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I concorsi di Rosso Foto

 
 
Concorso fotografico di Rosso Venexiano.
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Un commento come questo, va pubblicato secondo voi?

Inserito da Anonimo il Lun, 30/08/2010 - 17:26. #
 
mamma mia, capitato per caso, dimmi perchè ad ogni frugolo di parola occorre trovargli un'altro accanto solo per trovar compagno ad un figlio. il non sens avrebbe sense. mi dispiace ma nemmeno la mia fervida immaginazione corroborata da sana pazienza mi fa entrare in questo mondo, è non è denigrazione, come si fa a denigrare ciò che non ha connessione nemmeno nelle macchine traslittratrici del cervello. Animo poeta, lo sei uguale per te e chi si accontenta dell'idea di un volo verso l'antitesi. auguri e piedi per terra.  nome e cognome su FB
 
 
Su Rosso Venexiano, si è deciso di lasciar commentare tutti, anche chi non si registra ma di filtrare i commenti anonimi che possono essere una ghiotta occasione per i trolls o per i buontemponi desiderosi di divertirsi alle spalle nostre.
 
Oggi qualcuno ha lasciato questo commento a una poesia. Di proposito non diremo a quale poesia o a chi è stato lasciato il commento, poiché riteniamo sia irrilevante per la discussione che vi proponiamo.
 
Ci siamo chiesti se sia corretto un commento così, e non per la dichiarazione di non aver gradito la lettura, ma per il tono dello stesso e la stoccata finale, che sta a dire in sintesi, che chi ha commentato si reputa in grado di giudicare, ottusamente, qualcosa che non comprende, dando giudizi sulla persona oltre che al testo.
 
La vostra opinione?
 
Manuela e Giulia
 
P.s. un altro non va apostrofato
"è non è denigrazione" è o non è?
" traslittratrici" forse un refuso dopo le due t?
 
 
 
 
 

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 Sono da poco arrivato qui con voi.
Provo ad esprimere il mio punto di vista sull'argomento, anche se non vi nascondo con un po di timore, questo per me è il tempo in cui dovrei ascoltare e non certo ancora parlare...
 
Qualche settimana fa, leggevo il forum per la prima volta e sono rimasto colpito per la natura dei commenti e delle critiche, sono qui con voi anche per questa ragione, per me l'eleganza e la gentilezza sono fiori all'occhiello di "Rosso Venexiano".
 
Rispondendo alla domanda del Blob, secondo me commenti o provocazioni come questi non ci sarebbe nulla di male se venissero censurati!
 
Nel mondo c'è il bene e il male, ma non è vero che sono bilanciati e che si fa uno come si fa l'altro...
Basta un attimo per fare del male, non serve nessuna abilità,  non ci rendiamo nemmeno conto, camminiamo e uccidiamo un insetto o schiacciamo un fiore.
Allo stesso modo una critica anche costruttiva può essere (senza volerlo), pericolosamente negativa, a mio avviso è meglio in ogni caso non farla... Troppo pericoloso, specie per chi sta ancora coltivando la sua originale sensibilità o peggio per chi già convoglia una sofferenza intima e profonda nell'arte!  Noi siamo come fiori...
 
Secondo me l'alternativa alla critica è trovare ispirazione da noi stessi e dal lavoro di chi ci circonda, stimolando e incentivando.
Credo che l'arte non sia un trono per innalzarsi sugli altri, siamo tutti uguali ma con percorsi diversi... La magia non è nelle cose ma negli uomini, nel fare e nell'imparare osservando....
Forse... ^___^
 
 
 

 #
Lor Signori sappiano che trattasi di un mio scritto. Non ho timore a dirlo, nè a che venga pubblicato.
Ho somma considerazione dei pareri d'ognuno, ma non sapendo a cosa si riferisca, nè perchè lo riferisca, nè se voglia industriarmi a scrivere per Ello - sempre possibile in verità dietro minimo compenso - continuerò a scrivere per me aggratisse, sperando nella dilui, e divostra, comprensione.
E' certo che non prendendomi sul serio, non prendo sul serio i commenti, ancorchè fatti in totale buonafede come qui spesso si appalesa, ma spesso si finisce in un crogiuolo strano le cui maglie sono pretesti a dire per taluni, per tal altri invece è un accompagnamento, una cointeressenza di cammino, uno sforzo di riavvicinamento intimo; così penso che prima di commentare, chiunque dovrebbe sforzarsi di fare come a scuola: un piccola parafrasi di comprensione.
Se chi scrive fosse immediatamente chiaro, lavoreremmo tutti in pubblicità.
E' evidente che ciò non si puote, va bene quindi che si accettino i commenti di cui in oggetto che a me pare dicano meno che meno e, dall'alto della mia superbia, dico si pubblichi il malnato (cioè lo scritto mio) e non si dia conto ulteriore alla banale vicenda.
Detto ciò, grazie a Manu per la sua discrezione ed a voi tutti per la cortese attenzione.
Ad maiora.
 
