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Fiore d'ombra

ROSA NERA.png
PERSONAGGI
 
IL SIGNORE un uomo distinto, ben vestito, età sessanta, sessantacinque anni
 
L'UOMO personaggio enigmatico, veste completamente in nero, età indefinibile.
Porta ricamato sul taschino della giacca un fiore nero, una rosa dai petali ombrosi.
 
La scena è costituita da quattro ambienti diversi. AI centro c'è un elegante salottino dai confortevoli colori; a sinistra un viale alberato con una verde panchina in primo piano; a destra una stanza d'ospedale. A proscenio, a sinistra ed a destra vi sono due ambienti sostanzialmente diversi in ognuno dei quali è visibile un mobiletto con sopra un telefono.
 
Naturalmente questi ambienti sono in ombra e vengono illuminati solo quando in essi si svolge la vicenda.
 
All'alzarsi del sipario è illuminato il salottino di centro e sono in scena seduti l'uno di fronte all'altro il signore e l'uomo.
SIGNORE Ha sofferto?
UOMO No. Come le avevo già detto, l'iniezione ha provocato prima il coma profondo nel quale si è persa la sua coscienza, poi le ha dato" dolcemente" la morte.
SIGNORE "Dolcemente" come un sonno?
UOMO Come la pace eterna, signore.
SIGNORE Ha ...ha detto qualcosa prima di ...si, insomma, prima di morire?
UOMO Si, ha parlato.
SIGNORE Cosa ...cosa ha detto?
UOMO Le sua ultima volontà.
SIGNORE Ultima? Povera creatura! E...cosa?
UOMO Non separarsi da lei, signore.
SIGNORE (piange e si e si esprime confidenzialmente in dialetto con se stesso) Povero,
povero ammore mio!
 
 
 
 
UOMO La vita è crudele, signore.
SIGNORE Crudele, si. Ed è strano che a dirlo siate proprio voi che di morte vivete tutti i giorni.
UOMO Eppure, lei si è servito di me.
 
Si spegne la luce nel salottino di centro e vengono illuminati i due ambienti a
proscenio. I due personaggi si diriggono l'uno a destra e l'altro a sinistra e parlano atelefono.
(Intanto il signore ha indossato una giacca da camera)
 
