla fine, dove parare.
Come ho già avuto modo di esprimere a me piace la sincerità degli intenti e da cui poi la conseguente lealtà dei comportamenti. La sincerità degli intenti fa da guida in ogni nostra azione e alla fine consente di poter trovare l'ago nel pagliaio anche se l'ago non c'è mai stato.
Diversamente, nel pagliaio, non si trova neanche la trave, così come capiterebbe di vedere nell'occhio di colui di cui vorremmo conoscere della sua buona fede.
Dobbiamo parlare di Voltaire, dobbiamo parlare dell'esistenza di Dio, dobbiamo parlare di Dio attraverso gli occhi di Voltaire, dobbiamo parlare della Bibbia, dobbiamo parlare del pensiero umano, di cosa, cioè, dobbiamo parlare, ché ancora non si comprende?
Perciò parlo di burla.
 

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Ho scritto il commento, ma non lo trovo più. Forse non ho salvato. Dicevo: operazione assolutamente encomiabile. Sono idee confluite nella più avanzata futura esegesi biblica. L'idea di fondo è tuttora valida e fatta propria dai biblisti dell'ecumene cristiana avanzata. Il materiale biblico è una condensa originale di materiali altrettanto originali inventati dalle civiltà sofisticate della Mezzaluna fertile che hanno suggestionato le tribù pastorali e patriarcali della nebulosa aramaica che si infiltrò a varie riprese in Palestina, nebulosa di cui gli ebrei facevano parte.
Intervento di ezio falcomer del 16.2, ore 13,32
Neanche è da dimenticare che la scienza era stata da poco (Giordano Bruno) separata  dalla teologia. E che la terra veniva, nello stesso periodo, spostata (Copernico) dal centro dell'universo alla periferia. 
In breve: il mondo sembrava non più creato per l'uomo.
Questo è il periodo storico.
Intervento di ormedelcaos del 17.2, ore 14,51
 
Riprenderò da qui per spiegare il perché abbia lanciato il sasso nello stagno e perché consideri ancora interessante parlare di questa genesi nonostante unaccount abbia così simpaticamente ridicolizzato il “nulla deriva dal nulla e nulla in nulla ritorna” riscontrandolo con “l’occhio del signore ingrassa il cavallo che a nulla ci azzecca”.
ci si può chiedere a cosa serva parlarne, che tanto è mitologia, sono leggende?
secondo me si, ce lo si può ancora chiedere in quanto la domanda “da dove veniamo?” corrisponde ancora ad un’umana necessità di rispondervi, in quanto non risposta e perché questa domanda tanto influenza con la propria importanza il governo del mondo.
gli antichi filosofi greci, già i presocratici, se la ebbero a porre, il famoso arché: talete, anassimene, eraclito, democrito, se vogliamo stare nella filosofia, e se la posero tutte le culture del mondo, non appena ebbero il tempo di fermarsi a riflettere su quanto avevano osservato e continuavano ad osservare; gli ebrei fra gli altri.
diversa la specularità di questi ultimi: con un gioco di parole, essi non avevano necessità di speculare, bensì di raggrupparsi, di unirsi, erano bande, come dice ezio, sparse in luoghi desertici, vaganti, andate schiave, in cattività.
la stessa necessità di mosé la deve aver avuta maometto, a quel che dice la sua storia: la necessità di riunire.
e qual è il miglior modo di riunire popoli se non una tavola di comandamenti, una fede unitaria?
diverso è il discorso, in parte, per la terza religione monoteista, quella cristiana, la quale se non avesse avuto paolo di tirso, il substrato di platone, il supporto dell’impero di roma, i padri della chiesa, s. agostino, tommaso d'acquino, credo non si sarebbe mai potuta espandere così universalmente e tanto incidere sul pensiero occidentale, fino a pochi decenni fa fulcro del mondo, del pensare.
nessuno di noi, d'altra parte, può nascondersi dietro ad un dito, e credere che la domanda da dove veniamo possa disgiungersi dalle due che seguono per diretta correlazione: a) dove siamo, b) dove andiamo.
 