piess (aggiunta di straforo): alla dolcissima Alex(is) dirolle che non pensandomi poeta, nè sostenendomi tale - ben altri son coloro che più ampi più singolari più pregnanti, hanno diritto a quel titolo - posso io pormi in discussione: di che dovrei discutere? Accetto solo che mi si dica se l'uso della grammatica e della sintassi nella mia parvenza di lingua madrepadresorella è coerente con i canoni di appartenenza, altrimenti nisba: ognuno sta solo sul cuore del suo verbo trafitto da una  illuminazione ed è subito verso (migliore)...
 
Ag'grazzie ancora.
 
Ferdinando Giordano
 

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Gil non c'è bisogno che tu mi dica qualcosa in merito alla questione :) Io NON mi riferivo a te quando scrivevo determinate cose, ripeto: la situazione è stata presentata come GENERICA non avendo fatto, nel post di apertura, riferimenti al componimento cui era diretto il commento, ergo in maniera altrettanto "blanda" io ho risposto! :)
Quindi che nessuno prenda le mie parole come qualcosa di personale, perché è una riflessione fatta sulla base di una questione che ci è stata presentata in maniera aperta e poco definita e nella parzialità di questo spaccato io mi sono espressa. :D
E, comunque, il fatto che il commento sia rivolto a te mi fa pensare in modo ancora più forte che saresti capace di rispondere a tono, oppure di ignorare bellamente ciò che non ritieni importante! ;)
 

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impossibile!
 

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Ahahhaha,
Habemus confitentem reum!
Ag'grazzie sempre a te.
 
Giulia.
 

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 grande Ferdi, ti stimo. Baci
 

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Secondo me va pubblicato! In fondo la scelta sta all'autore se ignorare o meno una determinata risposta, anche se comunque, in questo caso, non ci vedo nulla di così grave! Io in passato ho espresso pareri anche più pesanti nei confronti di certi autori e ne sono uscita "indenne", tranne in un caso che l'anno scorso provocò il marasma generale.
Comunque si tratta di un confronto sul piano stilistico a quanto ho capito, quindi perché non lasciare che il dialogo vada avanti? :)) Serve anche al poesta stesso per mettersi in discussione!
 

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 Questo è un confronto sul piano stilistico? Su quali basi Ale? Non ti sembra che le frasi finali siano offensive e molto soggettive, quindi opinabili? Il tono da saccente ottuso lo noti? 
 

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Offensive se le si da un determinato peso, soggettive come un qualsiasi commento.
Io credo che, rispetto ad altri, abbia almeno avuto non solo la faccia di firmare[ammesso e non concesso che siano reali nomi e cognome] e poi ha effettivamente fatto un appunto che può essere anche di buon esempio per altri, ovvero di evitare di mettere cose a caso tanto per potersi dire "poeti", ma di cercare in qualche modo di ragionare bene.
Certo, magari ha utilizzato un tono saccente, ma non lo vedo più offensivo di altri commenti letti in passato! Poi di queste cose ne esistono a non finire, anche i grandi scrittori probabilmente "si sono presi a parole" così, quindi perché non farlo noi?
Poi non ho letto il post cui si riferisce... ma sinceramente non lo vedo così grave e pesante come commento! O_o
 
Poi, oggettivamente, come abbiamo risposto? Con uno sfottò sugli errori di battitura? Con una messa alla berlina che poteva essere discussa benissimo in redazione piuttosto che pubblicamente? Non lo so, voglio essere totalmente sincera, ma non credo ci faccia onore questo episodio... ci siamo messi sul suo stesso piano e non dovevamo farlo a mio avviso. ^^"
 

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sulle ultime quattro righe  -concordo-
 

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 eh no, non sono d'accordo: mettere in redazione significa limitare a poche persone la discussione, che invece andava allargata
 
gli sfottò come li chiami, servono a far scendere dal trono il tronista, chiunque esso sia
 
io sono andata a vedere su Fb e la persona se veramente è quella del nome, non so se scriva e cosa, ma anche fosse Dante due la vendetta, il tono che usa è da bocciare
 
mi fai riflettere e ti chiedo: tu che ami l'arte, come puoi dare una così stretta visione dello scrivere?
"evitare di mettere cose a caso tanto per potersi dire "poeti", ma di cercare in qualche modo di ragionare bene." 
Che ne sai Ale non avendo nemmeno presente il testo e l'autore? Sai se lui/lei scriva a caso? Se ti dicessi che a mio parere è uno dei tre più bravi che sono su Rosso, capisci perché trovo ridicolo il commento?
 
