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I. Gacela del amor imprevisto - Federico García Lorca

 
***
I. Gacela del amor imprevisto
Nadie comprendía el perfume
de la oscura magnolia de tu vientre.
Nadie sabía que martirizabas
un colibrí de amor entre los dientes.
Mil caballitos persas se dormían
en la plaza con luna de tu frente,
mientras que yo enlazaba cuatro noches
tu cintura, enemiga de la nieve.
Entre yeso y jazmines, tu mirada
era un pálido ramo de simientes.
Yo busqué, para darte, por mi pecho
las letras de marfil que dicen siempre,
siempre, siempre: jardín de mi agonía,
tu cuerpo fugitivo para siempre,
la sangre de tus venas en mi boca,
tu boca ya sin luz para mi muerte.
Federico García Lorca
da “Diván del Tamarit”, Buenos Aires, Losada, 1940
 
 
I.
Nessuno comprendeva il profumo
dell’oscura magnolia del tuo ventre.
Nessuno sapeva che martirizzavi
un colibrì d’amore tra i denti.
Mille cavallini persiani dormivano
nella piazza con la luna della tua fronte,
mentre io stringevo per quattro notti
la tua vita, nemica della neve.
Tra gesso e gelsomini, il tuo sguardo
era un ramo pallido di sementi.
Cercai nel mio cuore, per dartele,
le lettere d’avorio che dicono sempre,
sempre, sempre: giardino della mia agonia,
il tuo corpo per sempre fuggitivo,
il sangue delle tue vene nella mia bocca,
la tua bocca senza luce ormai per la mia morte.
 
Federico García Lorca
(Traduzione di Claudio Rendina)
da “Divano del Tamarit”, 1927/1934, in “Federico García Lorca, Tutte le poesie”, Newton, Roma, 1993

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