SIGNORE Ho potuto avere per caso il vostro numero ...
UOMO Per caso?
SIGNORE Si. Vede, ero uscito per fare delle spese ed al ritorno, non so come, mi sono ritrovato un bigliettino in tasca con su scritto questo numero e Ia...diciamo, specialità del suo lavoro.
UOMO Ed il mio lavoro le puo tornare utile?
SIGNORE Ho telefonato per questo.
UOMO Allora il bigliettino è finito nella tasca giusta. Lei crede nel destino? Non è stato un caso! Di chi si tratta?
SIGNORE Mio Dio!
UOMO Allora?
SIGNORE Si ...tratta di ...mia ...moglie.
UOMO Mi dica.
SIGNORE Da tempo è molto malata. E' ricoverata in ospedale nel reparto malattie terminali.
Un cancro al cervello l' ha praticamente consumata. Gli provoca forti e continui dolori che non gli danno tregua per intere giornate. Ormai è quasi paralizzata. Viene alimentata artificialmente perchè il suo stomaco non digerisce più niente, non vede quasi più e quasi più  parla. Quando lo fa, quelle poche cose le dice con grande fatica. Eppure è lucida, è
consapevole del suo stato quasi esclusivamente vegetativo, ed io sto assistendo impotente a questo suo disfacimento, al suo lento e tormentoso morire che non lascia scampo, e non riesco, per quanto faccia, a trovare un rimedio che possa alleviarle le sofferenze o una parola che possa darle conforto.
UOMO Da me cosa vuole?
SIGNORE Voglio ...voglio ...Non è facile dire certe cose. Lei è il rimedio. Lei è la parola che io non so trovare. Voglio che lei faccia il suo lavoro.
UOMO Il prezzo è alto.
SIGNORE Sapeste quanto ho pagato finora, con l'unico risultato di prolungare il suo tormento! Sapete cosa mi dicevano i medici, dopo aver accertato l'entità del male?
Dicevano: -Prufessò, medicine per mitigare gli effetti devastanti e dolorosi della malattia, pe' 'nce stà ce stanne ...ma, so' carestose però! Carestose assai! - Erano costose e difficili da trovare per cui, a volte, ne ho pagato triplicato il prezzo già alto di per se stesso.
UOMO Il prezzo è alto.
SIGNORE Non faccio questioni di soldi, non mi mancano grazie a Dio. Da principio lei era presa da mal di testa improvvisi e violenti. I medici cominciarono a diagnosticare il solito esaurimento nervoso dovuto a stress. Ate ch'esaurimente! Una volta, mi ricordo, eravamo a tavola e lei con una vocina che a malapena le usciva, mi chiese di versargli dell'acqua in un bicchiere. Mi infastidii nel dovermi alzare dalla mia sedia per versargli l'acqua da una bottiglia che era lì, vicino a lei. Che idiota sono stato! Non capivo, non riuscivo a comprendere che una semplice bottiglia potesse tanto pesare tra le sue mani ...(piange) Sono sempre stato un egoista che ha solo pensato a se stesso, abituato ad essere servito di tutto punto, ad avere sempre vita facile, a gente che ha sempre fatto e pensato per me. (Ora piange a dirotti, poi pian piano si calma e riprende) Versai l'acqua e lei cercò di portare il bicchiere alla bocca con la mano che gli tremava. Il liquido veniva giù a pioggia da quel bicchiere. l suoi occhi erano smarriti e guardavano la mano che non riusciva a star ferma.Poi il bicchiere le scivolò via e rimase come fulminata. Gli occhi azzurri sbarrati, umidi di lacrime, i capelli scompigliati dal tremore che le aveva preso anche la testa.
UOMO La vita è crudele.
SIGNORE Siamo stati felici, poi ...
UOMO Vediamoci ai giardini pubblici nel primo pomeriggio di domani.
 
Entrambi depongono il telefono e i due ambienti scompaiono nel buio. La luce va ora ad ifluminare la stanza d'ospedale. Il signore è seduto vicino ad un letto nel quale appena si scorge immobile la sagoma di una donna.
 
SIGNORE E' venuto a trovarmi tuo nipote. Mi ha chiesto di te. Ce steve pure 'a mugliera. Bella femmena! Dicono che appena possibile verranno da te. Dicono che so' sempre assai impegnati. Sai, lui è ingegniere, lei commercialista. Oggi stanno qua, domani là, il lavoro ...
Isse dice che te vulesse vede', desidera salutarti, ma, sai, gli impegni gli lasciano poco tempo. 'O tiempo oggi è nuvoloso, ogni tanto fa pure qualche schizzo, ma credo che non pioverà. .. o forse si. Forse pioverà. ..ci stanno certe nuvole nere in cielo che avanzano ...pioverà!  Belli ati tiempe! Te ricuorde quande nce vedetteme p"a primma vota? 'Nc'ereme
canusciute pe' telefono. 'N'amico m'aveva dato 'o nummero tuoio dicenno che tu eri una ragazza facile.·Te telefonaie, va truove penzanne a chi sa qual'avventura, e sentette p"a primma vota 'sta vucella che 'a troppo tiempo rnò nun sento cchiù. Era doce, aggarbata e tutto me faceva penzà fuorchè che tu ire 'na ragazza facile comme m'aveva ditte chill'imbecille. Ti ricordi? Facemmo amicizia telefonicamente. 'Nce raccuntaveme tutte 'e
 