 
 
 
 
 
 

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Scusa Taglio, al di la delle facezie riportate da me solo per creare rumore, quella del cavallo, non voleva avere nessun significato recondito, giuro! Era solo uno dei pochi detti in latino che conosco... le alternative erano, do ut des, alea iacta est, oppur historia magistra vitae... che in vino veritas non mi sembrava adeguato.
Se vuoi il mio parere sulla diffusione del cristianesimo, al di la degli uomini che lo hanno diffuso, potrei dire che si uniscono due fattori principali, il primo ideologico:
Il cristianesimo è stato il primo abbozzo di comunismo storico, tutti gli uomini sono uguali, e si uniscono per uno scopo comune che è il raggiungere ed il far grande il regno dei cieli.
Il secondo di marketing, molte delle festività, e delle figure dei santi, sono state, originariamente mutuate dalle religioni politeiste dell'epoca, dando una corrispondenza, e creando una transizione dolce verso la nuova fede... un po come (non so se qualcuno ricorda) quei bei cartelloni con le facce felici e rassicuranti di bambini, con sullo sfondo la scritta FOZZA ITALIA.
Sai, all'epoca non era un messaggio da nulla dire che uno schiavo era uguale a chi aveva diritto di vita e di morte su di lui... come idea era abbastanza sovversiva, infatti son ingrassati i leoni e son proliferate le croci.
 
Sul Simbolismo...
 
Qualcuno ha pensato al fatto che... se Gesù fosse vissuto in giorni più recenti, e fosse stato fucilato, ora, molto probabilmente, avremmo al collo e sulle pareti un AK49 oppure un UZI?
 
Un Abbraccio
 

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Da dove veniamo? Vuoi che siamo davvero il frutto di una serie di esplosioni? Oppure siamo parte di un disegno, di un progetto? Di chi questo progetto? Vuoi che sia tutto qui il senso della vita o che abbiamo una missione da compiere su questa terra? E quale sarebbe? Per quale motivo esistono varie religioni, e perché le stesse sono poco tolleranti verso le altre? Per quale motivo c'è chi uccide in nome del suo dio? Vuoi che dio, qualsiasi dio, voglia il sangue sacrificato per lui? Perché la bibbia va interpretata e non è chiara, ed è scritta in modo così misterioso che lascia mille interpretazioni e altrettanti punti di domanda?
 
Manuela
 

 #
come aveva già fin dall’inizio osservato orme, voltaire non lancia un’accusa contro dio, bensì contesta la filosofia e la concezione del mondo di spinoza e di leibnitz, che per lui significavano l’incapacità di valersi appieno e liberamente della ragione. l’illuminismo questo è, come ha anche scritto kant: l’uscita dell’uomo da uno stato di minorità datogli dalla presenza di un maggiore.
voltaire è anche uno dei maggiori fautori dell’empirismo, in sostanza dell’idea che è l’esperienza a formare l’uomo, l’esperienza, naturalmente, intesa quale esperienza razionalizzata.
è quindi inutile, a mio parere, sostenere da una parte o dall’altra l’esistenza di un essere supremo, ma è utile prendere atto che queste due concezioni o sentire, nell’umanità coesistono. poiché, peraltro, noi, intendo noi uomini pensanti, non possiamo abdicare al diritto di avere una ragione attiva che esamina la realtà che ci circonda e tende nel caso a trasformarla, reindirizzarla perché il mondo sia il migliore possibile dei mondi, io chiederei di seguire, nei vostri ragionamenti, anche questo ulteriore percorso o indirizzo.
sono anche in disaccordo, completamente, con la iniziale critica di anastasia, la quale dicendo dell'inutilità dei tempi, forse pensava, ma vorrei sbagliarmi, che non vi siano collegamenti tra la concezione del mondo e la struttura del linguaggio usato. prove, se ve ne fosse bisogno, invece ne troviamo in abbondanza, ad esempio, nella differenza fra lo stile omerico e quello biblico. la differenza, naturalmente, è giustificata non solo dalla propria esperienza culturale, ma dallo scopo che si intende perseguire.
con ciò voglio dire che non è mai tempo perso perdersi nei tempi.
mi scuso nel "frattempo" per non essere stato presente come avrei dovuto, ma ciò è dipeso da urgenti e pressanti impegni di lavoro che in questa settimana mi hanno totalmente preso.
interverrò, come giusto, dicendo anch'io la mia.
 

 #
All'Angolo...
senza Vincitori ne Vinti
Suggiamo panorami incorniciati
l'uno nell'altro
in-anellando viste
sentimenti
In-vano l'intelletto s'adopra
nel portar virtude
'che di quella altrui
il mondo è pieno
e a noi bastante...
è galleggiar su quella.
 
