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 Autore del mese: Fausto Raso
 
 miglior commento:
<<immagini saldate nella temporaneità della mente>>
lo ha scritto qui   Max Ruvini
 
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Il coleottero della Madonna

Dedico questa favola alla "giornata mondiale del malato" che si celebra il prossimo 11 febbraio, memoria liturgica della apparizione della Beata Vergine Maria a Lourdes.
Si racconta di come nacque la prima coccinella.
C’era una volta un coleottoro dalla rossa corazza che si chiamava Jenny.
Era molto ammalata è triste e se ne stava tutto il giorno in disparte perché non aveva la forza di lavorare come tutti i suoi simili. Un bella sera, prima che potesse prender sonno notò una luce molto luminosa ed una voce calda ed affettuosa uscire da essa. Jenny, credendo si trattasse di una lucciola, prestò ascolto mantenendosi calma ed indifferente nel dormiveglia.
Lucciola: Perché sei sempre sola e triste?
Jenny: Non vedi che sono ammalata?
Lucciola: Non devi scoraggiarti, anche se non hai le forze spera e sogna.
Jenny: Mi sento inutile, nessuno ha più bisogno di me.
Lucciola: Tutto si trasforma, anche il seme che muore porta buon frutto.
Jenny: Ho lavorato tanto ed ora faccio questa fine!
Lucciola: Si può diventare utili in qualsiasi maniera.
Jenny: Eppure ne ho aiutate di piante a liberarsi dai loro parassiti!
Lucciola: Non temere!
Jenny: E perché? Non aspetto che la morte!
Lucciola: D’ora in poi tutti torneranno a cercarti…
Jenny si accorse che nel momento stesso che la lucciola pronunciò queste ultime parole la luce che essa emanava si spense all’improvviso ed il silenzio della notte regnò sovrano. Dolcemente si addormentò.
All’alba, prima ancora che Jenny si svegliasse, alcuni coleotteri che la conoscevano passarono vicino a lei andando a lavorare sulle piante. Lanciarono un’occhiata fugace in direzione della poveretta, come facevano di solito ogni mattina, e con loro grande meraviglia furono testimoni di un evento eccezionale. Apparvero lentamente sulla rossa corazza di Jenny sette puntini neri, la corazza si squarciò al centro e due ali cominiciarono a formarsi dal di sotto. Quei coletteri si spaventarono e lanciarono un urlo che fece svegliare l’autrice della metamorfosi. Allora Jenny stette a meditare qualche istante su quanto la lucciola tra sogno e realtà le aveva annunciato la notte prima ed agitando in fretta le sue ali riuscì ben presto a sorvolare in volo gli occhi increduli dei presenti.
Da allora nessuno la rivide più. E, quando un coleottero, una farfalla, un uccello, o perfino una formica o qualsiasi altra bestiolina si sentiva scoraggiata dalle malattie e dalle fatiche, una coccinella con sette punti neri sulla rossa corazza le appariva dando conforto e subito dopo si sentiva più rincuorata.
A tutte queste povere bestioline infermi quella coccinella raccontava sempre la sua esperienza e per questo cominciarono a chiamarla “coleottero della Madonna”.
 

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