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Solo i sogni esorcizzano gli incubi

Parcheggiamo la macchina.
Le nuvole corrono nel cielo ed il sole va e viene.
Il caldo rimane stabile e gratificante.
Il sentiero ch'inoltra il bosco... il bosco di querce, di cipressi, di pini marittimi e di tanti ciuffi di gialla ginestra, sale leggermente inoltrandolo.
I bambini sono eccitati dall'idea di penetrarlo.
La loro curiosità e le loro aspettative sull'incontrare selvagge vite e flora sconosciuta stanno allo zenit.
Ecco da qui in poi credo possa andare dico dopo una ventina di minuti camminanti.
Non si vede anima viva.
Spogliamoci nudi.
Poniamo i vestiti negli zaini e... e mostriamoci come veramente siamo fatti.
Wow!
L'ombra è ancora più fresca.
E la foglia sfiorando ti passa un brivido.
Il virgulto toccandoti la spoglia gamba quasi ti parla.
E gli alberi ed i rami si differenziano fra loro non solamente alla vista, ma anche alla ruvidità o tenerezza.
La piccola lucertola intanto sembra meno spaventata del solito nell'incontrarci.
E pure il nero serpentello non scappa lesto anello in spalla.
Pare che in tal modo messi gli elementi ci accolgano sereni ed accettino con minor diffidenza.
Tutti a parte... a parte l'acqua del minuscolo rio, che invece vuole diventare ancora più fredda al guardarla o al contattarla.
I miei pori però nel frattempo sembrano essersi aperti e godono a dismisura.
Gli odori, gli aromi, i profumi non entrano unicamente dal naso ora e pertanto... pertanto invadono il corpo intero rendendogli armoniosità.
I movimenti stessi diventano allora oltre fluidi e meno faticosi e... et voilà laggiù in una radura dei cinghiali.
Ci hanno visto loro per primi chiaramente e non sembrano per nulla disturbati dal nostro arrivo, anzi continuano i grugniti loro senza badarci quando noi, dopo essere stai attenti a non provocarli, riprendiamo il bosco.
Che bellezza.
La brezza che s'infila sotto le braccia.
Il venticello ch'esplora fra le cosce.
L'alito di maestrale che massaggia i glutei.
Ed ancora avanti ad immergersi "subacquei" nell'aria che sa di pigne e resina.
Oh oh bambini venite qui presto c'è un uomo e viene incontro.
Dai nascondiamoci e fermi immobili manco un respiro si deve sentire che altrimenti, qualora ci vedesse in tale stato, apriti inferno.
E giù appiattiti con il cuore che pulsa a mille e gli occhi vigili nel tenerlo sotto controllo.
Una scarica d'adrenalina incredibile ed una volta scampato il pericolo una liberazione.
Visto?
E capito le sensazioni d'un animale nell'incontrarci?
Lui sa che, per il semplice motivo d'andare in giro quale Dio ha creato, si viene considerati amenità senza senso e morale da quell'essere che con un paio di mutande si sente superiore e che quindi fa una paura bestiale, ma urca un branco di cervi sta arrivando di corsa giù dal crinale e... e non appena ci notano il capo branco s'arresta immobile.
Al solito cercando il mimetismo e proteggendo i piccoli.
Se non che i miei di piccoli non resistono e si muovono verso di loro rapiti, di per cui io ed il mio amore rimaniamo da soli.
Adamo ed Eva attuali ed un minimo matti diremo.
Ed una farfalla gialla gialla si mette a fare la spola interessata fra i suoi due capezzoli strappandoci un sorriso.
Ed un verde verde bruchetto scala e scende fra i peli del mio pube e da lì al mostrarci armonia in faccia ed allo scambiare dei teneri bacetti complici il passo è breve.
Brevissimo.
Solo la situazione è talmente gratificante che in un baleno ci ritroviamo entrambi coinvolti e pronti e... ed il balzo al dover fare l'amore indi cade fatale e maturo.
Tanto i bambini sono occupati e questa ginestra esuberante funziona benissimo da salva sguardi indiscreti.
La dolcezza che provocano queste situazioni nel fare l'amore è qualcosa d'unico ed universale.
Il ritmo l'impone la folata che scuote le chiome.
L'intensità viene modulata dall'umore che la terra sparge copioso.
Il gemito è sostituito dal coro di cinguettii ed altri suoni forestali.
E l'arrivo... l'arrivo è sottolineato dal grido del falco che dall'alto sorveglia tutto.
Un'apoteosi.
Raramente m'è capitato un simile piacere.
Raramente mi sono sentito d'aver donato un orgasmo indimenticabile.
E raramente una sensazione tal piena viene innalzata al cielo di volo improvviso del fagiano nel... nel cespuglio spaventato dai nostri eroi che tornano.
«Mamma mamma!
Papà papà!
C'erano i bambi e la loro mamma li allattava senza scomporsi accanto a noi.
Incredibile cari genitori.
Andiamo... andiamo nudi anche al ristorante stasera!».
Ah sì?
E per quale motivo?
«Ovvio, oramai sappiamo che in quel caso il cameriere porterà cibi buonissimi.
Che non faranno schifo neppure le verdure.
E che il cassiere non imporrà di pagare niente.
E c'emozionerà regalandoci dolcezze esattamente... esattamente pari a quel che succede qui.
Non capite mai niente voi grandi.
È perché andiamo vestiti che costa tanti soldi e... ed i cibi non hanno i giusti sapori.
È. 
Perché.
Andiamo.
Vestiti».

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