Un Abbraccio
 

 #
E allora, gli animatori di questo Angolo fanno proprio cilecca?
Bisognava "scannarsi" e sembra, invece, che qui si muoia in pace.
 
 
 
 

 #
Concordo orme! Giusto stamane mi chiedevo come mai gli animatori che si sono animati e impegnati a metterci qui quest'Angolo poi... con la stessa facilità si son defilati...
Che dici orme, ti sembra normale?
 

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Rispondo:
Franz alias blink ha avuto un imprevisto molto serio: il padre anziano colto da infarto e ricoverato giovedì u.s. lui in difficoltà mi ha avvisata che non sarebbe potuto esserci non sappiamo per quanto tempo.
Io torno ora da due giorni di lavoro senza pc e ne ho altri due la settimana prossima.
Gli altri avranno avuto motivi per cui non sono potuto intervenire... ogni tanto vivamo. Dispiace deludere.
 
Baci Manuela
 

 #
Io non sono delusa di questo Manuela, ci mancherebbe!
Solo che mi son chiesta come mai non appariva la loro partecipazione. I casi della vita che ci accorrono son tanti.
Colgo l'occasione per fare a Franz i miei auguri per il papà, che possa riprendersi presto.
Un abbraccio a tutti
Qui fuori oggi è il primo giorno di primavera, non mi sembra vero ed io sono contenta.
 

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Penso solo che non possiamo burlarci degli altri, Princess.
Fa parte di quel credere negli uomini per poter poi credere anche nell'esistenza di un Dio. Cioè di una Verità presente in ogni luogo, in ogni nostra azione, o in ogni nostro "arbitrio", libero o meno che esso sia. Come tu, più sotto, scrivevi stamattina.
 

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Sai, preferisco sempre pensare che gli altri non si burlino di me o di noi perchè un pensiero così mi rattristerebbe molto.
Accolgo con affetto questo tuo pensiero del "Credere negli uomini come mezzo per credere anche nell'esistenza di Dio, e di questa Verità onnipresente. Io la sento dentro proprio come la descrivi tu qui, ma non è facile cominicarla agli altri nella trasmissione a parole.
Magari ci vorrebbe un sorriso, o non so un tono di voce, o due passi sul sentiero...
Cmq ci stiamo provando e questo è buono.
 

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Per rispondere alla domanda del perché i due non possono mangiare dei frutti dell'albero della conoscenza dobbiamo porci altre domande. La prima è quella di definire cosa sia la conoscenza e cosa essa comporti. La seconda, cosa sia l'eternità, ossia l'Eden.
 
Partiamo dalla seconda, il concetto di eternità. Noi diciamo che è eterno tutto ciò che è immutabile, tutto ciò che resta sempre identico a se stesso. Nell'eternità non sono consentite modificazioni, ossia nell'eternità manca il tempo (della modificazione). Accedere alla conoscenza significa creare un prima (della conoscenza) e un dopo (la conoscenza). E ciò urterebbe contro l'idea che noi abbiamo dell'eternità.
 
Andiamo ora al significato della conoscenza e ai suoi frutti. La conoscenza è ciò che consente distinzioni (il bene e il male, il giusto e l'ingiusto), cioè è ciò che separa. Può operare un elemento di "separazione" nel luogo in cui occorre che tutto sia armonioso ed unitario ( in cui tutto è diretto all'Uno, ossia all'Unità, a Dio)?
 
Come possiamo allora conciliare nel luogo dell'armonia e del senza tempo l'idea del tempo della evoluzione e l'esistenza di un principio di separazione?
 
Da ciò l'impossibilità "oggettiva" (logica) di poter accedere ai frutti di quell'albero.
 
 
 
 

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eh ma chi ha scritto la bibbia? l'uomo
 

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Tu invece, Anastasia, dovresti scusarti, sarebbe buona cosa, per i tuoi commenti precedenti poco rispettosi.
 

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Giusto per andare avanti analizzerei questo passo, passo che avrebbe potuto poi ispirare Kant allorquando affermerà che è l'uomo che applica le sue leggi all'universo.
Così potrebbe aver ispirato anche Nietzsche in quell': "Umano, troppo umano".
 
Il passo: " Dio non pretendeva di insegnare la filosofia agli ebrei; certo, avrebbe potuto innalzare il loro spirito fino alla verità, ma preferì abbassarsi fino a loro.".
 