Credi davvero che se io ti scrivo ad es. un mio parere a un tuo modo di scrivere (è successo) abbia ragione io? O come giustamente penso, ognuno di noi ha la libertà ed è questo che ci rende diversi, di essere come crede, e come la sua arte gli dice? E in ogni caso se ti scrivo che secondo me qualcosa era meglio se scritta diversa, non penso che tu sia una inetta o che non abbia doti, e ti rispetto, assolutamente e comunque. Anche se scrivi lacrime di luna, trapunta di stelle e crinali, a me non piace perché sono frasi facili e scritte da migliaia di poeti, ma non per questo ti direi di darti all'ippica, al massimo di non usarle, un consiglio.
 
Posso io dire a Picasso che poteva fare le figure meno da oltretomba, meno spigolose, usare colori meno forti e più tenui? E che non è un pittore perché non corrisponde al mio ideale? O è giusto che io guardi e mi arricchisca della diversità degli altri? 
 
Chi commenta per essere rispettato deve in primis rispettare, questo il punto. 
 
Sono altre le cose su cui ci si dovrebbe vergognare, non certo queste. Bacio
 

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magari se si legge il tag veniamo illuminati?
 

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 d'immenso?
 

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Non so: visto  che di "grande" non c' è altro che questa "sospensione" o "sospeso"...
Che dobbiamo fare? Andare sotto i nostri testi a vedere  se c'è la sorpresona, come a Natale?
Perdona l'ironia, ma, da un po', sono tutta IRONIA. Mi scappa da tutti i pori.
 

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Amare l'Arte non significa prendere per buono tutto ciò che si vede. Questo è il cavillo della contemporaneità. Io ho vedute abbastanza larghe, ma anche abbstanza critiche e ristrette in certe cose e distinguere ciò che si fa per genialità, da ciò che è solo fatto "a caso" non è esattamente semplice. Io stessa disegno e scrivo, ma non posso definirmi né poetessa né artista, perché ritengo che ci vogliano qualità molto più alte ed altre per definirsi tali.
 
Rifletti: non ti è mai capitato di pensare che qualcuno avesse scritto, permettetmi il francesismo, una stronzata? Io credo di sì, ma penso che la differenza stia nel fatto che tu magari lo pensi, come lo penso io o un Caio a caso, lui/lei l'ha scritto. Noi possiamo essere tacciate di ipocrisia se commentiamo con toni addolciti oppure possiamo anche evitare di commentare se la cosa proprio non ci piace, ma c'è chi filtri non ne ha e ciò che pensa scrive.
Io, non conoscendo il post a cui è riferito, non posso a priori dirti che è assolutamente sbagliato quello che il commentatore ha scritto, do un parere generale su di una situazione che mi viene presentata come generica, non specifica e non mi si può rispondere con un "che ne sai", perché sarebbe come volermi censurare solo perché sto esponendo un parare ridimensionato in base a come la situazione è presentata! O_o
E nel suo essere generica, ribadisco, personalmente, se capitasse a me, non credo darei peso ad un commento del genere, pur essendo permalosissima. Perché ognuno ha il suo parere e non vedo, ripeto, non vedo un insutlo a lui/lei come persona, ma piuttosto ad un generico "poeta" che si mette in testa un alloro che non gli spetta, ovviamente secondo il taglio e la visione del commento e del commentatore!
 

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Ciao alexis, Manuela sta cercando di intervenire in modo da far comprendere alcune cose, e non è facile. Ho, nel mio modesto intendere, espresso perplessità (è un mio limite) su come comportarsi per rispondere con un commento a persone che pubblicano testi. Ho anche detto che certi testi mi viene difficile commentarli. Ciò non toglie, e lo ripeto, che sia un mio limite. Però, come ho giò scritto, certe volte non so come districarmi per enunciare errori.
Tu, per esempio, in quello che hai appena scritto, dici: "questo è il cavillo della contemporaneità". E no, non ci sono cavilli ma solo distinguo nella e della contemporaneità. Il cavillo è l'arte di trovare, nell'oratoria e nella pratica, regole atte a confutare una errata affermazione. Ho detto regole e non opportunismi lessicali. Quindi, se mi permetti, è assolutamente errato dire "cavilli". 
Inoltre: "non ti è mai capitato di pensare che qualcuno avesse scritto..! E no, cara, ma casomai: abbia scritto.
Ancora: "io ho veduto abbastanza larghe". E no, le veduto larghe sono di tipo oculistico, di fundus, quindi è necessario dire... di larghe vedute. E' sostalzialmente diverso.  E' come quando, errando si dice: è un  uomo piccolo, qaundo si vorrebbe dire... un piccolo uomo.  Il Primo attiene alla statura, il secondo alle qualità dell'uomo.
Non sarebbe meglio per tutti se ci dessimo una calmata? Inoltre, si lasci al gestore del sito la qualità di ciò che desidera ottenere. Cos' come le cose che ho osservate, altre, per tantissimi motivi, si potrebbero dire del sottoscritto. Pertanto!!!!
 
