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Labbra di velluto...

 
Per te che non chiedi nulla
e a me nullla chiedi...
 
Nel tuo desiderio il solo donarti
soave, sublime, estasi e incanto...
 
Tu sola chiedesti chi t'ha ricevuto
e amata d'un tratto così come fù...
 
Funesta tempesta a me destinata
che m'ami e m'amavi senz'obbligo alcuno ..
 
Piatta distesa corpo di miele
lasciami dissetar alla tua fonte...
 
Sia un solo insieme un solo respiro
un gemito solo da labbra di velluto...
 
Ora,china la testa sul mio petto
ed io t'acquieterò con baci e baci ancora...
 
Atlantis

buon anno

buon anno

Vecchia poesia in grafica ma buona anche per quest'anno

Annoterò nel mio cuore

tutte le cose belle

di questo 2008

per poi portarle

nel nuovo anno

una in particolare

l'ho scolpita Leggi tutto »

Laura Palmer

 
Il fuoco cammina insieme a te.
Tu, che della tua età in fiore,
Godesti solo di un po’ d’amore,
Lasciando una scia dietro di te
 
Di oscuri e segreti misteri,
Come ombre che celano fantasmi,
Ed esalando nocivi miasmi
Ricordi ancora i ricordi di ieri.
 
E delle tue impronte e delle tue tracce,
Offrendo il tuo sacrificio nascosto
A quel demone dalle mille facce,
 
Tappezzasti Twin Peaks come previsto.
Ora, che si è compiuto il tuo disegno,
Vivi e voli nel tuo nuovo sogno.
 
 

: me ne dia un etto, che faccia tanto effetto, grazie! :

Aix 93 Edizione limitata
aix 93 - maurice esteve
 
ti vendo l’anno con tutti gli sconti del disastro non voglio stare a contrattare tanto non è stato un anno buono dunque è un affare vendertelo e però credo sia un affare anche per te ci puoi ricavare di certo qualcosa di buono non è sicuramente un anno capolavoro ma dentro qua e là ci puoi scovare delle cose un po’ decenti almeno un paio di poesie che puoi vendertele per tue una cassetta di dodici bottiglie di Brunello per farci bella figura alla prossima cena con gli amici un sacco di film in dvd e due in blue ray poi se cerchi bene ti becchi gli ultimi due libri di pamuk pubblicati da einaudi e due o tre cose di fantascienza che non sono affatto male e credimi ci ho infilato pure una dozzina di momenti caldi o ghiacciati essendo pene d’amore ma tu sai che io sono persona esclusivamente inattendibile quindi non pensarci più di tanto in verità ci scrivo sopra più per fare l’affascinante bisognoso di coccole che non il doloroso disastro del mio corso amorevole in compenso però ci ho ficcato tanti colori che ti sentirai confondere i pensieri comunque voglio dirti che l’anno è brutto assai perché sicuramente riconoscerai le tante lettere che mi chiedono di saldare i vari debiti in fondo ho di colpo finito il sostentamento e mi sono ritrovato senza un respiro senza una goccia di sangue buono però ti garantisco che ho idea di una serie di ricambi fantasmagorici che mi porteranno a migliorare il futuro praticamente ti ritengo già prenotato per l’anno prossimo ti venderò il dieci con il solito sconto di follia vedrai che riuscirai ad avere qualcosa che muove in positivo il mio anno nuovo sarà di certo migliore di questa schifezza che hai voluto prenderti e tu sai che stavolta non ho insistito più di tanto in fondo ti ho avvertito e come dicevamo da ragazzini uomo avvisato mezzo salvato lo hai voluto ugualmente ora te lo tieni è tutto tuo però ti assicuro che quello che verrà sarà un vero affare per te ho idea che dentro ci saranno un buon migliaio di buone sorprese dovrai ringraziarmi lo so per certo comunque si uomo avvisato mezzo gasato il dieci sarà il primo di un decennio coi fiocchi parola mia parola di coccodrillo oh si …
 