Il problema consisterebbe nel chiedersi del perché Dio abbia preferito abbassarsi.
 

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" Dio non pretendeva di insegnare la filosofia agli ebrei; certo, avrebbe potuto innalzare il loro spirito fino alla verità, ma preferì abbassarsi fino a loro."
 
La Verità, secondo me sta proprio qui, dove si dice che Dio preferisce, ancora, abbassarsi verso di noi. Questa è una conferma del suo essere Dio ma allo stesso tempo essere Uomo, e da cui la sua incarnazione nel figlio Gesù.
Finchè rimarremmo ancorati allo stereotipo che Dio, essere supremo, debbe per forza restare distante da noi, non riusciremmo a entrare nella dialettica continuamente rinnovabile del suo messaggio. Dio non esiste per se stesso, che non ne ha bisogno, poichè è già Dio.
Lo scopo semmai della sua esistenza è divenire presente dentro noi, quindi vicino e non distante, mai.
Per questo trovo il passo che hai indicato perfettamente coerente con la sua "filosofia" se così ci è concesso definirla.
 

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Orme, qui apri un discorso più vasto di ogni oceano su questa terra. Chiedersi il perchè di un'azione di Dio...
Per scherzare come già fatto si potrebbe rispondere, Perchè fa quel cavolo che vuole, vai tu a dirgli qualcosa???
Per rispondere seriamente invence, bisognerebbe entrare in Lui, riuscire a pensare come Lui, avere le Sue stesse motivazioni ed i Suoi stessi propositi.
In pratica bisognerebbe psicoanalizzarlo... e se ci vogliono anni per comprendere un uomo... figuriamoci quanto ci vorrebbe per comprendere Dio!
Dalla comparsa dell'uomo sulla terra, ci stiamo tentando, e non ci siamo ancora riusciti.
Ce la faremo noi?
Mha.
Proseguendo invece ordinatamente nella lettura, vorrei sottoporti un brano del numero 75, che dice così:
 
«Non mangiate il frutto della scienza del bene e del male.»
È difficile concepire che ci sia stato un albero che insegnasse il bene e il male, come ci sono peri e albicocchi.
E poi, perché Dio non vuole che l'uomo conosca il bene e il male?

Voltaire qui spiega l'allegoria positivistica secondo la quale, in tutto il male che quest'atto ha portato, l'aver avuto il dono della ragione, ha fatto si che l'uomo diventasse "Immortale" in quanto la ragione ci fa ricordare degli illustri passati.
Io però mi soffermerei sulla domanda finale... perché Dio non vuole che l'uomo conosca il bene e il male?
Chiedo a tutti, è possibile che la mancata conoscenza del male faccia si che questo non esista?
In altre parole, prima della scoperta delle americhe, per gli uomini queste... "non" esistevano.
L'uomo quando non conosce una cosa, non la considera... c'è anche il detto "Beata Ignoranza".
E' possibile che la non conoscenza sia fonte di felicità?
e se sì... volendosi spingere oltre...
E' possibile di conseguenza, "annullare" una cosa semplicemente rimuovendo la conoscenza di essa?
 
Dovremmo suggerirla come domanda a Jerry Scotti?
 

 #
«Non mangiate il frutto della scienza del bene e del male.»
 
Questo è un passo biblico che io ancora non ho compreso. Ci vorrebbe forse un bravo teologo a spiegarcelo o semplicemente una sensibilità teologica maggiore della mia.
Nel frattempo, potremmo soffermarci sull'idea del male. Io credo che se esso non esistesse, non esisterebbe nemmeno Dio. Per l'amor del cielo non fraintendiamoci! Dio non è Male, bensì solo Bene. Ma è l'esistenza del Male che è legata strettamente alle azioni e ai pensieri umani che generano il Male. Come dicevi la Bibbia è il libro più venduto, ma dentro ha capitoli dove la violenza è così descritta e talvolta tanto elogiata che io ne rimango sgomenta. Stessa cosa quando davanti alla statua del profeta Elia io... mi son smarrita poichè narrava di sue gesta che lo vedevano crudele carnefice di più di 400 suo oppositori. Eppure era un profeta, quindi nel nostro immaginario vero o fantastico un uomo che forse avrebbe dovuto essere privo di sentimenti tali, pur in nome di Dio, da farlo diventare un assassino.
Quindi il Male esiste e Dio esiste perchè ha lo scopo di farci risorgere dal male che ogni giorno riusciamo a compiere.
Quali siano le strade per perseguire e attuare il Bene... è un po' difficile, per molti credo identificarle. Oppure lo è in certe situazioni o momenti di vita.
Avverso al Male e per il Bene è bello leggere una lettera di San Paolo ai Corinzi, dove parla della Carità, facendone un inno!
Se volete, poi ne parliamo.
 

