Scritto da © giullare dell'amore - Sab, 05/01/2013 - 00:05
questi giorni d'inverno sanno di primavera,consuma gennaio il tepore dell'aria che inebria i sensi,apro le tendine nebbiose e mi si spalanca la vita,scendo dall'inquieto celando il malumore nel cassetto della fretta,inizio a camminare seguendo
il lavoro del buon sole che
ogni di' mi pronuncia che la vita e' bella anche senza amore platonico e carnale perche' siamo anime ribelli agli anticipi della fine che vorrebbero stroncare l'ingorgo d'amore nel cuore nel veder la natura padrona degli stupori,siamo voli di nuvole nelle stanze grigie della societa' che assume frasi senza senza senso per farci arrampicare sulla cima dove non c'e' neanche un fiore da raccogliere e curare e quindi cammino sulle montagne dove l'aquila raccoglie le debolezze umane di essere libero in un mondo che mai e' stato liberato da pensieri scritti da un astratta ragionevolezza e non dall'anima che se fatta naufragare negli oceani dell'indifferenza , cammino e cammino, i pensieri hanno il fiato grosso che devo rifocillarli con sguardi di meraviglia dove ogni oltre sono gradini di felicita' che mi fanno spolverare la polvere negli angoli dell'incanto che avevo lasciato marcire nella melma delle parole uguali e prevedibili pronunciati da uomini che neanche sanno di esistere,sono libero tra questi monti dove il mare sembra un largo e lungo fazzoletto azzurro sventolato dall'orizzonte fin ai piedi delle montagne che si compiacciono dal solletico delle onde sulle pareti rocciose e il verde appare come amica da curare per far che lei curi le mie ferite nell'anima che ha ancora voglia di essere
come quell'aquila che guarda dall'alto lo strusciare dell'umanita'...
il lavoro del buon sole che
ogni di' mi pronuncia che la vita e' bella anche senza amore platonico e carnale perche' siamo anime ribelli agli anticipi della fine che vorrebbero stroncare l'ingorgo d'amore nel cuore nel veder la natura padrona degli stupori,siamo voli di nuvole nelle stanze grigie della societa' che assume frasi senza senza senso per farci arrampicare sulla cima dove non c'e' neanche un fiore da raccogliere e curare e quindi cammino sulle montagne dove l'aquila raccoglie le debolezze umane di essere libero in un mondo che mai e' stato liberato da pensieri scritti da un astratta ragionevolezza e non dall'anima che se fatta naufragare negli oceani dell'indifferenza , cammino e cammino, i pensieri hanno il fiato grosso che devo rifocillarli con sguardi di meraviglia dove ogni oltre sono gradini di felicita' che mi fanno spolverare la polvere negli angoli dell'incanto che avevo lasciato marcire nella melma delle parole uguali e prevedibili pronunciati da uomini che neanche sanno di esistere,sono libero tra questi monti dove il mare sembra un largo e lungo fazzoletto azzurro sventolato dall'orizzonte fin ai piedi delle montagne che si compiacciono dal solletico delle onde sulle pareti rocciose e il verde appare come amica da curare per far che lei curi le mie ferite nell'anima che ha ancora voglia di essere
come quell'aquila che guarda dall'alto lo strusciare dell'umanita'...
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