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Il futuro era ieri

Hai fatto un lungo cammino per arrivare sin qui.
Hai sbagliato molte volte la strada, perso nei meandri di un’incosciente apatia.
Ora che sei qui, davanti alla porta, il cuore sbianca, perdi coraggio.
Forza, varca quella soglia, un paio d’ali ti attendono ormai da troppo tempo.
Indossale ora che la notte ti protegge dal calore del sole, e raggiungimi qui, sulla tua nuvola.
Non temere, ti sosterranno, sono abituate a traghettare anime irrequiete.
Non voltarti, il passato è lastricato delle buone intenzioni disattese per ignavia.
Apri quella porta, indossa le ali e spicca il volo, ma svelto!

Il futuro era ieri.
 

notizie

In onore dei partecipanti, degli organizzatori, dei relatori e di coloro che hanno contribuito alla presentazione della mia prima raccolta di versi in vernacolo dal titolo “Acqua ti fiume”, Poesie…diciamo così, in dialetto, mi sono permesso di regalarvi questo piccolo pensiero. 

Na sera ti paru
 
 La raggia strazzò li jesti.
Chiamò ti nuembre,
na sera comu totte l’addhre
moti cristiani cu llu core piertu,
fiatandu,
ddiscitò li lengue ca mai eranu mpannatu.
Li razze li fece ddintare nuegghe ti bbandiere,
li carni, rosse pale ca fascianu jentu.
Springendu li palore ti l’amicu
pi llu mundu.

Buio raggiante

A fuoco sulla lastra
visibile dal buio
raggiante il mio cuore
nel tornar da te.

Queste mie mani

**********
Detesto
queste mani
oltremodo deterse
d'indifferenza
ipocrita e gradite
in società civile
Eppur ritorno
ad insozzarle di cuore
tra notti
senza tetti
e morti
ancora da salvare
**********

Terra martoriata

Lassù dove ora giace a terra sorgeva la vita,
un boato nero e malvagio con la mano violenta,
strappa nel cuore di esistenze segnate,
fatiche millenarie falciate,
visi stanchi in cui si erge
l'orgoglio di ricominciare.
Terra di duri destini
s'apprestano a cercare un nuovo futuro,
in silenzio rinascono.
Svetano le montagne incolumi
incredula la pietà accarezza tutti
 
 
tratta da "Una poesia per l'Abruzzo"
per lasciare un segno del nostro dolore a chi ha perso tutto 
 Scuola Poetica di Struttura Nuova Sezione Sicilia e A.A.V.V.
a cura di Rocco Fodale e Veronica Giuseppina Billone
www. narrativaepoesia.com

BUCCE D'ANIMA

Allontanarsi dal pensiero infinito,
scollandosi il muro che graffia le spalle,
scrollandosi la greppia di vuoto che soffoca
come il vino aspro costringendoti all’angolo.
 
Vario e complesso il cosmo,
maledettamente duro da comprendere,
a chi lo guarda da dietro un velo di lacrime
prodotte ad un ritmo insaziabile
da troppe forme di pensiero senza calcolo.
 
Irrazionale gelo che scuote l’anima,
e ne distorce il filo del ragionamento,
sfondare il senso di sogno capovolto,
in onirico reale, in orrendo risveglio,
inaspettato, temuto, amato ed ora odiato.
 
Voltare pagina è meccanico e facile,
se non ti accompagnasse il pensiero,
come mille astri che fuoriescono,
dalla porta troppo angusta,
per accogliere il mio immenso vuoto.
 
Incommensurabile come il cielo infinito,
di questa notte così uguale a quelle,
ma così crudele oggi
raccolgo le bucce dell’anima inerme,
armato di una solitudine che non amo.
 

gm

Negli Universi da Zero a Mezzanotte

(Dal tuorlo d'un'ipotesi)
 
Invado foreste di nebbia,
nel rito d'un gesto e voce
a sussurrare il fuoco,
evocando magie nascoste,
al valico stretto ai polsi,
di adiacenti mondi ignoti.
 
(architetto i colori)
 
Luce azzurra negli occhi
a specchiarsi d'acciaio,
nel compasso di spade,
dov'è cometa di zaffiri l'elsa
e di rubino il sangue
versato su rune di pietra,
a dissetare i lupi.
 
(a tracciare la via)
 
Veli di porpora e granito
a farmi ombra e scudo;
La verità è un Profumo.
Così sopra,
Così sotto.
 
(per rinascere d'eterno)

Al tramonto

Aspetto che il sole tramonti
al di là del mare
e resto qui a mirarlo senza di te
Occhi velati dal pianto che scaccio via
e ingoio amaro
Un gabbiano stride sulle onde
è libero
e voglio sentirmi libera anch’io
da quest’angoscia che mi assale
al ricordo di te.

Un bacio sognato

Certe volte
 la musica traspira
 le fessure dell’ essere sola
e
rarefatta
risveglia l’idea
di profili accostati con dolcezza.

Godimento

 godere del tuo godere
possederti un minuto
sentire il calore vero
intimo del tuo corpo
assaporare il sugo
del tuo essere viva
odorare la tua natura
nervosa e carnale e
in deliquio stare
tenendoci per mano.

 

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