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E' l'uomo che narra di Dio e delle sue gesta, non Dio, di cui ci si deve affidare per fede, sulla fiducia. Più ci si rende conto che non esiste, e più si capisce che chi crede ha davvero molta fede, sennò non si spiegherebbe.
L'uomo descrive Dio, nel cattolicesimo lo fa in tre, uno dei tre è di carne ed è un uomo come lui. L'altro è spirito, anima, come la fede si sa che c'è (chi affermerebbe mai, che non esista l'anima? si forse qualcuno analizzando a fondo, potrebbe anche dire che nemmeno quella esiste e forse ha ragione, ma non è questo il punto). La terza parte, è Dio, che tutto può e che tutto è... quando le cose vanno male però non c'entra Dio, è che siamo in tanti e lui è uno anche se onnipotente, c'è un limite a tutto. Se le cose vanno bene, si sta da Dio, quindi lo ringraziamo e lo riconosciamo positivo.
 
Il mio pensiero sulla frase a cui vorrei dare interpretazione personale, è in sintesi il seguente:
è l'uomo che si alza, innalza, e si porta alla pari di Dio (infatti una delle tre parti è Gesù, figlio di Dio, lui stesso Dio, di carne, uomo)... ma per non darsi troppe arie, pensando d'essere più furbo di tutti, anche di Dio, gira la frittata asserendo essere Dio che manda Gesù fra gli uomini, ed è lui quindi che si "abbassa".
Io penso invece che è l'uomo megalomane al punto da elevarsi sino a Dio, e a farlo diventare uomo come lui.
 
Vi abbraccio, Manuela
 

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Qualsiasi forma religiosa ha bisogno di un mezzo o più per esprimersi. In questo si stabilisce il legame fra l'essere superiore e l'uomo in "attesa". Dai graffiti, alle stele, alle icone, alle preghiere... sono stati usati mezzi di comunicazione con gli essere superiori. E in questo si trova, io credo, proprio il momento di connessione fra noi e loro.
Poi le tre religioni monoteiste che ne rappresentano l'evoluzione.
Nel cristianesimo appare la trinità, Dio, l'uomo in Gesù e lo Spirito Santo.
Io non sono un'esperta in religione, ma sia con mente che con cuore trovo questa trinità confacente ai nostri bisogni.
Lo Spirito Santo poi mi piace tanto, perchè me lo immagino come un angelo che un bel giorno, beh lo fa ogni giorno in verità, ma un bel giorno si sveglia e decide di andare a trovare qualcuno, magari te o me, e in silenzio riesce a dire che esiste una Verità bella a cui abbiamo accesso se vogliamo.
 

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Mi ero scordata di scrivere inoltre, che non solo tutto viene scritto e raccontato dall'uomo, ma lo stesso è maschilista, gacché Dio è maschio, anche suo figlio, lo spirito santo pure. I preti, il papa, vescovi e cardinali: tutti maschi nei ruoli di potere. Le suore agli asili e agli ospedali.
 
Manuela
 

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Penso che le due cose siano connesse e propedeutiche, Unaccount, e non diverse nella loro apparente distanza verbale.
Abbassarsi all’uomo vorrebbe anche significare lasciare all’uomo il suo-poter-divenire-uomo, lasciargli cioè il suo tempo, il suo possibile svilupparsi verso di Lui, verso il bene. Ma ciò non può avvenire quando l’uomo è ospite. Non necessita. All’ospite non serve il saper distinguere il giusto dal non giusto finché è ospite. In tale sua situazone il padrone di casa opera col cuore e non secondo convenienza, cioè con la ragione. Si è privi d’interesse con l’ospite, e pretendiamo che anche l’ospite sia privo d’interesse nella nostra ospitalità. Vige solo la legge del dono, e il dono è senza misura, Come l'amore, è smisurato. Non serve dunque il metro di misura delle cose. Il dover attingere all'albero del bene e del male, o del giusto e del non-giusto (quando opera ilcuore).
 
