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Amore

Che varrebbe esserci
se non per la speranza
di trovare amore qui o altrove
presso di te che bramo o
da un'altra che m'ami
fermare questa deriva
che riempie i giorni e le notti
e fuggir albe di abbandoni nuovi?
tu - a_morte - sei la speme
tu unico degno d'esser atteso
che non c'è senso a vivere
per avere o essere
ma soltanto il dare e ricevere
il sublime niente
che è desiderio e fiamma.

Neve a Marina

Un candido incanto
sui pini sul prato in cortile
e le auto incappottate di bianco
soffice neve anche in spiaggia
un morbido tappeto freddo
ma accogliente su cui sognare
davanti a questo mare
grigio intenso perla
trasparente e profondo
i nostri passi lenti
le nostre orme strette
sul manto bianco
e siamo noi.

Raffaele Piazza e l’emozione del sogno

Natale !!

caro Gesù Bambino ..

 

Piccolo povero e prossimo al mondo
a rinfrancare l'uomo peccatore
io chiedo santità al mio Signore
per ritornare a Lui colmo di grazia

dono di Dio per discernimento
severa applicazione ed esercizio
Gesù Bambino chiedo a te l'ausilio
d'illuminarmi verso questa meta

io so che l'amore è via di santità
per l'altro amore comprensione d'altro
innanzi al tuo presepio caro Gesù

fammi trovare insieme ai tuoi pastori
vita di povertà e fanciullezza
la stessa che lasciai crescendo un tempo

 

Copyright © Lorenzo 20.12.09

Sto cercando l'anima mia

 
Si dice: chi cerca trova.
Ho trovato le chiavi
di casa psiche,sono felice:
La prima stanza
che ho aperto
grande spavento
c’era acqua stagnante
coccodrilli impazziti
con corazza di scudi
coda robusta
testa depressa
la bocca armata di denti.
Orribile scena
pensavo di trovare
anime quiete.
Brr...brivido freddo
grande sconforto
veder quelle anime in pena.
Chiusi la porta veloce.
D’improvviso ho ricordato
che al corso di psiche mi disse:
attento attento Renato
ad aprir quelle stanze
ci sono ogni tipo
di anime sparse
consiglio prudenza prudenza
riprova non arrenderti mai
apri le stanze
le chiavi le hai.
Aprirò quelle stanze
troverò l’anima mia
e tante anime ancora
come Afrodite
Dea dell’amore
anima pura.                                                     
 
                   Renato Finotti

S'affaccia l'alba

L’alba s’affaccia di già
e ancora non è pago
il desiderio di noi.
 
Sono isola nel cerchio
delle tue calde braccia,
mare agitato dell’attesa.
 
Stuzzica la lingua
l’ordito delle labbra
mai sazie di baci.
 
E tu giocoliere d’amore,
già nascondi le dita
tra frementi anfratti,
si fan musica i sospiri,
preludio di un valzer

senza fine.

Il viaggio

Sul muro esterno della torre vecchia
si arrampica una rosa,
bianca come la neve.
La piantò lì una madre,
per ricordare un figlio
perduto chissà dove.
Qualcuno lo chiamò per nome
e lui partì
senza un saluto,
né un perché.
Un cenno della testa da lontano,
in tasca due monete d'oro
e un nastro rosa antico tra le dita.
Fu tanto tempo fa.
Lungo il declivio della montagna sacra
dove fa sempre freddo
cresce una rosa,
rossa come il sangue.
La piantò lì quel figlio,
in cerca di un amore

perduto chissà dove.

Nirvana

"Immaginai la tua carezza lieve
assolvere in un attimo l'errore
e invece vidi intorno solo nebbia
che senza fretta mi tirava dentro
ad un delirio etilico ed estatico.
Scavai tra paranoie e confusione
senza trovare scuse convincenti
tra giri di parole ritrattate
e verità negate all'evidenza.
Nessuna uscita eppure la cercavo
saliva un'ira densa come fumo
la mia realtà d'un tratto liquefatta
la voce tua oramai solo sussurro.
Nascosi tra le ombre ogni domanda
misi da parte il poco che restava
e in preda a consapevoli tormenti

chiesi perdono al cielo e chiusi gli occhi."

Maggio 1999

 
Dolce Belgrado
città in fiamme.
Che resterà di te,
dei chioschi colorati
e del futuro,
letto sotto un'ardente luna
nei fondi neri di caffè.
Cielo stellato
e un'altra bomba,
la dignità strappata dalle mani
e tanti pronti a prendere
tra le macerie ancora calde
la loro eterna parte di dolore.
Brucia Belgrado
rossa di fede e sangue
ferita a morte
nel mese delle rose.
Chi ti calpesta finge il pianto
simula civiltà che non conosce
volge lo sguardo
là dove non vede.

E passa oltre.
 

"La pioggia e la luna"

 

Il fiume era un letto in piena
e Genova,
un mare in tormenta.
La croce segnava il cielo
decidendo
la costellazione da seguire,
i pesci
superavano tranellimpervi
e correnti improvvise spingevano già
la barca alla deriva. Leggi tutto »

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