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Ammainate le fruste vele

Ammainate le fruste vele
raccolto sartie e stralli
attraccato a una gomena
è il veliero della vita
che acqua imbarca da ogni lato;
di aggiustamenti alla chiglia
o alla carena ne abbiamo fatto tanti
or increduli pur siamo qui
in uno specchio d'acqua morta
a chiederci se poi infine
sia valsa la pena tenerlo a galla.
Eh si! il fasciame è troppo marcio
e l'affondare è solo un attardarsi
che a mala voglia si rinnova.
Nella volubilità dell'accadere
senza croce né fede
sciabordammo tra flutti
di presente passato futuro
fossimo a babordo o a tribordo
poco o niente mai limpido si mostrò
al limite dell'orizzonte fatuo
a noi marinari attoniti
testimoni di gommoni e affondi
e mai invidiosi di regate
traversate e navi da crociera
che ostenti su azzurre pagine
disegnavano strie di illusioni.
 
Si annerirà del tutto il cielo
infurierà una burrasca prima o poi:
esausti e vinti, relitti inerti
tra le fauci del gorgo spariremo.
Più che mai oggi sappiamo
che quanto conoscemmo o farneticammo
-tinto di ottimismo o pessimismo-
fu appena una goccia d'acqua
e l'oceano ciò che ignorammo,
che nell'oscurità dell'abisso
ineluttabile affonda e si silenzia
senza senso ogni vita vagheggiata.
Si, anche dalla stiva buia
sentivamo o l'avevamo intuito
che pur se non si mostrava
a pochi passi la morte volteggiasse
che balordi sarebbero finiti i colloqui
gli screzi e le schermaglie con le ombre!

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