Sono solo input, salvo poi ad approfondirli se meritano di essere approfonditi.
 
 

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Prima di rispondere vorrei osservare che questa disposizione dei commenti obliga ad uno sforzo enorme per ricompilare cronologicamente gli interventi... Manu, non sarebbe meglio una disposizione più tradizionale? Così si fa fatica a capire chi risponde a chi!
Ora, penso tu abbia ragione, anche se più che la figura dell'ospite vedrei meglio la figura del figlio.
Come un amorevole padre, Dio si avvicina alla sua prole istruendola sui fatti della vita.
Questo tipo d'amore non è mai smisurato, ma più semplicemente adeguato all'infinita dimensione del legame.
 
 

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Prima di rispondere vorrei osservare che questa disposizione dei commenti obliga ad uno sforzo enorme per ricompilare cronologicamente gli interventi... Manu, non sarebbe meglio una disposizione più tradizionale? Così si fa fatica a capire chi risponde a chi!
Ora, penso tu abbia ragione, anche se più che la figura dell'ospite vedrei meglio la figura del figlio.
Come un amorevole padre, Dio si avvicina alla sua prole istruendola sui fatti della vita.
Questo tipo d'amore non è mai smisurato, ma più semplicemente adeguato all'infinita dimensione del legame.
 
 

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Di questo tuo passo così profondo e strugggentemente umano seleziono questa parte:
"Abbassarsi all’uomo vorrebbe anche significare lasciare all’uomo il suo-poter-divenire-uomo, lasciargli cioè il suo tempo, il suo possibile svilupparsi verso di Lui, verso il bene."
E' proprio bello sai, perchè contiene una clausola fondamentale che è la facoltà del Libero Arbitrio che Dio ci dona. Anzi non è un dono , semplice dono, ma un regalo preziosissimo perchè Lui ci Vuole Liberi, liberi di scegliere, di scegliere il bene o il Male, di scegliere Lui.
E io trovo meravigliosa questa libertà che ci dona.
 

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Bellissima la tua scritta in contemporanea alla mia.
Bellissimo trovarle in conseguenza e notare i due diversi assunti di partenza...
Il mio che "al di la del bene e del male" Dio Esista.
Il tuo che "al di la del bene e del male" Esista l'Uomo!
Questo dillemma "dell'essere primo", rilegando tutto il resto a frutto di un unica coscenza, porta sempre al fatto che se io esisto, tutto il resto è creato da me, quindi io sono Dio, se contrariamente io credo in Dio, come creatore, di riflesso nego la mia esistenza...
Non ricordo chi fosse ad enunciare questo principio ;-)
Comunque anche in età giovanile, ho sempre pensato fosse un concetto troppo assolutistico.
Bella anche questa come discussione.
 

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uno, tu parli delle mucche bioniche provenienti dal pianeta mmmuuuu?
 

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L'unico pianeta dove le MUcche fanno MUU ed i MErli fano MEE.
;-)
Ed entambe le due specie sono esposte al M.O.M.A.
 
Se riesco rispondo a orme qui sopra... se faccio in tempo.
 

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Avrei un'osservazione -fuori tema- che pongo alla vostra attenzione:
vi siete accorti che usiamo dei diminutivi anche ai nick name?
Ormedelcaos alias orme; unaccount alias uno; blinkeye62 alias blink; ladybea48 alias lady; o dei nomi: Manu, Franchino (l'ho letto, lo giuro), questo perché necessitiamo di abbracciare le persone, una volta instaurato il contatto emotivo, non potendo stringere le loro mani o vedere i loro occhi, ecco trovato il modo. O dite sia perché hanno nick name troppo lunghi e quindi si taglia? Ah si Taglioavvenuto alias Taglio, accorciato pure lui. Princess è Prin. Ora mi verranno in mente tutti gli altri, nel caso aggiorno il commento. Come fa sempre Orme, anche oggi mi ha fregata.
 
Baci a tutti, Manuela
 
 

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oh sì, è una cosa bellissima quando mi chiamano vento (o Anna)!!!
 

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"Come fa sempre Orme, anche oggi mi ha fregata.",
di fregatura in fregatura, e più passa il tempo, sembra avvicinarsi sempre di più la meta.
Non dirmi mò che non ti è piaciuta. Altra iperbole (ndr).
 

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