 

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 Caro Vin, Alexis è in redazione da sempre e sa bene che per gestire il sito serve l'apporto e il parere di tutti, benvengano critiche e opinioni quindi.
 
Hai ben chiuso il tuo intervento scrivendo una cosa che tutti pensavamo e nessuno diceva per timore di essere scortesi: tutti noi facciamo errori, anche tu che sei un essere umano, l'importante è saperlo e questo ti fa onore.
 
Non essere troppo "professore" che alla prima caduta, ti massacrano,  e ti tocca andar con le orecchie mosce, te lo dico con simpatia
eheheheheh
 
Bacioni
 
 

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Carissima Manuela, essere massacrato non mi spaventa, Anzi. Sai bene che ho sempre fatto mio l'assunto di Socrate: "Io so di non sapere". Quindi, ben vengano osservazioni e distinguo. Abbiamo tutti da imparare, soprattutto da quelle persone che si ritiene meno capaci. Io, più leggo e studio e più mi sento cretino. Figurati!
Vuoi mettere la saggia cultura contadina  della mia terra e la poesia estemporanea che gli stessi sanno declamare con una cultura della vita che non riesco a penetrare fino infondo? Altro che aforismi dei notissimi uomini di cultura, altro che prosa che si legge stancamente. In quei versi dei contadini (molti dei quali hanno appena la licenza elementare) si evincono contenuti di vita presente e, soprattutto, passata che noi riconosciamo solo per aver letto i grandi filosofi.
Il senso della vita, molto più che spesso, me lo hanno insegnato e continuano ad insegnarmelo questi signori che ci danno vita e sostegni anche materiali. Quando ci mettiamo a tavola ricordiamoci che lo dobbiamo unicamente all'ingegno di queste persone umili ma ricche di tutte quelle cose che a noi stanno mancando del tutto.
Bacioniiiiiiiiiiiiiiiiii
 
 

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 Si Vin, ma io mi fermavo al recinto e non pensavo al campo. A quelli di cultura pari o superiore, che in presenza di un errore s'accorgono subito e sbranano all'istante.
 
In ogni caso concordo con la tua osservazione relativamente alla storia e al rispetto che dobbiamo tutti, a chi la storia l'ha fatta con la sua vita, i fatti più che le parole.
 
Ti abbraccio.
 
 

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 la domanda è:
se io leggo e penso che la tal cosa è un'emerita stronzata, chi ti dice che non sia io a essere ebete e a non capirla? 
L'arte è da sempre osteggiata e combattuta, riconosciuta a posteriori e non sempre.
Critici dotti si scannano su testi che se a uno pare meraviglioso, all'altro pare giapponese (na-kakata), e allora non è corretto partire dal presupposto che si, io posso esprimerti che non mi piace la tua cosa ma lo devo dire in maniera corretta, senza eccedere e tenendo presente che nessuno ha la chiave dello scrigno dov'è rinchiuso il sapere?
 
"l'alloro che non gli spetta", chi lo dice a chi va l'alloro e a chi no? ma anche: sappiamo che chi ha scritto si crede poeta e si mette la coroncina? chi l'ha detto?
 
il "mamma mia" con cui esordisce, non è già uno svilire? l'accomunare chi invece gradisce il testo, così com'è espresso, non è dispregiativo?
 

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 manu, si si. ovvio che posso essere io, il critico, a sbagliare. ma questo fa parte del gioco. e poi sai che goduria quando, postumi, dalla nostra nuvoletta in cielo, vedremo messo alla berlina il tizio che ha osato criticare il nostro (ennesimo, visto che ne sforniamo uno al giorno o giù di lì) capolavoro???
 
sai, io concordo con fulvio: fare le cose seriamente, ma senza prendersi troppo sul serio... :-)
 
 
 
 
 

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 anche io Franca penso che non ci si debba prendere troppo seriamente, credo di dimostrarlo con le cose che scrivo e pochi leggono (impegnati come sono a leggere i commenti ricevuti in decine di blog, tempo non hanno e li capisco). Il tag "quasi poesie" e "cose così" o "melenserie" li ho coniati io stessa pensando alle cavolate che scrivo :) sperando che altri sposassero la mia filosofia
 
però le cavolate, voglio poterle scrivere liberamente, e qui su Rosso lo posso fare , e difenderne la valenza qualora fosse messa in dubbio, e divertirmi, ecco, in modo intelligente se possibile, evitando di essere referenziale a tutti i costi ma anche scortese, e far combaciare tutto, talvolta è impossibile.
 
Quello che non trovo sano, è che chi commenta pensi di essere un semidio senza semi, e tratti il commentato da impari. Solo questo.
 
