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Il potenziamento umano tra fantasie, follie e poesie (5a parte)

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La specie umana con quest'arco riflesso illuminato (motilità d'avanguardia alla luce del Sole Divino), partito dall'arco riflesso dei vertebrati (motilità primordiale), completerà così il suo ciclo vitale passando dal buio della materia grigia (sistema nervoso) alla luce della cellula spirituale, pensiero illuminato dalla coscienza (luce) dell'amore (citoplasma cellulare e messaggero spirituale) e, in tema biblico, “l'uomo divenne un'anima vivente”:
 
La veste dell'anima:
 
L’amore è il fiore
all’occhiello dell’anima
e la coscienza è lo specchio
in cui essa, compiacendosi,
si ammira nel suo candido
splendore che illumina
la mente di immense certezze
con sogni all’infinito,
laddove è sempre Sole che,
al pari della Terra
con semine e fioriture
esposte alle intemperie,
fa germogliare l’anima
con gioie e tanti più dolori,
cingendola però di alloro
con abito alare di luce
sempre più intensa che,
al calar del tempo,
difilato la condurrà
nel fascino sconfinato
dell’immortalità che è
amore, anima e vita,
veste indissolubile
della luce divina.
 
In ultima analisi per vivere, come si conviene (emancipazione culturale), ci vuole fegato (fucina metabolica), anche perché la vita si fa sempre più difficile, ma soprattutto l'anima (essenza spirituale), ed io, dopo aver studiato il fegato in ogni suo versante, sono passato allo studio di questa fantomatica presenza, di certo non campata in aria, che fa storcere il naso a saccenti scienziati atei o meglio terra terra alla costante ricerca (anche nei miracoli!) del lato scientifico.
 
Per quanto mi riguarda, invece, l'anima la forgio (stavo dicendo la creo!) dalla coscienza (Socrate), la plasmo con l'amore (Platone) e la illumino col pensiero (Aristotele), finanche la schematizzo (triplice coscienza) sulle note della sua voce:
 
La voce
 
Se anche in testa,
così come nel cuore,
ti rimbomba forte un tono
sempre ritmico e musicale
fermati ad ascoltare
questa dolce melodia.
È la tua coscienza,
portavoce dell’anima,
che ti spinge a dar senso
con l’amore alla vita
nel pensiero costante
del bene degli altri.
Si concretizza così
quel gran divino dono
a nome di umana sensibilità
in veste di candido velo
che accarezza e copre
la tua splendida anima...
è questo il sistema spirituale.
 
In verità il primo ad accorgersi di questa flebile voce fu quel brontolone di Eraclito (tanto gli somiglio), il più versatile dei filosofi (altro che oscuro, caro Aristotele) alla costante ricerca dell'anima (il mio quotidiano assillo), quella dimensione (psiché) diversa dal corpo (soma, vera prigione) che non riuscì a trovare (i confini dell'anima non li potrai mai trovare, per quanto tu percorra le sue vie; così profondo è il suo logos) e divenne, pertanto, il filosofo del pianto.
Se la ride, invece, “Democrito, che 'l mondo a caso pose” con la sua anima (aggregato atomico) alla costante ricerca della felicità, che non è data dalla conquista dei beni materiali (altro che materialista, caro Platone) ma dalla serenità d'animo (l'etica di Democrito).
L'eutimia, però, con il suo equilibrio interiore rappresenta una difficile conquista se l'anima quotidianamente è presa da passioni (pressioni della vita affettiva) ed emozioni (sussulti del cervello antico) che chiamano in causa i sentimenti (sensi dell'anima) tra dolori (brividi, fremiti, gemiti) ed amori (tremori, bollori, umori) a rischio di depressione (vuoto dell'anima e buio della mente) allorquando, senza la giusta carica o pressione spirituale, il tempo diventa un macigno insormontabile che non passa mai.
Questa strada tortuosa di rilievi (esaltazioni) e depressioni, ben lungi dall'atarassia (imperturbabilità d'animo), l'ho percorsa tutta a bordo della mia anima:
 
La fiammante monoposto
 
L’anima è la strabiliante
rossa monoposto,
dono della potenza divina,
per superare il tortuoso
e contorto circuito della vita.
Chi lo supera sicuro e veloce
a pieni giri senza penalità,
sfoggiando abilità di guida
con nervi ben saldi,
si guadagna la protezione
del mantello divino
con l’alloro di pilota dell’anima e,
con un pizzico di umana vanagloria,
la corona d’alloro di poeta
delle follie della vita.
 
E proprio in virtù di tanto posso, davvero con cognizione di causa, stilare “la scala dell'umore” (maschera dello spirito) del disturbo bipolare, turba spirituale:
 
-VERSANTE POSITIVO
(+1 allegria, +2 gioia, +3 buonumore, +4 ironia, +5 euforia, +6 mania, +7 delirio di grandezza)
 
-SERENITA'
(gradiente giusto dell'umore)
 
-VERSANTE NEGATIVO
(-1 tristezza, -2 astenia, -3 apatia, -4 melanconia, -5 angoscia, -6 depressione, -7 delirio di persecuzione)
 
 

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