Scritto da © leopold bloom - Mar, 01/01/2013 - 14:14
La donna lasciò uscire la frase come una cascata, le parole piombavano sul pavimento per vaporizzarsi in una miriade di lettere.
L'uomo raccoglieva i segni che salivano, li addolciva di vezzeggiativi e li lasciava volteggiare a mezz'aria.
La cascata di parole della donna, scandalizzava le nubicelle, imporporandole di sostanza, la pioggia di senso cadeva sul lago del pavimento.
Dall'uomo, umido di significato, si schiudevano iperbole, che volteggiavano a sciami attorno allo scandalo di pioggia.
Impermeabile la donna, esondava di esclamazioni, scindendo le iperbole, sibilando con le finali.
L'uomo, parole flautate, navigava di bolina, sotto la bufera di mute vocali, guardava nello specchio del lago i gemiti gentili.
L'incanto si attorcigliava alle gambe come edera, lasciando fiorire un sospiro dalla bocca, che gocciolava come disgelo.
Il tepore fertile di aggettivi, offrì sostegno all'incanto, che salendo cercava l'umido delle nubicelle, che ormai edotte, parlavano adulte.
Dalla donna e dall'uomo uscivano ormai stenti di sillabe, come soffioni, che planando, atterravano nel lago come ninfee.
L'uomo raccoglieva i segni che salivano, li addolciva di vezzeggiativi e li lasciava volteggiare a mezz'aria.
La cascata di parole della donna, scandalizzava le nubicelle, imporporandole di sostanza, la pioggia di senso cadeva sul lago del pavimento.
Dall'uomo, umido di significato, si schiudevano iperbole, che volteggiavano a sciami attorno allo scandalo di pioggia.
Impermeabile la donna, esondava di esclamazioni, scindendo le iperbole, sibilando con le finali.
L'uomo, parole flautate, navigava di bolina, sotto la bufera di mute vocali, guardava nello specchio del lago i gemiti gentili.
L'incanto si attorcigliava alle gambe come edera, lasciando fiorire un sospiro dalla bocca, che gocciolava come disgelo.
Il tepore fertile di aggettivi, offrì sostegno all'incanto, che salendo cercava l'umido delle nubicelle, che ormai edotte, parlavano adulte.
Dalla donna e dall'uomo uscivano ormai stenti di sillabe, come soffioni, che planando, atterravano nel lago come ninfee.
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