Scritto da © Manuela Verbasi - Lun, 01/03/2010 - 21:53
Io l'ho visto il suo cuore, un momento in cui gli ho attraversato lo sguardo, in uno dei suoi momenti da piangere, quando qualche pensiero l'ha disarmato, spogliato, nudo senza difese alla malinconia.
Lui si riveste subito, ché un Uomo non può essere tenero, i lupi se lo mangiano, ho pensato che era un bambino, le ginocchia sbucciate nascoste nei pantaloni, tanta voglia di giocarsi la vita. Ho visto il suo cuore quando me l'ha aperto del tutto, ed ho potuto avvolgermi d'amore, il mio più grande amore. Ho visto il suo cuore nel momento esatto in cui l'ho sentito perduto, disabituato alla dolcezza, arrendersi poco a poco, poggiare alla parete le lance e portarmi fiori alle labbra, con le sue. Parole indispensabili, silenzi. E' come se l'avessi sempre amato, sempre saputo, ogni suo gesto, ogni desiderio, interpretato io. Lui ha visto il mio cuore, lo tiene con entrambe le mani, per non farlo cadere. Ché il mio cuore è un macigno e pesa di amarezze stratificate. Lui legge, il mio cuore senza fiato, poggiandoci le dita lo fa tremare d'amore incontenibile.
Lui si riveste subito, ché un Uomo non può essere tenero, i lupi se lo mangiano, ho pensato che era un bambino, le ginocchia sbucciate nascoste nei pantaloni, tanta voglia di giocarsi la vita. Ho visto il suo cuore quando me l'ha aperto del tutto, ed ho potuto avvolgermi d'amore, il mio più grande amore. Ho visto il suo cuore nel momento esatto in cui l'ho sentito perduto, disabituato alla dolcezza, arrendersi poco a poco, poggiare alla parete le lance e portarmi fiori alle labbra, con le sue. Parole indispensabili, silenzi. E' come se l'avessi sempre amato, sempre saputo, ogni suo gesto, ogni desiderio, interpretato io. Lui ha visto il mio cuore, lo tiene con entrambe le mani, per non farlo cadere. Ché il mio cuore è un macigno e pesa di amarezze stratificate. Lui legge, il mio cuore senza fiato, poggiandoci le dita lo fa tremare d'amore incontenibile.
Manuela
[così la neve scende sull'inferno, non mi lasciare
non posso privarmi di te] Mina - Grande Amore

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Inserito da Manuela Verbasi il Mar, 02/03/2010 - 23:09. #
grazie amici
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Inserito da ormedelcaos il Mar, 02/03/2010 - 18:17. #
Il mettere le mani dentro il corpo della parola, segmentarlo, sezionarlo, rende tattilità alla parola, alla sua operazione di indagine interiore, e, come in un intervento chirurgico, il cuore è tirato fuori in questa stasi operativa di respirazione a bocca a bocca del pensiero. Una forma di omeostasi.
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Inserito da fantasia il Mar, 02/03/2010 - 15:38. #
Bellissimo racconto, molto sentito. Non conoscevo questa canzone di Mina, l'ho scoperta oggi. Ciao.
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Inserito da blinkeye62 il Mar, 02/03/2010 - 11:56. #
Un breve caposaldo del cuore...in cui ogni rallentamento, passaggio, rilassamento possiede forza interiore...Il gesto riflessivo s'avvicina incredibilmente alla passione reale...e si stempera nella dolcezza...Sei migliorata moltissimo...
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Inserito da ventodimusica il Lun, 01/03/2010 - 22:46. #
Anch'io avrei voluto scriverlo! Posso rubarlo...????
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Inserito da Princ3ss il Lun, 01/03/2010 - 22:19. #
C'è questo tempo dischiuso all'amore, così inaspettato e per questo così fulgido.
Come un'andata che preveda già il suo ritorno, una serietà dell'essere e della consapevolezza.
Potremmo parlarne all'infinito, io e te, ma ci racchiudiamo nel tempo delle rose, quelle dell'amore che riteniamo il più vero.
Mai come in questo tempo ti ho sentito sorella, dolce Manu, dai petali sciolti a questo vento.
Un bacio
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Inserito da Manuela Verbasi il Lun, 01/03/2010 - 22:03. #
Grazie Sara, tu scrivi come e meglio di me, quindi grazie dell'apprezzamento, ci tengo molto. Bacio
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Inserito da Sara Cristofori il Lun, 01/03/2010 - 21:58. #
Manu, quanto avrei voluto scrivere io questo pezzo. Che dirti che non sia scontato? Comunque grazie per come mi fai riconoscere dove io non so arrivare.
Sara
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