In groppa allo straculo di una motoretta rombante | Prosa e racconti | Yuria Mizujima | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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In groppa allo straculo di una motoretta rombante

 
In una splendida mattina di agosto, mi spericolai in groppa allo straculo di una motoretta rombante a destra e a manca per monti e per valli, zigzagando a rotta di collo tra piccoli boschetti di ginepro e gruppi d’alberi sempreverde piantati a cazzaccio da un giardiniere stravagante che si era tutto consumato in barcamena attesa dell’azzurro perduto di un fiorellino, un grazioso nontiscordardimé che viveva da lunghissimo tempo in un prato di un piccolo campo da calcio ricco di trifoglio, appollaiato per uno scherzo da villano sulla chioma folta di un crostoso tamarindo tropicale pieno zeppo di frutti polposi, attraversati da fasci di filamenti porporini con lucenti screziature di trasparente grigio che effondevano una gran luce inebriante, come negli occhi se al battere delle ciglia lo stralunare chiaro sale sul sole.
 
Broom! Broom! Vroom! Vroom!
 
Approfittando di una breve sosta accanto a un ruscelletto mormorante spumato di rabbia dai salti di una trota abboccata a un amo tutto barba e penne, mi capovolsi a testa in giù sotto un cedro rosso all’ombra dei suoi rami e al lume del fanale sorpresi un cangiante camaleonte giallovivo sonnecchiare sdraiato su un fianco vicino a una calendula selvatica; dopo un’interminabile attesa, rapido come il fulmine mutò la sua opinione su quale e quanto gli sarebbe piaciuto trangugiare e divorare quella bella fetta di torta di pesche apparentemente abbandonata su ciò che restava di un castello di legno per burattini. Per cavarsi la fame, si arrampicò per oltre un metro su per la torricella aerea fino al boccascena e non riuscì a dissimulare la propria sorpresa per essere cascato nella trappola astuta e sornione di un serpente arlecchino che in un solo morso pose fine alla sua avidità eccessiva.
 
Broom! Broom! Vroom! Vroom!
 
Cominciò a scendere la sera, calda e distratta, illuminata di felicità dai fluorescenti tubi al neon multicolori del carretto di gelati che uno strillante maestro di cazzuola ormai in pensione spingeva a zonzo per le strade del paese tutto il santo giorno. Sfinita dai troppi strapazzi, sgaragiai la motoretta con due fiammate rabbiose in un angolo della piazza acquattato zitto zitto dentro la cupola di un salice piangente e mi sorrisi proprio l’idea di uno stecco al cioccolato.
 
 
dédié à toi et moi
 

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