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Il difficile compito di fare il Presidente della repubblica Italiana

PREMESSA:
quello che segue è un articolo che ho scritto, mosso non tanto dalle mie idee politiche, ma come reazione alla violenza verbale della quale è stato vittima l'uomo Sergio Mattarella.
Buona lettura a tutti e grazie per il Vostro tempo!
 
 
Sono ormai più di 24 ore che vedo sbandierare ai quattro venti gli articoli della Costituzione Italiana, in tutte le forme possibili ed immaginabili.
“Occhio che stamattina sono tutti costituzionalisti”, mi ha avvisato in maniera scherzosa, un caro amico con un messaggio. Beh, cari professori, vorrei solo farvi presente che la Costituzione Italiana, a suo tempo fu il risultato di un accordo trasversale (uh! che parolaccia!) tra le varie forze antifasciste, cattoliche, repubblicane, socialiste e comuniste. La sinistra che ha tanto rovinato l’Italia ha contribuito a scrivere la Vostra - Nostra Costituzione. Magari se faceste un investimento di una decina di euro, potreste comprarla anche voi e leggerla seriamente. Sono pochi articoletti, scritti in maniera facile facile. Lì vi sono descritte tante cose carine, tipo quali sono i tre poteri dello Stato, come funzionano, come e perché viene sancita la loro indipendenza l’uno dall’altro; come è composto il Parlamento, come si forma un governo, eccetera eccetera. Magari si scopre che il popolo elegge il Parlamento che fa le leggi, ma la nomina del Governo spetta al Presidente della Repubblica, però (che cosa carina!) il Parlamento, espressione della volontà popolare, può togliere la fiducia al Governo in qualsiasi momento lo ritenga opportuno. Giusto per la cronaca, il terzo potere dello Stato è la magistratura, che ha funzione di controllo.
Ovviamente ve l’ho semplificato di molto, ma più o meno il ragionamento è questo.
Continuando a scorrere gli articoli della Costituzione, si possono scoprire anche altre cose divertenti; tipo che l’Italia è una ed indivisibile (avete capito leghisti? La Padania è incostituzionale); tipo che il fascismo è reato (eh si, a dire che quando c’era LVI si stava meglio, si fa reato; anche a salutare romanamente col braccio destro teso, si fa reato, persino Casapound e Forza Nuova sono anticostituzionali; anche ammettere di essere fascista del terzo millennio è reato; è la Costituzione bellezza!).
Ah, esiste anche un altro tipo di reato ed è quello di vilipendio alle figure dello Stato, tipo il Presidente dello Stato, o alla bandiera italiana (Vi ricordate quando Bossi vi si puliva il culo? No? Io si).
Osservando il comportamento degli elettori grillo-leghisti, mi viene di tornare per un attimo ad essere cattolico e ringraziare Dio per averci mandato Mattarella.
Umanamente parlando, ma stamattina non sono riuscito a fare a meno di immaginare il buon Sergio abbandonare per un attimo la sua proverbiale flemma e masticare amaro, magari di imprecare sottovoce, leggendo tutte quelle offese nei confronti della memoria di suo fratello vittima di mafia. La critica politica è normale, anche nei confronti del Capo dello Stato, ma colpirlo in modo così gratuito, su un fatto così doloroso, è davvero da bestie. Magari gli autori di tali offese, sono i soliti onesti che non si fanno fare la fattura dal dentista per non pagare l’iva; o che magari si rivolgono all’amico consigliere comunale per non pagare la multa per un parcheggio in doppia fila, o che peggio ancora accettano il compromesso di pagare il pizzo per tenere aperta la loro attività commerciale senza problemi, o che danno la cinque euro a piacere al parcheggiatore abusivo per sostare un paio d’ore per andare a prendersi un gelato.
All’uomo Sergio Mattarella, prima che al Presidente, esprimo tutta la mia vicinanza e la mia solidarietà. Da cittadino italiano, da persona educata, da persona che qualche libro l’ha letto, da persona che si è sempre fregiata di definirsi “figlio del popolo”, ma anche da persona capace di empatizzare,  penso che questo sia un atto dovuto.
Ma torniamo all’operato di Mattarella.
In Italia siamo bravi a stravolgere il significato delle parole, forse anche perché la maggior parte degli Italiani non conosce il vero significato di alcune parole e, detto fra noi, non conosce neanche le regole basilari della grammatica italiana (lo leggo tutti i giorni sui vostri post di fb), quindi è anche facile far passare la prima carica dello Stato, che ha la responsabilità politica, e direi anche etica e morale, di 60 milioni di Italiani, grillini e leghisti compresi, come un semplice firma carte.
Ebbene no, mi dispiace darvi questa delusione, ma non è così. Quando il Presidente della Repubblica mette il mandato nelle mani di un qualsivoglia personaggio, eletto o non eletto dal popolo – per inciso, Giuseppe Conte non era stato eletto dal popolo proprio come Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, ma lasciamo perdere – si assume la responsabilità politica e si fa garante davanti al popolo italiano e anche davanti a tutti gli altri popoli del mondo dell’operato e delle scelte del Capo del Governo nominato.
