Scritto da © Franco Pucci - Gio, 02/02/2012 - 12:03
albeggia…
[abbandoni le coltri, ti alzi
e il ricordo delle lenzuola
svanisce nel brivido d’addio
sui gradini conti i tuoi passi
viepiù stanchi, circospetti]
Nel buio che attende le mani
ti muovi come un automa
che ha fatto della sua paura
una gelida compagna discinta
guardiana del suo respiro.
Sacrista in una chiesa di carta,
come improvvisato scaccino
che accende e spegne falsi ceri,
sei custode che schiude cancelli
e lacrima sul mazzo di chiavi.
e albeggia…
[l’eco dei passi s’è persa oramai
nella luce immemore del buio
l’alba che saluta i miei domani
porta con sé la brezza del mare
e dolce è il brivido tra le lenzuola]
…ma ricordo quegli occhi…
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Inserito da Pinotota il Gio, 02/02/2012 - 21:37. #
Versi che trasmettono sensazioni di vera e profonda malinconia, quasi di triste solitudine...sai accarezzare le corde dell'anima. Complimenti Franco....
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