Siamo tutti latinisti 10° | Lingua italiana | Pinotota | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

Login/Registrati

Commenti

Sostieni l'associazione

iscrizioni
 
 

Nuovi Autori

  • Laura Archini
  • Artemisia
  • Filo Bacco
  • Marco Galvagni
  • Giuseppina Di Noia

Siamo tutti latinisti 10°

DE GUSTIBUS NON EST DISPUTANDUM

Non si deve discutere sui gusti. "De" è una preposizione che introduce il complemento di argomento, la cosa di cui si parla; per esempio il "De bèllo gàllico" è un libro sulla guerra gallica. "De gustibus non est disputandum" è un latino grossolano nella sua forma, ma veritiero nella sostanza. Ognuno ha le sue preferenze, guai se non fosse così. Se le avessimo uguali, saremmo tutti clienti dello stesso ristorante, tifosi della stessa squadra di calcio, innamorati della stessa donna. La provvidenziale difformità dei desideri fa sì che ogni oste possa lavorare, ogni città sognare lo scudetto, ogni donna sperare nell'amore.
La varietà dei gusti è direttamente proporzionale alla ricchezza della fantasia. L'italiano, in questo senso, è fantasiosissimo. Basta osservarlo al bar, quando ordina un caffè.
Chi lo vuole liscio, chi amaro, chi ristretto, caldissimo, lungo in tazza tiepida, dolce in tazza molto calda, decaffeinato, decaffeinato con panna, decaffeinato molto lungo sennò batte i nervi, corretto grappa,corretto fernet, corretto cognac, chi ordina una moka, chi un espresso. Dice l'Ariosto:

"Degli uomini son vari li appetiti:
a chi piace la chierca, a chi la spada,
a chi la patria, a chi li strani liti.  
     (SAT. III.  52-54)

Concetti anticipati da Orazio:

"V'è chi ama su carri in gare olimpiche
impolverarsi, e con volanti ruote
sfiorar la mèta e illustri palme cogliere;
si crede, ai Numi, re del mondo, assunto
questi, se il volgo dei quiriti mobili
lo inalzi a gara ai tre supremi onori,
e quello, se potè nel suo granaio
tutti stipare i libici frumenti.   (ODI. I. 1-3-10, trad.Guido Vitali)

DE VISU

per diretta visione. Constatare "de visu": verificare con i propri occhi, non fidarsi degli altri. Come fece l'apostolo Tommaso che, informato della resurrezione di Cristo, disse ai compagni: " Se non vedo nelle sue mani il foro dei chiodi, e nel foro dei chiodi non metto il dito, e non metto la mia mano nel suo fianco, non credo". (Giovanni, XX 25)

DULCIS IN FUNDO

Il dolce in fondo. E' una regola gastronomica che non sopporta deroghe. Nessuno mai si sognerebbe di servire una millefoglie allo stracchino tra il risotto e il pesce, tra gli spaghetti e l'arrosto. In senso traslato: due fidanzati litigano, poi si riconciliano e "dulcis in fundo" lui le regala l'ultimo disco del suo cantante preferito. Lo studente suda sette camicie per prepararsi all'esame di maturità ma, "dulcis in fundo" viene promosso con il massimo dei voti e i complimenti della commissione.

Cerca nel sito

Cerca per...

Sono con noi

Ci sono attualmente 4 utenti e 2609 visitatori collegati.

Utenti on-line

  • ferdinandocelinio
  • Grazia Denaro
  • ferry
  • Antonio.T.