 
 
 
 

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e se il poeta in questione pensava di scrivere una cavolata e che gli altri capissero che era tale affichè ci si facesse una risatona?
 
oppure se il poeta volesse fare parodia occulta di cavolate altrui?
 

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 giusto...
solo non era una cavolata quella poesia, e dubito conoscendo il poeta in questione, volesse giocare... ma tutto è possibile 
 

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 ma lo so, per questo te lo ribadisco. 
e anche se uno ti commentasse acidamente (magari, non vedo l'ora ) tu resti libera di scrivere cavolate, e oltretutto di prendere a male parole il bencapitato che osasse contestartelo... o no?
quanto all'ipertrofico ego di alcuni, lasciamo che lo mettano in mostra: siamo tutti qui per farci una risata alle sue spalle... 
una risata vi seppellirà: ecco, per me continua ad essere vero, almeno in un ambiente di persone intelligenti. 
chiaro che se poi l'ipotetico tizio esagera - es. prende di mira qualcuno specificamente, insultandolo a prescindere, o prende di mira tutti indistintamente, insultandoci a prescindere - uno lo elimina...
 
 
 

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infatti circolano dei brutti tipi in giro - ribadisco -
 

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 eggià... casi clinici non possiamo curarli noi, servono esperti e anche bravi 
 
si a me piace se mi si commenta sottolineando i difetti, e anche dibattere come tigre, per supportare le mie teorie, poi magari sono sbagliate e faccio ammenda, di certo non vado via o penso che ho ragione sempre, mica sono scema
 

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nessuno lo pensa - tutt'altro  -
 

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Questo sicuramente e su questo siamo pienamente d'accordo.
Il punto di vista da cui partiamo è differente: tu vedi il commento come offensivo, mentre io non lo reputo tale e per questo, tornando al discorso iniziale, ti dico che, se lo trovassi fra i miei scritti, sarei io stessa a permetterne la pubblicazione! :)
Ma il concetto che hai appena espresso è correttissimo. E secondo me bisognerebbe interpellare colui al quale il commento è rivolto[magari privatamente] e chiedere a lui l'autorizzazione, magari trova un modo di rispondere doppiamente geniale ed il tentativo mistificatore si vanifica. ;)
 
Dobbiamo però anche accettare che, in linea generale, è il pubblico che crea i personaggi. Se in un dato presente storico essi vengono denigrati da un determinato pubblico, in un possibile futuro quegli stessi potrebbero essere osannati da un pubblico, ma comunque un pubblico, differente.
Se Caravaggio veniva rifiutato nel '600 dai carmelitani scalzi, oggi è osannato da tutti, è stato riscoperto e compreso, ma un'Artemisia Gentileschi rimane comunque una buona pittrice, ma di secondo piano rispetto al "genio". Li si compara per analogia e perché lei fu una caravaggesca, ma un conto è comparare Caravaggio e Artemisia, un altro è comparare Caravaggio a Dalì, per intenderci.
Dobbiamo renderci conto che comunque, alloro o non alloro, genio o non genio, una determinata scala esiste, tutti abbiamo le stesse possibilità, ma non le stesse capacità, perché ognuno ha la propria prerogativa e sta alla sua coscienza e capacità di autocritica riconoscerla, svilupparla e sfruttarla nel modo giusto.
Poi nessuno può autodefinirsì un bel nulla, perché, appunto, nessuno ha le chiavi della sapienza e concordo anche sull'educazione da mostrare nelle critiche che vengono poste, ma sta sempre all'intelligenza del ricevente saper dar retta e corda alle critiche ricevute!
 
Comunque il discorso si è ampliato troppo. Direi di chiuderla qua, tanto si sono capiti i pareri e le posizioni di entrambe! Sarà la maggioranza a designare il destino di questa faccenda, come è giusto che sia e come è giusto che, anche questo, non tutti la pensino allo stesso modo!
 

 #
sono "pro" settima e ottava riga
 

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 ecco, questa di alexis potrebbe essere una buona soluzione. in caso di dubbio, chiedere al diretto interessato. vuoi tu che sia pubblicato questo commento?
e se lui/lei se la sente, perché no?
 
 

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mavvaà!!!!
 

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 si ci avevo pensato :) aspetto di vederlo collegato per chiedergli. Baci
 

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Fate bene a prendere con guanti e pinze certi commenti, ma non mi pronuncio su questo anche perchè c'ho capito ben poco e siccome non mi considero l'ultimo arrivato in fatto di scrittura, dò poco peso a chi si esprime in certo modo, comunque male se non si fa capire da chi stupido non è. Le espressioni tipo traslitt... (che manco m'impegno a trascrivere) appartengono a personaggi che mi sono lontani mille miglia.
Piuttosto, sempre a proposito di commenti:
sono da poco in questo sito, ma questo mese ho "dovuto" leggermi tutta la prosa quale designatore alle "perle". Ho notato che le critiche tecniche ai brani (escludo la poesia che seguo poco)sono quasi nulle. Eppure, se fatte col dovuto garbo, per l'autore valgono più degli elogi, comunque utili. Mi succede che, trovandomi di fronte a 4 commenti ottimi, rinfodero la mia critica (sacrosanta) per non passare io da cattivone rompicoglioni. Niant'altro.
Grazie della cortese... disattenzione... eheheh!