 
guaie nuoste, tu me dicive 'e fatte tuoie e io 'e miele. E intanto il pensiero correva a disegnare io l'immagine tua e tu la mia. 'Nu iuorno tu me telefonaste e me diciste: - Incontriamoci! - Allora io te rispunnette: - Sei sicura? Non è meglio continuare quest'amicizia
esclusivamente telefonica? Tu chissà come mi immagini, e io pure ti vedo nella mente in un certo modo. Puo darsi che vedendoci come realmente siamo ... - . Allora tu me diciste: - lo leggo nella tua anima attraverso il tono della tua voce Vedo come sei fatto dalle cose che mi
racconti. Tutto il resto ha importanza relativa. - . Diciste 'n'ata vota: - Incontriamoci! -. Ce detteme appuntamente a' 'e Il'unnece 'e 'na dummeneca matina fore 'a villa comunale, 'o late 'e piazza Vittoria. lo mi ero vestito con un "Fumo di Londra", tenevo pure l'ombrello appresso benchè ci fosse uno splendido sole. Mi appostai fuori il bar Marotta per vedere chi si andava a fermare all'angolo della villa. Ero curioso, emozionato e turbato come un
ragazzino al suo primo appuntamento d'amore. Quando ti vidi, bella, rossa, giovane, il cuore mi sobbalzò in gola. Non ebbi dubbi, quella eri tu, dovevi essere tu. Fermai una carrozza di quelle per turisti e dissi al cocchiere di andare a fermarsi proprio vicino a te, e quando fummo arrivati, prima ti guardai un attimo, poi dissi: - Sali! -. E tu sagliste. E 'a tanne nun sì
cchiù scennuta da' vita mia. E mò invece ... Senti, oggi o domani, credo, verrà qui un uomo, un ...medico. L' ho chiamato io per ...per ...all ...alleviare le tue sofferenze.
TU abbi ...fiducia in lui e vedrai che ...vedrai che ..vedrai ... Adesso ti devo lasciare. Te la ricordi quella domenica mattina? lo sopra la carrozzella e tu bella, giovane, rossa. lo mi fermai e dissi ... e dissi ...dissi ...
 
 
                 La camera d'ospedale scompare e contemporaneamente i fari
illuminano il vicoletto alberato con la panchina.
Il signore, (indossa un cappotto) mestamente, vi si va a sedere. E' distrutto, infreddolito, tutto quanto gli sta intorno non ha importanza, si muove
meccanicamente.
Entra l'uomo (indossa un impermeabile nero), lo vede, va a sedergli accanto.
 
