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Dieci anni fa mi sentivo più immortale

Dieci anni fa mi sentivo più immortale
di adesso. Ora è un vivere meno ossesso.
Più normale, direi, se non fosse 
così blasfema la parola “normale”.
Ma che poi non sono meno folle,
solo un po’ più vicino alla tomba.
Che è un’emozione pure questa,
il vivere-per la morte. Che è
un gran vivere. Più libero e guarito.
Meno trito e tritato 
dalla sovraesposizione social,
pur utilizzando, anche con frenesia
e dipendenza, lo strumento social.
Dicevo, mi sentivo più immortale.
Cazzo. Sono sceso dal pero,
due righe, non del tutto
ma comunque sceso parecchio.
Non mi guardo più allo specchio
se non per tagliarmi i peluzzi dal naso
e farmi la barba. Una volta ero più
un dio pagano, nietzscheiano,
da lobotomia ma pur sempre pagano.
Che conosceva solo il principio di piacere.
Ora sento meno piacere 
e mi sono perso il principio. Perché
in principio cosa c’era? 
Boh.

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