 

 #
 Sai cos'è? Chi scrive la pensa esattamente come te: "non mi considero l'ultimo arrivato in fatto di scrittura", tutti così pensano,  significa che nessuno accetta le critiche, ritenendo di non averne bisogno, considerando chi ha criticato,  meno preparato e meno genio, ma scortese più che altro, magari invidioso di cotanta bravura,  e per questo,  non abbia capito la perfezione del testo meraviglioso che il grande scrittore ha partorito. Le poche volte che azzardo una mezza critica, a qualsiasi livello, ottengo gli stessi risultati: chi scrive non si vede come invece vede chi legge, speriamo di cambiare atteggiamento, ma in un sito con soli eccelsi poeti e scrittori non ultimi arrivati,  a cui non posso mai dire nulla se non applaudire, beh, la vedo dura.
Baci
 
m'è venuta in mente un'altra cosa: chi scrive la prosa dovrebbe commentare la prosa che in teoria qui trova e legge e porsi mentalmente come se invece fosse proprio lui l'ultimo arrivato ma che la sua opinione potrebbe essere utile e per questo lasciarla a commento (anche qui nutro ragionevoli dubbi sul fatto -certo- che alcuni pubblicano solo senza leggere nulla, pur commentando -senza mai entrare nei particolari che non può conoscere, ma limitandosi a frasi del tipo:  "letto e riletto con vero piacere" "scrittura piacevolissima, letto d'un fiato" (e te credo: quello di Ezio l'ha letto in 2 minuti, come avrà fatto?) e lo vedo dal report che segna il tempo di permanenza di ciascuno di noi sui brani che va a leggere), e commentare anche chi prosa non scrive, se ritiene che un parere di quella persona potrebbe essergli di interesse. Voglio dire, che viene più naturale commentare chi commenta le cose che ci appartengono piuttosto che dare, dare e dare (bene o male che sia) a chi solo aspetta di ricevere. Se il sito non fosse da me gestito, molti non li commenterei proprio per questo motivo. Invece mi tocca e quindi faccio del mio meglio. 
 
E chi commenta sappia che ciò che esprime è sempre oggettivo e completamente "smontabile", quindi si ponga con apertura anche a discutere se chi riceve il commento non la pensa come lui. Io per esempio, prima di dare ragione, lotto per far capire come la penso, ciò non significa che non mi si può commentare in modo negativo o che non accetto critiche; le valuto e mi ribello se non le trovo accettabili. In ogni caso, abbaio ma non mordo (virtualmente mi sarebbe difficile addentarvi il polpaccio).
 
 
Naturalmente ho approfittato del tuo intervento per parlare a tutti, ma tu hai capito di sicuro. Baci
 
 

 #
Vedo ora la tua replica Manu.
Non hai idea con quale modestia mi sia avvicinato a questi siti letterari e c'è chi può testimoniare il "timore" che ho tutt'ora prima di pubblicare un nuovo brano. Solo dopo anni di riconoscimenti in vari siti letterari e qualche pubbicazione su giornali internazionali, mi permetto di dire che non mi considero l'ultimo arrivato, ma vedi Manu, non lo direi MAI in occasione di una critica ricevuta, come tu hai un po' equivocato. La mia frase voleva solo sottolineare la cattiva scrittura del commentatore in oggetto (che non è stato chiaro nemmeno con chi s'intende di scrittura).
Lultima "critica" su "Rosso"?  L'ho fatta ieri (la saetta) sull'opportunità di evitare parole superflue. Non è successo niente. Ho scritto "critica" fra virgolette perchè va sempre fatta col carattere dell'informazione o dell'opinione, non della vera critica. Nei siti che frequento corro a correggere il brano, quando mi fanno un appunto valido, ed è documentato. L'ultima critica ricevuta? Poche ore fa. Puoi vedere il brano ancora in ome page su Net. Devo ancora rispondere, ma certamente lo farò con garbo.Ti rispondo coi fatti, Manu. Le cose possono andare e vanno (anche) diversamente da come paventi.
Ho imparato una cosa però (e qui ti dò ragione) devo evitare di fare appunti agli scarponi: è inutile e si rischia la lite, meglio lasciarli perdere. Ma, non per farti un complimento, non mi pare che su Rosso vi siano scarponi. Ciao. Fulvio
ps: attenzione ai giudizi facili sui tempi di lettura visti dai report ecc. Potrei commentare un opera (e m'è capitato più volte) che avevo già letto in altro sito o in precedenza quindi i "2 minuti" bastano.
 

