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Céline (L.F.)

Può dirsi che ciò che Céline (L.F.) ci ha lasciato in eredità è una melodia nascosta, segreta. La musica nelle “grinze” dell'Occidente: pelle screziata, fessurata, rovesciata, infossata su se stessa che chiama alla rivolta. Rivolta contro un dolore mai pienamente avvertito, ma che esiste ed è evidente quando e se contrapposto al suo unico, vero contraltare, ciò che lo risalta in modo inequivocabile e ce lo fa cadere addosso: “Il Tempo”.
Meglio ancora, il suo specchio. Più ancora definitoriamente specifico, lo sguardo dell'altro, il quale, ci viene molto spesso taciuto.
Un dolore che ci abita le viscere, con il quale lo sconosciuto, l'intimo, l'arcano gioca, portandolo a livello di coscienza o conoscenza empirica, contro il quale non c'è cura, compassione, umana, oppure cristiana, che tenga. Tranne la rassegnazione.
Non è nelle umane cure, non risiede nemmeno, oggigiorno, nel miracolo estetico, nella tecnica medica o del linguaggio, il porvi rimedio.
Più quello sguardo è freddo più diviene doloroso, e più diviene doloroso più è crudele: una sorta di gioco del gatto e le sue code.
Lo si potrebbe chiamare Odio, un sentimento umano come un altro, odio verso un destino non chiesto e non voluto, una specie di fonte battesimale dove andiamo per esser perdonati per essere venuti al mondo; alcuni letterati, critici, autori essi stessi tra i più avveduti, riconosciuti e famosi, (Sartre-Gide) hanno cercato di circoscriverlo a quell'ambito, ma a mio modestissimo parere quel che mi è capitato di provare durante la lettura di “Bagatelle per un massacro” e poi nella Trilogia, è quanto di più esplicito esista nel suo esatto contrario, e contraddittorio: nell'Amore.
Se questo Autore potesse un giorno essere letto nelle sue chiavi come a me venivano, al di là di un'irruenza ellittica, iperbolica, stilisticamente sgradevole, frantumata, discontinua, scevra dal blocco della grande Logica per propria scelta, antipolitica, ovvia, forse ci si potrebbe accorgere quanto difendesse ed amasse, con rabbia che gli risaliva schiumante, oserei, la lotta ad ogni potere, ad ogni soggezione, ad ogni indottrinamento indotto, comprese le quisquilie dei totalitarismi ed antisemitismo, in definitiva la libertà, perché il vero Male è l'uomo ed il vero Bene, la difesa da quello medesimo, è l'uomo. Le altre sono "Bagatelle", cioé massacri, fatti.
Una mente ed un cuore liberi, pertanto. Qui sta l'essenza dell'Uomo rispetto agli altri abitanti della Terra. Qui è risieduto e risiede il vero scandalo. Il suo non rispetto sotto qualsiasi longitudine, latitudine ed epoca, dal tempo della sua nascita in qua, quello è lo scandalo.
Ivi compreso la Parola, che alcuni uomini, solo alcuni uomini, Grandi sacerdoti, lo stesso potere, hanno voluto far credere ai popoli venisse dall'alto. 
Qui, se possibile, nell'Occidente con la sua propria storia, può covare, in terra fertilizzata dal letame quant'altri mai, il libero respiro della rivolta, quel seme oscuro, sottoterra, non soggetto ad una qualsiasi volontà altrui: l'ossimoro della Vita, .
Tema attualissimo oggi, assistendo a condizionamenti fondamentalistici non solo religiosi, i quali, rafforzatisi in luogo di diminuire, stringono e deliminano il mondo e noi nei loro paradigmi.
 
 

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