L’operato di Mattarella in questi due mesi e passa di consultazioni, ha prodotto un duplice effetto. Da una parte ha mostrato tutta la pericolosità e la dannosità delle politiche che volevano attuare il Movimento 5 stelle e la Lega, compresa la loro incapacità con o senza dolo (il fatto che Berlusconi sia tornato eleggibile, secondo me ha spinto Salvini a farsi qualche conto) di gestire una trattativa, compresa anche l’incapacità di aggiustare il tiro, di trovare delle alternative plausibili in caso di una risposta negativa. Dall’altro lato, Mattarella ha mostrato a tutti come è ben fatta e come funzionano ancora alla perfezione tutti quei meccanismi presenti nella carta costituzionale, che servono a preservare la Democrazia in Italia, ad evitare il caos di una deriva autoritaria. Molto probabilmente chi è arrivato a leggere il presente articolo fino a questo punto, mi odierà per quello che ho detto e che sto per dire, ma fidatevi, leggendo il programma giallo-verde e conoscendo la storia dei protagonisti del governo nascente , i segni per qualche catastrofe politica c’erano tutti.
Una volta ho casualmente sentito dire da un vecchio professore di diritto costituzionale, che quelli che hanno scritto la Costituzione, venivano da un ventennio dove non si poteva parlare e per questo hanno avuto molto tempo per pensare a tutte quelle soluzioni affinché la libertà in Italia non venisse di nuovo messa in pericolo. Mattarella, non ha fatto altro che dimostrare che quel vecchio professore aveva ragione, che il tempo perso dai padri della Costituzione a pensare, alla fine ha dato i suoi frutti.
Il Presidente Mattarella ha assolto appieno ai suoi doveri previsti dal ruolo che egli investe. Passatemi la similitudine, ma  come un medico capace e scrupoloso, non ha avuto paura di utilizzare la penicillina per curare questo Paese malato, al posto di chi voleva curarlo con la medicina omeopatica, che non solo è costosa, ma rischia di aggravare irreversibilmente le condizioni del paziente.
Quanta pazienza ha dovuto avere Mattarella nel sentire e vedere le pagliacciate messe in atto da Salvini e Di Maio! Che stomaco di ferro ha dovuto avere nel leggere i punti del programma giallo – verde! E che senso delle istituzioni ha dovuto avere nell’accettare di dare il mandato a Giuseppe Conte, che sarà anche un professionista ineccepibile – lo dice il suo curriculum – ma politicamente è un signor nessuno e che non ha fatto altro che eseguire il volere dei suoi padroni spocchiosi e politicamente ignoranti! Ci ha provato Mattarella a scendere a compromesso coi due leader che hanno vinto le elezioni, ma accondiscendere alle loro pretese di governo sarebbe stata una cosa inaccettabile, che avrebbe fatto pagare alla nazione intera un prezzo altissimo e vi giuro su Dio, non sto parlando dello spread. Se si fosse creato il governo Conte, avremmo avuto per davvero un governo fantoccio, pronto ad eseguire il diktat di Salvini, razzista e xenofobo ministro degli interni, e di Luigi Di Maio, ministro del lavoro e dello sviluppo senza aver mai visto un’azienda in vita sua, né aver mai lavorato un giorno; che molto probabilmente, sarebbero entrati in collisione il giorno dopo la fiducia acquisita, che avrebbe portato ad un pericoloso dualismo che avrebbe trasformato le camere in una tifoseria da stadio e che seriamente avrebbe bloccato il Paese. Mattarella non poteva permettere tutto questo, non poteva permettere la legittimazione dei fascisti di Casapound, perché Salvini avrebbe fatto questo, non poteva permettere che per accontentare le aspettative di un elettorato abbrutito, si sarebbero bruciati miliardi d’euro per attuare la flat tax o il reddito di cittadinanza. Soprattutto Mattarella non poteva permettere all’Italia di correre il rischio di un isolamento politico ed economico, specialmente in questo momento dove si stanno alzando venti di guerra allarmanti; dove ci sono milioni di esseri umani – leggete bene: di esseri umani – che stanno approdando sulle coste italiane che rappresentano i confini dell’Europa. Soprattutto perché per storia, per collocazione geografica, per dimensioni territoriali e anche per la sua economia, l’Italia non ha solo la possibilità, ma perfino l’obbligo di essere protagonista in Europa. Ha l’obbligo di far sentire la sua voce, all’interno dell’Europa e anche all’esterno dell’Europa assieme agli altri Stati della Comunità Europea e non come singola nazione. L’Europa deve cambiare, ma questo cambiamento potrà avvenire solo se l’Italia rimarrà nel Suo interno e darà il suo contributo, tornando ad avere quella credibilità che nessuno le ha mai tolta, ma che alla quale ha rinunciato in maniera del tutto auto