 #
 ottima osservazione, non ci avevo pensato...
 
hai ragione in pieno. Baci
 

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io a leggere ci metto più del normale; si è notato anche questo?
 

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 è sulla definizione di "normale" che tutto è da vedere, qual è il tempo normale? però è anormale stare due minuti sul testo di Ezio, questo si. 
 
baci
 

 #
eccerto dicerto
io ero affascinata dalla bravura, ma con gli accenti ci ho messo un'ora alla seconda lettura e non avrei ancora finito (con tutto che il "grosso" lo avevi già fatto)
 

 #
 eh gli apostrofi sono un flagello per la lingua italiana
:)
 

 #
Gentile Fulvio, condivido la tua osservazione circa i pochi commenti alla forma in prosa. In effetti anche io ho notato, sia dal numero delle letture che da quello dei commenti, che ci si adopera poco su questo tema. Ti dirò in tutta onesta quel che penso. Ne leggo abbastanza e difficilmente lascio un commento. E' difficle, converrai con me, commentare una prosa che ci pare geniale come idea ma strutturata in maniera tale da non sapere da dove iniziare per fare osservazioni, a parer mio giuste e doverose, senza che l'autore possa mal interpretare un giudizio. Soprattutto se grammatica e sintassi sono tali dal doversi inerpicare a fatica per tradurre il pensiero dello scrivente.
Dici: "fatte col dovuto garbo". Se trovo scritto: " a me mi interessa che si avvalga del pianoforte e che non che lo usi", con quale garbata forma dovrei intervenire? Dovrei dirgli che il pronome personale "me" è sufficiente senza il "mi" e che è assolutamente errato grammaticamente? o che avvalersi o usare hanno medesimo significato? Ecco, queste cose mi mettono a disagio, perché dovrei intervenire quasi sempre su tutto il testo di prosa. Oppure dorei scrivere, cosa che non faccio mai, ottima come idea mah.... riformulerei il testo con alcune appropriate correzioni. Se non esplicito quali correzioni, che fare? Altra cosa è se si trova un errore e lo si indica dicendo: scusa se mi permetto ma ti è sfuggito questo errore.
Mi capita spesso di acquistare libri di nuovi autori perché reclamizzati dalle case editrici. Ti faccio un esempio.
Nel 2006 la Bompiani pubblicò un romanzo dal titolo "Mare della felicità" di Andrea De Carlo. Lo acquistai dopo avere letta una recensione su un quotidiano nazionale che ne esaltava la qualità sotto ogni forma. Gigi Marzullo, poi, in una delle sue trasmissioni notturne lo intervistò insieme ad alcuni ospiti. Tutti ne parlarono bene senza, però, avere il coraggio di dirgli tutta la verità. Quale? Che non basta una buona idea a fare un bravo scrittore.
Lessi il romanzo perché mi intestardii nel cercare di comprendere quel che non comprendevo rispetto agli enunciati dei recensori. Il romanzo, che attraversa con la fantasia una evidente realtà della vita e del costume italiano, e inframmezzata da una poetica visione di una storia d'amore nata per caso tra personaggi diametralmente opposti per concezione politica ma non per il modo di sentire le cose umanamente giuste eticamente. Una terrorista che riteneva giusta la guerra armata e un idealista convinto che fosse necessario spezzare un sistema ma non necessariamente con gli stessi sistemi e schemi della di lei divvenuta nel frattempo amata. Un  viaggio in barca a vela assottiglia le distanze al punto che lui, perdutamente innamorato, la va a cercare riuscendo a trovare quel qualcosa che riesce a dargli quel senso della vita che non aveva mai trovato in casa sua. Con un padre, oltretutto, che corrispondeva ai canoni che lei, terrorista, considerava da eliminare fisicamente perché deleteri per la società.
Con questi elementi, seppur contrastanti, dal romanzo viene fuori una forma di poesia involontaria coinvolgente per il lettore. Ma, ma... se non fosse stato per le recensioni che ne esaltavano la grande opera, non avrei potuto andare oltre le prime 30 pagine. Grammatica e sintassi sembravano corpi estranei, e i concetti si susseguivano come se percorressero strade parallele e, quindi, difficilmente si incontravano.
In conclusione. Quando si ha una ideaa straordinaria non è detto che la si sappia esporre per iscritto. Non ho più acquistato libri dello stesso autore né, bada bene, lo stesso ha più avute recensioni degne della Bompiani. Non che non abbia scritto altro, ma semplicemente perché il lettore attento sa discernere tra una buona idea e chi sa scrivere la stessa divulgando l'idea e la lingua italina.
Ciò non toglie nulla, anzi, alle tue osservazioni. Solo per dirti che a volte è veramente difficile intervenire su contenuti e forma. Così come ho lette, sempre quì, cose scritte bene ma di scarissimo valore contenutistico.
Ringraziandoti per le garbate osservazioni e consigli, ti saluto caramente.
Vincenzo
 