 
UOMO La vita è crudele ...
SIGNORE Siete voi, dunque?
UOMO Per quando deve essere?
SIGNORE Oggi stesso, al massimo per domani. Le ho detto che sarebbe venuto un medico ...
UOMO Ha fatto bene. Indosserò un camicie bianco per confondermi con il personale dell'ospedale.
SIGNORE Ah, Gesù! Come avete intenzione di fare?
UOMO Un'iniezione letale le provocherà prima il sonno, poi, dolcemente, la morte.
SIGNORE Dolcemente?
UOMO Morire è dolce, signore. Nascere è doloroso. Non soffrirà.
SIGNORE Capirà?
UOMO Questo si. Capirà! Tutti capiscono nel momento estremo.
SIGNORE Quando vi fu il terremoto nell'ottanta, io ero ammalato a letto. Lei stava deponendo certi panni in un cassetto dell'armadio. Ci stava appena per mettere dentro un paio di calze di nylon, quando vi fu la prima tremenda
scossa. Il  palazzo vibrò tutto ed il movimento fece cadere delle pietre nei muri tra i mattoni. Il lampadario prese ad andare a vento. Una calza rimase appesa fuori dal cassetto. lo ero a letto influenzato, mi alzai, ed urlando per il terrore, mi avviai di corsa con mia moglie verso l'uscita. Mentre attraversavo il
:corridoio mancò la corrente e rimanemmo al buio. Fu allora ch il mio terrore si trasformò repentinamente in  un’incredibile e morbosa curiosità, nella consapevolezza di star sul punto di scoprire se mai ci fosse qualcosa dopo la vita e che cosa. E' questo il capire di trovarsi nel momento estremo?
UOMO No, lei non è morto, quindi non ha potuto capire. Sa cosa leggo negli occhi delle mie vittime nel loro momento estremo? La consapevolezza della morte che conduce all'oblio per ogni terrena cosa materiale e spirituale, il grande stupore nell'abbandonare per sempre questa dimensione nella quale ognuno ha creato la sua storia, la serenità nel distacco dal proprio corpo.
SIGNORE Si direbbe che tutte le sue vittime non desiderino altro che morire?
UOMO Tutti sono attaccati alla propria esistenza, alle proprie umane sembianze, qualsiasi queste possano essere, nessuno brama abbandonare questo mondo, eppure nel momento del trapasso, nel momento dell'ultimo respiro, nostra Signora Morte è piena di grazia, di sensibilità, di pietà e misericordia ed accoglie l'essere nel suo grembo con la stessa soavità
di una mamma che abbraccia la sua creatura. Morire è come chiudere per sempre un libro ormai già letto.
SIGNORE Il libro della nostra esistenza?
UOMO In esso c'è amore, odio, passione, indifferenza, cupidigia, superbia, bontà, pigrizia, solerzia, vita e morte.
SIGNORE Ditemi del vostro compenso ...
UOMO Cosa ama di più sua moglie?
SIGNORE Non sbaglio nel risponderle che l'oggetto unico del suo amore sono io.
UOMO E cosa di più odia?
SIGNORE Ttito quanto, lavoro compreso, mi tiene lontano da lei.
UOMO Figli?
SIGNORE E' stato il suo grande rammarico non avermi potuto dare un figlio.
UOMO Lei mi sta chiedendo di togliere la vita a sua moglie.
SIGNORE lo ...
UOMO Mi sta chiedendo di ammazzarla.
SIGNORE No..io...
UOMO ~.Di non farla più esistere.
SIGNORE ...Ma quale esistenza? Quale vita? Ma pecchè è vita chella che sta facenne?
Che vita 'e merda 'e chesta? Che ...che ...mi scusi, ho perso il controllo. Lei. ..lei era una donna con l'argento vivo addosso, piena di risorse, di iniziative, un carattere di ferro che infondeva coraggio nei momenti difficili. Faceva volontariato in ospedale per assistere gli ammalati e adesso e lì da sola senza nessuno che assista lei; promuoveva spettacoli vari per raccogliere fondi, faceva parte di non ricordo più quante associazioni, faceva progetti e si
impegnava fino all'esaurimento per poi poterli realizzare fattivamente. Era sempre capace di coinvolgermi in tutte le sue imprese, di entusiasmarmi. Adesso ...adesso questo libro è giunto all'epilogo e tra breve sarà chiuso. Eppure, vi assicuro che è un libro che leggerei di nuovo. Rileggerei ogni sua riga, rileggerei ogni parola.
UOMO La vita è crudele ... Le ha mai detto di voler morire?
SIGNORE No.
UOMO Ha deciso lei da solo?
SIGNORE Si.
UOMO Crede che sua moglie voglia morire?
SIGNORE Si, cioe ...non so.
UOMO Una volta, tanto tempo fa, in un ospedale vidi un'infermiera che spingeva una sedia a rotelle sulla quale c'era seduto un tale privo di braccia e gambe, probabilmente ridotto in quello stato da un'esplosione. Eppure rideva e scherzava con quella donna e sembrava apprezzarne le grazie. Crede che quell'uomo avrebbe voluto morire?
SIGNORE No, certamente. Quell' uomo, però, era cosciente.