lesiva negli utlimi 15 anni. In ogni momento della storia mondiale, la voce dei politici italiani è sempre stata considerata fra le più importanti e le più illuminanti e così deve essere sempre. Mattarella non poteva permettere che in poco tempo Salvini e Di Maio, con la loro incompetenza politica, con la loro presunzione, con il loro razzismo, con la loro ignoranza, con la loro spocchia a perdere; bruciassero definitivamente anni e anni passati a tessere tele di rapporti diplomatici con gli altri Paesi. Mattarella non ha permesso tutto questo e l’ha fatto in una maniera politicamente ed istituzionalmente ineccepibile, con un tempismo magistrale. Ha tolto il tassello giusto per far crollare tutto il castello di carta, al momento giusto. Dire di no subito al patto giallo verde avrebbe solo creato due martiri, ma in questo modo sono stati svelati tutti i limiti politici dei due personaggi e tutta la loro incapacità di fare politica da una parte e tutto il loro doppiogiochismo dall’altra. Io non riesco ad immaginare che Di Maio e Salvini non avevano un altro nome da proporre al posto del tanto discusso Savona. Ripeto, i casi sono due: o sono degli incapaci a non essersi creati un’alternativa (Di Maio), o hanno preso la palla al balzo per avere una scusa per far saltare il tavolo e rigiocarsi tutto alle prossime elezioni, sapendo che adesso anche Berlusconi è tornato eleggibile (Salvini).
L’incapacità politica dei leader giallo verdi è stata lampante anche per altri fattori.
Violenza verbale a parte, dalla quale nessuno dei due protagonisti politici si è dissociato, ma anzi hanno cercato di giustificare e questo è un atto ancora più grave delle stesse offese personali dirette alla prima carica dello Stato, si è arrivati finanche a parlare di colpo di stato. Consiglierei al buon Di Maio di guardarsi qualche documentario della situazione in Cile l’11 settembre 1973, così magari si farà un’idea più chiara di cosa sia un colpo di Stato.
La richiesta di impeachment nei confronti del Capo della repubblica è un chiaro segnale della mentalità fascista dei due partiti di maggioranza.
I cari Di Maio e Salvini forse neanche loro sanno che per iniziare un governo ha bisogno della fiducia del Parlamento? A questo punto credo proprio che anche loro non lo sanno. Altrimenti aspetterebbero al varco il tanto vituperato Capo del governo calato dall’alto col paniere da Mattarella; senza fare tante storie.
Vogliamo parlare da chi sono arrivati messaggi di solidarietà all’asse giallo verde? Faccio due nomi: Farage leader dell’UKIP, cioè quello che prima ha fatto uscire la Gran Bretagna dalla UE e tre giorni dopo si è dimesso perché non sapeva che pesci pigliare; e Marine Le Pen leader del Fronte Nazionale Francese, partito fascista francese ed ho detto tutto.
I giochi sono stati fatti e per fortuna, ha vinto ancora una volta la politica, la democrazia e soprattutto ha vinto la Costituzione Italiana, impersonata dal primo cittadino d’Italia, dal Primo tra gli uguali. Altro che augurargli la morte, una statua in ogni piazza di tutte le città italiane bisognerebbe fargli a Mattarella.
Concludo dicendo che io sono abituato a pensare sempre controcorrente.
Sono convinto che il comportamento tenuto da Lega e M5S tenuto in questi 80 giorni, abbia svelato come sia alto il potenziale pericolo di autoritarismo del quale possono essere portatori. L’hanno svelato non solo a me che non li ho mai votati, ma anche a chi li ha votati. Sono sicuro che anche chi nella tornata elettorale di marzo, abbia dato loro fiducia, adesso pensa che forse non la meritano. Sono sicuro che le cose possano ancora cambiare in meglio.
Quello che spero è di avere un governo di transizione nel quale si possa fare una legge elettorale proporzionale, che assicuri la governabilità di questo Paese. Grillini e leghisti danno già per scontato la loro vittoria quando si tornerà a votare. Sicuri che il giochetto dell’euroscetticismo, del populismo, del gentismo, dell’attacco sconsiderato e a titolo gratuito alle figure istituzionali, della paura dell’uomo nero, possano funzionare per sempre.
Ma sono anche sicuro che adesso scenderanno in campo le anime intellettuali, democratiche, le anime che preferiscono il confronto allo scontro, che sanno dire le cose parlando e non urlando, che preferiscono esporre argomenti e concetti, al posto di urlare rivoluzione a cuor leggero, e senza paura di fronteggiare la stessa violenza verbale che oggi ha colpito il Presidente Mattarella, e sono sicuro che daranno il loro contributo a sconfiggere nuovamente il fascismo e l’ignoranza.
Grazie a Tutti per l’attenzione,
Giuseppe Izzo

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