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Cari amici e amiche,
non preoccupatevi non sono qui per vestire abiti da santone illuminato o peggio ancora per elucubrare filippiche tronfie e pesanti quanto un platano canadese secolare, si noti tuttavia il riferimento naturalistico spalettato su due piedi...anziché tre per riguardo alle signore di tale consesso...Consentitemi però d'esporre il mio parere sul commento esposto da questo anonimo, che poi così anonimo non è...Non mi soffermerò sugli errori, peraltro già rilevati da chi mi ha preceduto, ma bensì sul tentativo mal riuscito di attaccare l'autore...Già in altre occasioni ho palesato la mia avversione verso chi colpisce, subdolamente, gli aspetti non letterari o artistici di una persona...In quel tipo di atteggiamento ritrovo malvagità d'animo e codardia...E in questo commento, oltre ad non vederci alcun senso logico, vedo anche pochezza intellettuale rivolta al nulla...Sorrido..e sfido costui/costei ad uscire allo scoperto e sfidarmi su piani letterari-artistici...Un certame...Agli altri un bacio affettuoso...
 

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"codardia" - giusto -
speriamo che diano retta almeno a te
 

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 un duello dunque?
 
 

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è un parere ... un contorto parere e, come tale lo lascerei.
Mi ha fatto sorridere e, per questo ripeto lo lascerei.
Poi, come giustamente consiglia Fiorella, tu che hai ricevuto il commneto "...non ti curar, ma guarda e passa."
 
 

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 secondo me si. se si decide di aprire i commenti anche ai non iscritti, non è che si possono pubblicare solo quelli favorevoli. in questo commento non ci sono insulti, parolacce, bestemmie e quant'altro: solo errori d'ortografia e grammatica :-) . non vedo perché non pubblicarlo.
l'autore/autrice in questione saprà bene come rispondere e se non lo so fare lui/lei altri sapranno farlo (metti la risposta di hjeronimus: secondo me l'avrebbe steso).
concordo con taglio: un commento è un boomerang, mica una freccia.
una freccia è (dovrebbe essere) l'opera...
baci, franca
 
 
 

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Non è in discussione se pubblicare o meno il commento anonimo firmato piuttosto che il commento di un autore registrato... nemmeno che il commento sia sfavorevole: è il tono Franca, e la critica alla persona che esula dalla critica che si potrebbe accettare benissimo se limitata al testo;  l'avremmo notato anche fosse stato di utente registrato. Abbiamo avuto altri esempi, non molto distanti in ordine temporale, lo scopo di chi interviene in questo modo è lontano dal voler dialogare, lontano da ciò che io definirei clima pacifico e di scambio, solo per lanciare un sasso e litigare. Infine chi ha ricevuto il sasso, colpevolizzerà il sito per non aver cura dei suoi autori. Tutte cose viste e riviste, t'assicuro. Aprire le porte ai non scritti non significa che qualsiasi stronzo di passaggio,  possa offendere. Nemmeno gli stronzi stanziali ovviamente, possono offendere.
 
Baci
 

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mah! non mi sembra particolarmente offensivo, a dire il vero: solo sconclusionato. abbiamo visto ben altro, no? tu hai ragioni sul fatto che gli autori vanno difesi dagli attacchi personali gratuiti, pero', senza esagerare, che se no anche dire che su qui e qua l'accento non ci va diventa un attacco al libero estrinsecarsi della personalità... :-) Cmq secondo me questo tipo di persone sono servite al meglio con l'indifferenza, ignorandole: immagino come starà gongolando per tutto questo nostro discettare su di lui, il cui esibizionismo è evidente per il riferimento alla sua pagina su FB. Quello magari gliel'avrei cancellato, così, per pura cattiveria :-)) Il danno peggiore che provocano, secondo me, è proprio che ci si concentra su di loro e ci si distoglie dal resto. Guarda quanti pochi commenti alle opere che ci sono in home page... stiamo tutti qui a vedere chi scrive cosa e come la pensa tizio o caio... un bacio, bella
 
ps: uff, l'avevo inviato come "anonimo"... ci pensi tu?
 
 

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 per come la vedo io, è importantissimo vedere come la pensano tutti su un tema che potrà interessare tutti, ed è anche un modo per dialogare su qualcosa che accade, come un imprevisto "atteso" in una comunità. La home viene letta da chi di solito legge, e ignorata da chi di solito pubblica le sue e via. Vivacizziamo un po' la giornata, da domani si torna seri :)
 

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