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2010

Buon Anno a tutti quelli che come me,
in questi giorni di riflessione e introspezione,
e considerando che
"l’Inferno è fatto solo di buone intenzioni",
(proverbio argentino)
ha deciso per il 2010
di rimanere esattamente
lo stesso di sempre.

(Ma tanti auguri a tutti gli altri)

Franco

La favola della bambina-donna che sa volare

La bambina che sa volare è una bambina che vive su una casa in cima ad un grande albero.
In silenzio, seduta sul pavimento, le ginocchia al mento.
Guarda la finestra e le nuvole scaltre e furbe, le nuvole sono di una furbizia unica.
Le nuvole conoscono la sua storia e me l'hanno raccontata.
Imparò a volare che era una bambina, ma volare basso si deve, altrimenti la gente poi è invidiosa, come la maestra cattiva.
Ci sono tante maestre cattive sapete?
La bambina donna è diventata grande ed ha disegnato il mondo attorno a lei, lo ha fatto colorato insieme a un cantastorie di cui mi sfugge il nome.
Ha costruito lei la casa sull'albero, lui rideva mentre lei costruiva la sua bellissima casa.
- Sei mattissima le diceva, sei mattissima.-
Su quella casa scrive le sue canzoni, le sue poesie.
E' brava la ragazza che sa volare, molto brava.
Ha un gatto di nome Asdrubale, lo so che è un nome scemo, ma il cantastorie ha detto che era quello il nome giusto e lei, lei ha detto va bene.
Ora il gatto sta guardando le nuvole e le vuole prendere, Asdrubale è un gatto tutto matto, matto come il cantastorie, matto come un poeta.
La bambina che sa volare ora è donna, ma non lo guarda. Conta le sue mani, sono due e dieci sono le sue dita, dieci.
Potrebbe fare magie e ne vorrebbe fare una tanto strana, la magia del tempo, ma non le riesce.
Conta le dita e apre le mani, le mani che un cantastorie sta cercando.
Forse vi racconto anche cosa succede.

Ciò che dovremmo iniziando.

 
 
Abbiamo un nuovo noi alle pensiline dei propositi
come la fraterna partenza
dei partenti a natale per gli altrove di competenza
salutata cromando sventolii
con la rituale amarezza
dei migranti dalle vite sognate
alle vite volute
rimanendo alla stessa.
 
 
Fossimo davvero per quegli orizzonti
faremmo gesti cauti
o di più
dolci.

c'è un senso

Che senso ha il senso
se i sensi non sono in sintonia,
i sensi che sento sentono i tuoi sensi
sensazioni sensazionali ...
sembrano senza senso...
senza sentire ciò che senti
io sento i tuoi sensi.
Un senso è sentire te senza te
e sentire con te
è un'altro senso,
non ha senso sentire te
senza sentire il tuo senso.

InsOmnia

 
 
Questo amore...
che non mi fà dormire,
non mi lascia riposare un momento
se non esausta mi sento...
crollare.
 
Il mondo non dorme,
dice il mio cuore...
non perdere tempo,
respira il sapore,
assaggia il colore,
bevi l'odore,
tutto si fonde e si confonde
ma porterò un ricordo in un'altra vita
che non sia solo dolore.
 

Anno (nuovo)...

Arrivi,
appena appena,
abbagliando abbondanti acrobazie,
additando apposta ad alcuni affanni.
Abile adescatore,
affiderai, ancora adolescente,
afrodisiaci auspici
ad avide autrici,
appena avrai allocato
ampi addii...
Amico alquanto apprensivo,
avrai, alfine, armoniosamente
abbellito amari altari,
allorquando assicurerai
ambigue avversità.
ad autonome azioni.
 
 

Cin Cin

Che senso ha augurarsi un anno diverso,
nuovo, migliore che sappia come amare
quando vedi la vita scappare dalle mani
come sabbia serrata inutilmente in pugno?

Mentre chi conta i granelli di sabbia rimasti
dopo le ingiurie della stupidità del mondo
che crede ancora alle ipocrisie del potere,
io brindo con il mio bicchiere d’assenzio.

cin cin…
 

Sputammo l'inverno

Sputammo l'inverno
che c'era poca neve
e gli idranti erano pronti.

Sputammo l'inverno
spaccandoci i denti
sopra la foto di Mao
e gli occhi di Ho Chi Min.

E qualcuno sparava alle rondini
dai tetti delle fabbriche occupate
mentre di rosse bandiere
erano i nostri cortei
prima dello scontro
di sangue e fiele.

Raccogliemmo i nostri cuori
amanti perversi
ragazzi con la bocca da latte
che sapeva di molotov e utopia.

Alla fine sputammo l'inverno
con un disco di Bob Dylan
e la minigonna di lei
che ondeggia da fare paura
nella casa psichedelica
alla fine dell'ultima rivoluzione

Il mazzo di chiavi

mani impazienti davanti alla tastiera
attendono il via per libere scorribande
mentre il pensiero volge ormai alla sera
il cuore ansima, l’affanno è molto grande

anima persa che attendi fiduciosa
il vuoto è stato colmato, l’otre è pieno
limpida è ormai la visione di ogni cosa
nel tuo cammino è tornato il sereno

il tempo padrone delle chiavi di casa
mi ha ceduto un duplicato a caro prezzo
le ho prese a nolo come ogni altra cosa
che circonda la mia vita ormai da un pezzo

ora gingillo questo importante cimelio
mi illudo di esser padrone del mio tempo
non mi accorgo di aver preso un abbaglio
se varco quella porta, non c’è più scampo
 

Al nuovo anno...

 
Ciò che il cuore non osa
è battere ancora per non disturbarti...
 
Trattenere un pensiero ancora da dedicare
gestire un'emozione che ormai amore non è...
 
Ora tu libera di andare ove il cammino è più lieve
e come pane donarti dove anima non troverai...
 
Nei giochi semplici e nelle vuote parole
disarmonia di sensazioni aride lasciate e perdute...
 
Non più lacrime oramai ma solo finte serenità
non più sofferenze nel tuo cuore non c'è più amore..
 
Alzo il bicchire e brindo a questo nuovo anno
al nuovo sole che timido riscalda un giorno vuoto...
 
All'amarezza dei rmorsi e al rimpianto
Al tempo perduto che non tornera' piu'...
 
Atlantis...

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