scelti per voi

rosso venexiano
 
 Autore del mese: taglioavvenuto
 
 Perle di Novembre
 
 miglior commento: 

E' nello stornare della risposta che la bocca tace sommersa dai versi.
C'è una trama sottile che induce sulle tua labbra. Estinguere il gesto, ammutolire il verbo, è nella negazione la parola che l'urlo di Munch si rinnova. Ablerò su destini dal suono negato nella notte più fonda della parola, maelstron di tutte le vocali affossate nel gorgo del suono. E già il verso rimarrà muto. Rinaldo Ambrosia 

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Estetizzazione della Violenza

Samorì

Nicola Samorì è un artista noto per opere  di stampo classico  deturpate a regola d’arte. Il suo lavoro è generalmente ben accolto dalla critica, a parte il rifiuto del critico  Elena Vodret ex direttore dei musei vaticani, che due anni fa gli rifiutò l’esposizione di due tele.

 

 L’estetizzazione della violenza convalidata da  noti critici, le conferisce quella legittimità che poi alla fine non si discute a meno che non si voglia passare per ignoranti e retrogradi.

 

Tuttavia in un’era in cui la violenza è in netta escalation, il femminicidio una parola alla quale oramai ci  si sta sempre più abituando, la rappresentazione di questi corpi mutilati ad (A)rte aprono in ogni caso l’annosa questione di cosa sia poi l’Arte e quali siano i suoi valori ammesso che ne abbia ancora o debba presumibilmente averne.

 

Secondo l’analisi di semiologi come Jean Baudrillard ed altri, mentre  le società  moderne si erano organizzate nella compulsiva produzione e consumo di beni materiali, quelle post moderne si sono orientate intorno alla simulazione di immagini , tutto  diventa  immagine estetizzata pronta per lo spettacolo; in altri termini lo spettacolo è tutto, quello che c’è dentro  conta meno.

 

Se Manzoni metteva la merda in scatola ed è  persino finito in museo, o se Fontana sfregiava con i suoi tagli  povere tele che potevano essere usate per farci magari un bel quadro, non dobbiamo rattristarci troppo per le mutilazioni di Samorini  almeno lui con i pennelli ci sa fare e anche se  le sue opere sono state rifiutate dai musei vaticani, sicuramente prima o poi, finiranno anche loro in qualche museo a fare buona compagnia a molti altri rifiuti umani e scarti a perdere vari.

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