ei fù da giovane rampante più di un giglio
per una vita in concordia con l'anima navigava con
il comandante dei sette mari in un corpo d'acciaio.
Transatlantico dal cuore dolce sempre a marinar di costa
in costa denso più del vino corposo s'inchinava solo al
passaggio di isole al sole favolose... il suo domani vaga.
Navigante ora nell'aria
senza pace tal fantasma brillante sprizza come oro champagne
dal grande tubo internazionale tutto in fumo della gioia
è spettrale allegria che scanzonava nelle serate in quelle sale
di sogno belle da sempre in tutti gli oblò di luce piena.
In un attimo il destino parkinsoniano dal monte la luce di un faro
deluso lo acceca con la manovra impossibile del fato tra le
secche ferma lo scafo nella battigia di un'isola brinda con
l'ultimo spumante ormai definitivamente il gigante marino
pacifico navigante da una vita stanco ferito con le rughe
come un vecchio clown s'adagia alfine per riposar s'arena.
Invece titaniche pensate del " Made in Italy" nel tempo come spumante
dallo scafo sommerso non ancora fradicia lamiera gorgogliano come
bollicine sogni di recupero da un mare non solo guai.
Evaporano da nuove idee, inconsapevoli progetti realizzabili
di un albergo a 15 stelle ricavato dal transatlantico arenato
su una perla d'isola per offrire una virtuale crociera di sogno
in un attimo
ricostruisce l'antico splendore di gesta italiche il vecchio clown
di concordia con le rughe si veste d'eterno per solcare il mare.
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