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Buon Natale (videopoesia)

Cercavamo l’aria di Tongchuan

Ci furono canzoni che scrivemmo sulla pelle
e non urlammo mai perché tatuate in bocca
mordendoci i polmoni.
 
Potremmo dire che la tonalità del canto usò la scala del sangue
che la musica prodotta fu un dolore interno al pozzo;
direste che stonammo,
che eravamo una melodia affranta,
che il grisou è solo il timpano in un groove.
 
Dico di no - voi non capite: siamo i duri delle radici
quei ceppi a cui si ostentano talee.
 
Quelli che hanno morso la terra;
l’hanno scavata con i denti,
frantumato coi molari i diamanti,
espulso un sogno di ricchezza:
 
noi siamo i poveri del ventre del carbone
quelli dei formicai a grandezza d’uomo.
Noi, che strappiamo lingue alle rocce,
siamo insiti nelle zolle; siamo i semi persi.
 
 
Stiamo nella terra di sotto
come quei morti
resuscitati quando ai turni la cava vomita fardelli.

Schieramenti

Non sarò mai
contro la guerra
ma per sempre a favore
di chi abbraccia la pace

Non sarò mai
contro i potenti
ma per sempre a favore
di chi attende i perdenti

Non sarò mai
contro i violenti
ma per sempre a favore
di chi apprezza i pazienti

Non sarò mai
contro i razzisti
ma per sempre a favore
di chi stima gli onesti

Non sarò mai
contro chi odia
ma per sempre a favore
di chi ama l’amore

Non sarò mai
contro chiunque
ma per sempre a favore
di qualcuno o dei tanti

Un libro

Sfoglio le pagine di questo libro
non ancora concluso
scorro ogni istantanea della mia storia
molte raffigurano te.
 
 

The Wale

 

Vai Achab
stinto dalle intemperie
sulla rotta delle balene
il Pequod agganciato ad onde molli
a bordare la notte di squarci di sogni
di polle sorgive
di pallide stelle capovolte

recidi con la forbice
le primule gialle sulle prode
il ricordo dell'ultimo amore a Nantucket
il suo assillo dolce
la sua lenta nenia d’infinito
le astruse memorie in un porto di frontiera

traccia impietosi confini
arso di artigli fissi
illumina boccaporti
intreccia i capelli con le nuvole
a un sibilo di mare
nella precisione delle partiture
nella trine labili di vento

lascia cadere i baci come foglie
a bordo cuore
nel linguaggio chiaro della neve

per poi colorare la luna di porpora d'argento
le doglie del cielo
i dirupi scoscesi del tempo

e nel tuo vecchio bastimento
plasma collane di corallo
corone di rosa spina
quando la pioggia sarà alta marea
sanguinanate nell'anima e nel corpo
risacca
isola
o solo foce.

Femmine le dune.
 

ancora delle follie

Non mi lascerete
in questa pelle
in mezzo a luci di conchiglia
a girare su profili di cielo,
con un silenzio da schiantare
nelle astuzie della polvere.
Toglietemi la vostra giacca
d'incenso,
il furore assurdo,
l' intreccio di logiche assenti.
E' covo di lampioni
e di tendini sacri
il grigio che sale in labirinto
agli occhi.
Dal nulla una formica
di sangue
parla al cemento robusto
della mia mente.
Ancora delle follie
a fecondare saliva
e l'urlo della sorte.
Quando il corpo si stacca
dalla sua sabbia
la mia natura si sgretola
e la ragione m'ignora.

gente

Gente che viene
e ti conta per via
Gente …
Urla la gente
Tra le mani
nasconde
la vita
nel petto
trasporta
pezzi di cuore
la gente …
di notte brucia
falò di sogni

L'autunno in fine

albero nero poche foglie
 
L’autunno
quest’oggi
esala un odore
di pioggia, dolce e lieve.
Un denso grigio
smarrimento macchia di una livida
luce di crepuscolo il mio giardino,
lembi fantasmi di nebbia infettano
le mura
 in cui finestre semichiuse
e vuote
 guardano in basso
digiune
di un sorriso.
Spogliato
 il vecchio grande
noce slancia l’unico grosso ramo
verso l’alto
 come un sospiro d’odio
disperato.
 L’autunno che resiste
ancora
ha stemperato l’opulento
splendore nell’alito desolato
dell’inverno
 quando sommesso arriva
e già mantiene la squallida fredda
promessa dei mesi a venire.
E mentre
trasformo forme chimeriche in versi
vibranti di parole che scheggiano
la trasparenza della noia
 la pioggia
affogata dalla sera buia
 a pochi
lunghi serici fili si riduce.

amore amaro

aspro amore
prosciugherà la psiche
dal sentimento

Caro Gesù Bambino

Caro Gesù Bambino
dammi la tua santa mano
poggiala qui vicino
rendi il mio cuore sano
 
riaccendi in me la luce
che sciolga questo gelo
ridonami la pace
avvolta dentro un velo
 
cancella dalla mente
tormentosi i  pensieri
io vorrei solamente
tornare ancora a ieri
 
quando era  sano il cuore
sconosceva ferita
quando c’era l’amore
e tutto era in salita
 
Con le piccole dita
scivola  nella mente
regalami la vita
un poco solamente
 
Vorrei volare ancora
su nuvole di sogni
soltanto per un ora
dimenticar gli affanni
 
per portare nel cuore
anche solo un ricordo
indelebile fiore
melodia di un accordo
 
ascolta questa voce
ti supplica ogni sera
quando la notte tace
e l’anima è sincera.

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