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"Ancora qui"

Ancora qui,  sempre inchiodato
a questo rostro
ancor da solo, sempre al mio posto
come un punto passeggero, speme al cielo
che mai cada pioggieria.
 E gloria sia, al culmine
che piantino cuori e viti tra noi
e poi… che Dio urli pur quanto vuole
che non senta se a Lui duole.
ma pur sempre sia e resti in noi
almeno l’urlo di chi, a qualcosa aspira.
 Gioco da sempre, ancor pur sempre
al passo dei miei quattro lai.
qui al porto dove sempre più
navi, troppo spesso non salpan mai.
Seguo la notte di luna lunera
falce che spera e fili d’argento.
L’ombra accompagno sera per sera
a lei io sarò sempre accanto.
 
Ancora vestito di questo buio
spaventisse  l’sole se deve
sempre più in alto camminerò se necessario
ancora una volta.
nulla e poi nulla, mai, mi fermerà.
Sotterrino i tanti, riesumano i santi
in questa sudicia città di stupidi
crescan magnolie, scelgano i martiri.
Facciasi pur quel che si vuole,
mai e poi mai mi unirò con questi.
 Quest'ultima decima de “la volontà”
a questo comando con me non passa e mai passerà.
Sia classe di vita a salutar chi arriva
mai sazio e mai sia, oppure che mai
s’abbassi la guardia, a questo scambio
di volontà occulte.
 
Proclamo! Si ribellione. Sì, la proclamo.
Che sia (per dio!) contro ignoranze
dedite e consunte.
Cristo ci resti in croce piuttosto
se questo può salvarci ancora.

Scirocco

Ha soffiato di scirocco
questo Natale
 
Per il resto
: i gesti ripetuti
nel consueto ritrovare volti
 
Come un precipitare del tempo
a contare le assenze
e scoprire i nuovi
 
Ogni tanto
il cuore che si distrae
e cerca il suo altrove

l'amico smarrito

Ora che tutti se ne sono andati
resto da solo a meditare
dove trovar lievi parole
che mi consentano di dimenticare.

Scendo a patti con il destino
di chi si sente condannato,
lasciagli credere crudele assassino,
che la sua vita non solo è Peccato.

Non è il momento per cedere il passo
amico mio dal cuore dolente,
lascia che il vento che viene dal basso
soffi la cenere dalla tua mente.

a te Buon Natale ...

 
Buon Natale a Te :
a te che non mi conosci
a te che sai chi sono
a te che passi e non leggi
a te che  leggi in silenzio
a te che scrivi le tue parole
a te che le prendi e le fai tue
a te che pensi
a te che ti lasci trascinare
a te che nel tempo passi a guardare
a te che tieni chiusi gli occhi e vedi
a te che mi accompagni
a te che sei lontano
a te che mi guardi dentro
a te che ti presto un ombrello
a te che passo e vado
a te che mi soffermo per due parole
a te che credi nell’amore
a te che l’amore ti ha deluso

Sdrucciolava il Natale

Sdrucciolava il Natale
tra le vie dei borghi
nelle case dei contadini
sulle strade di polvere
nei camini pieni di fumo.

Sdrucciolava nei giorni
quando non s'andava a scuola
per una partita a carte
e un giocattolo nuovo.

Sdrucciolava il Natale
e cercavamo il futuro
nei vetri di neve
sulle pietre di marmo
sognando principesse
o indiani comanches.

Intanto nelle strade
la gente era diversa
per un giorno almeno
c'era il profumo
di un bambino nella culla.

the dream

Avevo un sogno restare un Poeta
e trasmettere le mie emozioni alle
persone che amo;
la mia penna si chiamava cuore,
il mio inchiostro vento,
i miei versi trasporto,
tutto svanito forse
tutto meglio ancora
fuggito insieme a me,
in un sogno diventanto Realtà
che oggi mi spinge verso
Orizzonti nuovi
lasciandosi dietro
un'Immensità
che non conosce domani

Compromessi

Mi vien da ridere
e non mi trattengo
quando il gioco delle parti ha inizio.
Per non parlare del suo farsi,
quasi non respiro
e le mani vanno da sole
a coprire il riso colpevole.
Ci sono sere che il teatro
non esige il biglietto
e lo spettacolo d'ottima fattura
chiede un' unica moneta.
E allora recito
ché è necessario
e recito ancora
ché di esser diversa
ci sono sere
che proprio non ho la forza.

Cenone

O papino, papino mio bello
se sol tu uscissi dalla cucina...
saresti il miglior papin del mondo!
 
Maritino, maritin mio bello
la tua lingua portala in cantina!
Sarai il miglior maritin del mondo.
 
Solo un assaggio volevo fare,
solo un consiglio volevo dare.
Mai censura fu così crudele
di mandarmi a veder la tele.

Vivere il sogno non sognar la vita

Vivere il sogno, non sognar la vita. Già quando la bruma lanuginosa dell’aurora lenta si lacera in brandelli (però ha avvolto l’anima pulita), bacche di trasparente vischio piangono profumata pania ingannatrice. Così nasce e cresce e ti cattura la noia compagna del rimpianto, una speranza che il tempo sa spengere paziente rotolando. Vivere il sogno non sognar la vita. Poi il dolore passa disegnando panorami irreali, linee astratte, indefinibili scabri crepacci, luccicanti escrescenze saline. Vivere il sogno non sognar la vita. Dai picchi rocciosi inaspettato ogni tanto riappare e tu trasali, ingoi il pianto, riprendi comunque il cammino, perché di meglio non sai fare. Allora va lontano fino a restare per un po’ all'orizzonte un puntino di luce incandescente. Vivere il sogno non sognar la vita. Intanto solida, morbida, acerba e fruttata, la pelle del giorno passato che ti consolava per oggi è diventata una desolazione e per domani in notti livide Vivere il sogno non sognar la vita. Persino il vento infine si è calmato, le ultime folate spente, sospiri disperati e l’antichissima eterna risonanza delle onde, noncurante cieca va, inarrestabile, alla luna.

Vigilia solstizia

Impepata cozza
su un grecanico di strenna
brodo primordio di gamberi argentini
bollisca
la voglia di maniaca parentaglia
plebaglia adorata
nipotame e figliame canaglia
il caciucco a modo mio
lo rifilo a un ghenga di cayenna
infida e sciroccata
bolliscano le mamme apprensive
in mia broda infera e lucifera
le suocere ossessive
le cognate compulsive
i flesciati cugini
i patres, circoncisi o filistei
pace in terra ai demoni solidali
di mio
saltimbanco antropofago
pentolone

streghe di macbeth, all'arme
a mezzanotte
champagne e molotov

bruciamo il carrozzone.

(24-12-2009 diciotto e dieci ora locale
roger a tutte le unità operative d'incursione)
 

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