Scritto da © raffaela ruju - Lun, 26/10/2009 - 19:36

e fu notte di corvi sui covoni
gracchianti sulla cima del cielo
a due passi dalle porte
e le vidi aprirsi quella notte
dopo aver apparecchiato
con pane affettato
mandorle e noci per i morti
e li vidi passeggiare a due a due
dopo aver tolto i coltelli
e ogni oggetto tagliente dalla casa
prima che la luna scomparisse
in processione vestiti a festa
emersero da un buco sul soffitto
per andare a rivivere sui tetti
prima che la notte si sfuocasse
poi vennero inghiottiti dalle ombre
quando l’occhio guardò l’immagine
si scolorì la vena dello sguardo
che gettai sul pane morsicato.
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Concorso fotografico di Rosso Venexiano.
qui il suo blog
Ambientazione "nuragica" là tra una chiudenda e l'altra. Un ovile, uno stazzo, una domus dei giganti. Bella bella bella
Mi piace, Raffaella. Un soft horror. Hai abilmente sottratto l'oggetto della visione mettendo al centro l'emozione sucitata dal vedere. Tutto giocato sull'allusivo. Un brivido ben pilotato, con una sottile vena ludica. Almeno, così l'ho letto io.