UOMO Non è questione di coscienza, ma d'istinto . ..
SIGNORE Volete dire che mia moglie, per istinto non ...?
UOMO L'istinto è la salvaguardia dell'esistenza sulla quale è vigile. La paura è lo strumento con il quale esso protegge la nostra integrità fisica. E' facile che l'eutanasia sia in realtà un atto di codardia. Vivere accanto ad una persona che soffre, quando questa si ama, è certamente terribile, ma è estremamente coraggioso. Il disagio che la vista della persona sofferente ci da, ci suggerisce la sua eliminazione fisica, ma il tutto esclusivamente a nostro
vantaggio con il rimarchevole alibi di agire per troncare l'altrui sofferenza, non la nostra.
SIGNORE Sembrate uno psicologo.
UOMO Conosco l'umanità, signore.
SIGNORE E~uno come voi parla di umanità?
UOMO Uno come me adesso serve ad uno come lei, signore!
SIGNORE E' che mi riesce difficile credere che uno che fa il vostro mestiere possa parlare di umanità.
UOMO Ogni mestiere si puo fare con umanità. Il mio è un mestiere antico. Nel farlo da tanto tempo sono diventato un buon conoscitore dello spirito umano.
SIGNORE Come un prete?
UOMO Già.
SIGNORE Voi pensate che questa sia una cosa sbagliata?
UOMO Lei è sicuro del contrario?
SIGNORE L'unica sicurezza che ho è quella di non avere alternative.
UOMO Lei decide comunque della vita di un'altra persona.
SIGNORE E credete che in questo modo non decida io della mia stessa vita? Credete che dopo la mia esistenza possa essere la stessa?
UOMO Credo, comunque, che possa esservi esistenza.
SIGNORE E che tipo di esistenza sarà? - -
UOMO L'esistenza di un uomo solo che tradotta in termini banali vuoi dire anche ricordarsi di mettere i panni sporchi in lavatrice, prepararsi la cena, rifarsi il letto e via di seguito. La vita è crudele, signore. Ed anche lei lo è.
SIGNORE lo? Perchè?
UOMO Perchè ora è qui con me.
SIGNORE Se sono qui con voi è perchè non posso più vederla soffrire.
UOMO Non ha coraggio.
SIGNORE No.
UOMO Solo per questo lei decide di toglier~ la vita a quella donna.
SIGNORE Morirà comunque.
UOMO Tutti moriremo comunque. Si comincia ij morire subito dopo la nascita. E' solo questione di tempo.
SIGNORE Finirà tra mille tormenti, tra qualche giorno, forse qualche ora ...
UOMO O forse tra qualche minuto. Ed anche se fosse un solo istante? Crede lei di essere padrone di quell'attimo? Il signore di quella frazione di secondo? Quale leggittima facoltà ha lei per disporre del tempo degli altri?
SIGNORE Io...io ...non comprendo perchè mi fate questo discorso. Uno che fa il vostro mestiere non dovrebbe. Sono disposto a pagare tutto quello che mi chiederete ...
UOMO Ah, si. Chiederò e lei pagherà.
SIGNORE Appunto, ditemi del vostro compenso.
UOMO A tempo debito.
SIGNORE Perchè portate quello strano simbolo?
UOMO La rosa nera.
SIGNORE Una rosa nera?
UOMO La" nocturna ". La leggenda narra che nel medioevo fioriva una particolare rosa, ora estinta, dai petali neri. Essa era l'estremo omaggio che veniva fatto ai defunti. Questo
fiore, posto sul sepolcro del morto, aveva il magico potere di assecondare la
concretizzazione delle sue ultime volontà. I miei antenati coltivavano la “nocturna ", tanto che essa divenne l'emblema di famiglia.
SIGNORE Storie.
UOMO Lei non crede che in ogni leggenda ci sia un fondo di verità?
SIGNORE Credo che siano storie inventate di sana pianta per sfuggire alla monotonia della realtà.
UOMO La leggenda è una trasfigurazione fantastica di un fatto realmente accaduto. E comunque la realtà può non essere monotona come lei dice, signore. Agirò questa sera.
SIGNORE Povera criatura doce, nun se meretava chesto!
'UOMO E lei che decide del suo destino, signore.
SIGNORE lo?
UOMO Ne ha già concordato con me il come ed il quando.
SIGNORE Ma ...non considerate il perchè?
UOMO Non esiste perchè.
SIGNORE Vi ho riferito della grave malattia. ..
UOMO Non c'è valido motivo per spegnere una vita.
SIGNORE No? Ma se già voi ne avete uno: il denaro.
UOMO lo non decido.
SIGNORE Dovevate fare il prete. ..
UOMO Non c'è molta differenza fra me ed un prete. Lui alleva le anime per il
Creatore, io ce le mando.
SIGNORE Questa sera, dunque, metterete fine alle sofferenze di mia moglie.
UOMO lo sono solo un esecutore.
SIGNORE La sua vita ora è solo tormento.
UOMO Lei fermerà il suo tempo.
SIGNORE In un caso come questo la morte non è il peggiore dei mali.
UOMO Ci soso cose peggiori della morte, ma nulla è così determinante.
 
