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L'icona della sofferenza

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Ognun di noi alla vecchiaia, rovista nel baule del passato
alla ricerca di qualcosa di bello da ricordare quando, nel lasciare
in terra alla morte la propria vita con una preghiera al Signore,
Giampiero porta…la sua icona della sofferenza, alla tua attenzione,
ooh Dio, in un miracolo cerca ragionando la voglia per vivere ancora.
È:
Lunghissima, nel tuo dono c'è il giocattolo per divertire i soliti
adulti e, non i bambini, tutti i passaggi densa d'una storia vivace
un thriller, che vuole cambiare la fine al proprio destino…
La triste tragedia d'un combattersi dentro con una
malattia grave incredibilmente robusta che non si vede
ma provvede per il suo dovere a cui nessuno crede,
perché non importa il tempo al presente sfiancato che
necessita per liquidare il suo lavoro…
La mia morte! Ch'arriva come per caso nel succo del
discorso scivolando con i pensieri che, son tanti confusi
in un mazzo di parole fiorite, facile son prede di poesie,
come le rose in primavera, pennellate da una forte emozione
… infusioni mentali d'un drogato di medicine cosciente di
dover morire, che ogni giorno rintracciabile, si offre a te
ooh Dio fino a sera.
Dalla mattina io rubo immagini umane, di chicchessia,
quelle prese meravigliosamente belle dalla natura
per spiegare a me stesso cosa sia l'irraggiungibile
amare del vivere la vita serena, tangibile. Sì!
Da molto t'ammiro cara morte vestita di nero
sfuggente! Ti sento dal freddo ch'arriva alle ossa.
Gela dal buco della chiave come un uragano poi
passi e svolazzi via amara sull' occhio offeso che,
voleva sapere della tua verità che, mai si saprà! Di
quella scìa discendente dal cielo, rapace con il volto
capochino, nascosta nel velo gronda sudore d'un salmastro…
sudicia tutto in un'infangata poetica le mie dolorose riflessioni
su quella gentile signora che gira mascherata di nero,
anche a carnevale: sei tu, la morte!
Che in cerca vai del  partner grigio impaziente per le serata
di gala al cimitero fumosa... Lei è indaffarata per mettere
a proprio agio quelli arrivati di fresco che non più in terra,
resusciteranno nel giorno del giudizio universale.
Per capire chi beato stà nel vivere e, ride contento di chi
al massimo, nell'età fertile, arriva alla pietà con l'esausta vita
per essere compatito alla meta…dall'altra mia metà parkinsoniana.

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