Scritto da © Manuela Verbasi - Ven, 26/02/2010 - 14:18
Ecco il vuoto, mi si para innanzi, non lo so evitare. C'è roccia liscia e poco verde, manca la presa, precipiterò.
L'ansia
toglie la lucidità, in questi momenti servirebbe.
S'inerpica lo sconforto come uno stomaco in gola, su o giù di lì.
[Liane
cercai dove appendere figure plastiche,
tutta un'esistenza
di bambole e di alberi di Natale
accesi].
Inutilità di me.
Confusione
di gente di corsa sui treni in ritardo.
Rumore
di voce metallica, sopra un paio di coperte a terra.
Negli angoli
della mia esistenza c'è troppo spazio.
Cammino
senza guardare dove.
Al freddo
distesa.
Solitudine
fammi compagnia in questo strazio chiamato vita.
Non vedo nessuno,
nemmeno chi si sposta dall'odore di mani tremanti.
Attesa,
in uno spicchio di stazione quasi casa,
il posto
per morire in pace.
Manuela

Clochard di CharlesBlackman
Stazione FS di Venezia Mestre, febbraio 2010, clochard, donna, età apparente: oltre 80 anni. Fra l'indifferenza di centinaia di persone. Io osservo, sono parte dell'indifferenza. Posso darle 10 euro. Niente più che un gesto piccolo. Mi sento a disagio per l'elemosina e perché sono parte di una società che permette questo. Troppo abituata al dolore, troppo concentrata sulla mia gioia, tempo mezz'ora e dimenticherò. Perdo il mio treno.
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Inserito da Bruno il Sab, 27/02/2010 - 01:04. #
E' l'elemosina in se, in un certo senso, vile. Solleva un poco, appena un poco, la coscienza, tuttavia largamente praticata, istituzionalizzata, anche.-
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Inserito da gingimbre (non verificato) il Ven, 26/02/2010 - 22:48. #
Pensieri giustapposti: quasi appunti di viaggio. Descrizione di sensazioni.
Espressione essenziale, senza fronzoli, quella che mi piace maggiormente.
"Niente più che un gesto piccolo. Mi sento a disagio per l'elemosina e perché sono parte di una società che permette questo." Quello che ho sempre pensato. ...
Per me molto brava.
antonella
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Inserito da Manuela Verbasi il Sab, 27/02/2010 - 00:23. #
esattamente come scrivi, fotografia mentale, sensazioni, pensieri
grazie
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Inserito da matris il Ven, 26/02/2010 - 22:01. #
Sei un filo continuo tra i mille pensieri che corrono e le azioni che si fanno talvolta desiderare;
Ora la riflessione si fa crocevia, viatico di speranza, mera illusione di salvezza.
Eppure il tempo scorre lento per noi e veloce per la Signora che nel premunirsi di vivere ancora spezza le nostre pesanti catene, fino a non chiedere più un aiuto, fino a desistere dal credere ancora in un aiuto. Il tempo perduto, il filo di sabbia che discende fino alla fine del nostro mondo, il buio che ci accompagnera' per sempre, il ricordo dei presenti.
Bravissima come sempre Manu....
Mao.
Tra qualche giorno lascero' Parigi, ritornero' a Verona, più pulito di prima, ritornero' a scrivere ancora.
Scusate la mia prolungata assenza e il mio silenzio..
ciao a tutti
mao
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Inserito da Manuela Verbasi il Ven, 26/02/2010 - 22:33. #
maooooooooooooooooooooo sei felice? ti aspettiamo con tanto affetto
grazie delle tue parole a me molto care
bacio
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Inserito da Sara Cristofori il Ven, 26/02/2010 - 15:35. #
Ferisce nel fondo questo tuo scritto e fa male. Scrittura sempre connotata e perfetta.
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Inserito da Alexis il Ven, 26/02/2010 - 14:38. #
È bellissimo questo pezzo Manu... una cascata di pensieri che cadono come lacrime ed aghi sul capo e sulla pelle...
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Inserito da Manuela Verbasi il Sab, 27/02/2010 - 00:24. #
mi ha fatto davvero stare male quella signora, e non chiedeva niente
baci
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Concorso fotografico di Rosso Venexiano.
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