 
Buio.
Il viale e la panchina scompaiono nell'ombra. Ora i fari illuminano di nuovo il
salotìino dove i due sono seduti nella stessa posizione della scena iniziale. (Naturalmente i due ora sono di nuovo senza soprabito)
 
 
SIGNORE Mio Dio ...mio Dio ...Sapete cosa provo adesso?
UOMO Immagino.
SIGNOf\E Ora quel che era il suo tormento è il mio, il suo dolore, le sue pene, tutto è parte di me. E non' solo il suo tormento, non esistono altri mali su questa terra che non si dibattino adesso nella mia coscienza. Ho come la sensazione di averli assorbiti tutti.
UOMO E' il suo modo di compensare l'avermi commissionato l'assassinio di sua moglie.
SIGNORE Ma di cosa parlate, signore? Di assassinio? E' un delitto, forse, porre fine alle sofferenze di una persona che si ama?
UOMO Quando sofferenza c'è è segno tangibile che per motivi a noi oscuri doveva esserci, e quando e come porre fine ad essa non sta a noi stabilirlo.
SIGNORE Gliel'ho detto, dovevate fare il prete.
UOMO Gliel'ho detto, non c'è molta differenza.
SIGNORE Voi dunque, malgrado il vostro mestiere, credete nell'esistenza di Dio?
UOMO Ne sono convinto.
SIGNORE E come potete fare quello che fate?
UOMO E come avete potuto voi, signore! E' il nostro destino, io ho il mio, lei il suo ...
SIGNORE (prende il carnet degli assegni e una penna e si accinge a scrivere) Allore, il suo compenso?
UOMO La mia stirpe è antica come il mondo, le sue origini si perdono nel tempo ed il nostro mestiere ha sempre determinato il destino della gente. Noi siamo stati l'ultima umana immagine vista da milioni di persone. Abbiamo raccolto il loro estremo anelito di vita. Abbiamo testimoniato le loro ultime volontà senza emozione alcuna.
SIGNORE Ora io provo grande pietà per mia moglie, per me, e per voi, signore. Da oggi in poi 'a vita mia nun sarrà cchiù 'a stessa. Niente nun sarrà cchiù 'o stesso! Manche chelli cose che uno ha sempe fatte giornalmente, accussl, meccanicamente, senza farce caso, comme appiccià 'na luce, cagnarse 'na cammisa, chiudere 'na porta ... Ma credetemi, signore,
per quello che vivrò, vivrò nel giusto, sereno e consapevole di aver fatto quello che andava fatto.
UOMO Allora vi darò ancora qualche attimo per saggiare a fondo questa consapevolezza .
SIGNORE Che significa?
UOMO (indicando l'emblema della "nocturna ") La “ nocturna “ , il fiore d'ombra ...
SIGNORE Ebbene?
UOMO Prima di morire, sua moglie, ha espresso il desiderio di non distaccarsi da lei. Non ho il potere di ricongiungervi in vita, ma ho quello di riunirvi in morte.
SIGNORE Vuoi dire che voi, adesso ...?
UOMO lo coltivo ancora la Il nocturna Il nel mio orto, signore, e ne lascio una sul cadavere di ogni mia vittima.
SIGNORE Ma ...è...incredibile quello che dite.
UOMO E' una vita crudele, signore. (Estrae la pistola e spara)
SIGNORE (colpito a morte stramazza al suolo. (Prima di morire ha a malapena la forza di chiedere sussurrando) Ma ...ma. ..chi. ..siete ...voi?
l'uomo va a mettere la pistola nelle mani del signora ormai morto, poi estrae da una tasca una “ nocturna “ e la depone sul cadavere, infine ne esaudisce l'ultimo desiderio.
UOMO Sono il destino, signore.
Cala la tela.
 

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