Scritto da © Priscilla - Ven, 13/01/2012 - 13:09
Quando ti trovi a guardare tutte quelle strane bocche, che si aprono e si chiudono intorno a te, senza riuscire ad afferrarne le parole, ma solo suoni confusi e ingombranti. Quando, dopo due giorni di fila, ti accorgi di non aver messo più nulla nello stomaco, eppure ancora non ne avverti alcuno stimolo e te ne freghi che tutti comincino a guardarti come se ti stessi trasformando in un pietoso fenomeno da baraccone. Quando, nonostante il tempo ti allontani sempre più dal giorno in cui la terra si è aperta in squarci abissali e il cielo ti si è schiantato addosso, tu continui comunque a sprofondare inesorabilmente, schiacciata da un peso insostenibile, mentre invece avresti dovuto star meglio (perchè è così che dicono). Quando il tunnel sul Grande Raccordo Anulare diventa il tunnel verso il tuo nuovo inferno, e allora cominci ad evitarlo, perché temi di andare a fracassarti contro il guardrail, nella migliore delle ipotesi. Quando tornare indietro ti appare altrettanto terrificante quanto il proseguire su nuove strade, come se questo amore - questo inesplicabile, disordinato, incontenibile, graffiante, prepotente amore! - non ci fosse mai stato. Quando, preso atto di tutto quanto sopra, ti areni così davanti al muro della tua consapevolezza dove, a lettere cubitali, è impresso il fatale assioma: "NE’ CON TE, NE’ SENZA DI TE"... Allora comprendi fino a che punto sei fottuta. Maledettamente fottuta.
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Commossa... Ancora di più.
Grazie, Pri
Ma infatti la rabbia non c'è... Ciao, Pri