Scritto da © giullare dell'amore - Dom, 06/01/2013 - 10:35
Poso le paure sul palmo dell'inverno lasciando che il volere schiaffeggi i perche' ultimando il percorso dell'ingenuita' sulla cima di un pensiero che non ha piu' parole forti per riportarlo a calpestare le ombre della vita che nel paese natio hanno forma di satelliti fatti orbitare attorno al pianeta della solitudine...quindi di primo mattino desto le ossa dal torpore dei sogni e mi alzo calzando scarpe primaverili bruciando il punto d'ombra, spargendo le ceneri nei fiumi dell'avventura che mi sorride, allungando i passi per recuperare il tempo perso ai bivi che sceglievo di seguire bendato..
ai piedi dell'anima mi accingo a salire su' dove i cannoni delle nuvole sparano bianche velature anticipando lo stupore negli occhi,cammino ancor cammino e nel salire i passi sono lenti non il cuore che pulsa forte, la salita si fa' piu' ardua e i ciuffi d'erba sono ventagli della terra che sventolano l'essenza della natura, il sudore gronda ma mi fa sentire vivo scucendo la polvere dai brividi che s'erano ingrigiti nel guardar miserie, la vallata mi si apre davanti allo sguardo sembra un grande zoccolo verde,mi piace pensare sia di Pegaso, il cavallo alato che durante la notte lasci la costellazione e libero cavalchi su questo incanto,proseguo a stento, cammino senza sosta e piu' salgo l'aria si intreccia con i respiri divenendo profondi sospiri che graffiano l'elmo azzurro del cielo, gli alberi mi vengono incontro, i rami pieni di foglie segnano il confine al sole che solo a volte riesce a essere ombra dorata in quel buio sentiero
dove i piedi pigiano le pietre come tasti di pianoforte fan vibrare le corde del tatto facendole suonare melodie naturali,salgo su', tra poco sulla pietra piu'alta siedero' mentre lo sguardo e' sempre giu' a guardare quei brividi che il vento al mare provoca, le isole sono ormeggiate nelle baie del sole che da qui mi ispira a essere sua parola,sono arrivato e' lo spettacolo e' cosi grandioso che il cuore vuole suicidarsi nella magnificenza....
ai piedi dell'anima mi accingo a salire su' dove i cannoni delle nuvole sparano bianche velature anticipando lo stupore negli occhi,cammino ancor cammino e nel salire i passi sono lenti non il cuore che pulsa forte, la salita si fa' piu' ardua e i ciuffi d'erba sono ventagli della terra che sventolano l'essenza della natura, il sudore gronda ma mi fa sentire vivo scucendo la polvere dai brividi che s'erano ingrigiti nel guardar miserie, la vallata mi si apre davanti allo sguardo sembra un grande zoccolo verde,mi piace pensare sia di Pegaso, il cavallo alato che durante la notte lasci la costellazione e libero cavalchi su questo incanto,proseguo a stento, cammino senza sosta e piu' salgo l'aria si intreccia con i respiri divenendo profondi sospiri che graffiano l'elmo azzurro del cielo, gli alberi mi vengono incontro, i rami pieni di foglie segnano il confine al sole che solo a volte riesce a essere ombra dorata in quel buio sentiero
dove i piedi pigiano le pietre come tasti di pianoforte fan vibrare le corde del tatto facendole suonare melodie naturali,salgo su', tra poco sulla pietra piu'alta siedero' mentre lo sguardo e' sempre giu' a guardare quei brividi che il vento al mare provoca, le isole sono ormeggiate nelle baie del sole che da qui mi ispira a essere sua parola,sono arrivato e' lo spettacolo e' cosi grandioso che il cuore vuole suicidarsi nella magnificenza....
la', sulla cima del monte
dove la societa' tace
nei respiri dell'infinito
l'aquila m'ha visto volare...
dove la societa' tace
nei respiri dell'infinito
l'aquila m'ha visto volare...
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