BUON ANNO … OLE’

silouette di una morte

è vitale voltarsi in dietro sulla strada che allenta
la luce e ci grazia di ghirlande
inseminazioni esatte per la stagione, approfittando
del pane che dorme e i cachi
inconsiderati fra la neve, mostrano
i miracoli che fa il Natale

girarsi attorno dall’ostinazione
di una casa, come ladra di quartiere
porte che parlano alle porte
sminuzzarsi, concatenando traslazioni

silouette
dipinta sulla vetrina del barbiere

fummo soliti leggere foglie e disordini
stagnature sugli orli del tempo
sconnesso, un andirivieni come il comporsi
di fiordi nell'apnea delle nuvole

*
venne il giorno per il perenne amore
che fu tutto un chiudersi fuori, un vagare
per togliersi di mezzo

monologo reciproco, imbiancare d’ombra
lo scheletro di una mano, sul muro, gli zigomi
a bruciare le intercapedini di ogni riminiscenza

*
abbiamo scelto la strada della fornace
i fossi erano larghi come spicchi di fanghiglia

trovammo la sua bicicletta rossa
lei, poco più in là, pallida come il sale
arrugginita di melma
che lievitava maniche fuor d’acqua
sculture pronte a cuocere

aveva chiesto la cremazione sulle coltri di giaccio
nei luoghi chiusi non voleva tornare
preferiva mettere al macero le carte, la gente
le vecchie cose, forse il Natale, che considerava
cometa minore, sgomento chiuso a chiave

si era sempre resa conto delle sue mediocrità
ma invadeva il bianco della neve
con la naturalezza del sangue 
senza compleanni, senza cimiteri

Tante piccole ferite

lungo il corso della vita sono inciampato
in una siepe di more e rovi le cui radici
tante piccole ferite mi hanno procurato
e dolgono al solo sfiorarne le cicatrici

le porto con me da anni e accompagnano
la cadenza del mio passo incerto, dolorante
esperienze vissute e lacrime che segnano
il cammino di un'anima inquieta ed errante

ora che respiro di nuovo il cuore si é acceso
e l’anima si è svegliata dal lungo torpore
accarezzando le piccole cicatrici ho deciso
tante piccole ferite non danno tanto dolore

Di nuovo...

Comincia un nuovo anno. Con esso un nuovo viaggio. Una piccola infinita goccia si prepara a disperdersi nell'oceano non del tutto eterno del ciclo vitale. Comincia. Manca poco. Eppure le paure dello sconosciuto scompaiono e dolcemente lasciano il posto ai nuovi, vecchi propositi.
All'orizzonte si protendono cambiamenti e speranze di migliorare. Pensieri incoraggianti già incorporati fin da prima della nascita si impadroniscono della nostra mente. Ma la loro è una dolce conquista. 
Ultimo giorno, ultima ora dell'ennesimo anno che corre, senza voltarsi mai. E ci lascia al suo successore, pessimo o affidabile che sia.
E ogni generazione di anni vola via...
Lasciandoci qui, a coltivare le nostre speranze. 

Il re dei fenicotteri rosa

Il re dei fenicotteri
beve rum a colazione,
ha una chitarra elettrica,
ma a volte preferisce la tastiera.

E il lago sembra una macch
di petali di rosa
quando al mattino
il sole spinge le piume
del grande stormo.

Qualcuno dice che sia un poeta,
qualcuno l’ha dipinto come terrorista,
ma il re dei fenicotteri rosa
è solo un pellegrino smarrito.

Non è voluto più ripartire,
la sua compagna ha la pelle nera
manda al cielo benedizioni
ed accudisce i suoi quattro figli.

Nascosta nella sua capanna
c’è una divisa da ferroviere,
per un treno finito in Africa Centrale
per un scambio partito male
mentre a Bologna scoppiava un temporale.

Trapuntiamo il disbrigo del cuore d’auguri.

 
C’è una certa ora a cui miro.
 
Così tutti
a quel niente di trapasso, lo zero che presenzia il rito
ma lo manca;
la gioia che s’acquieta nell’attimo di fianco
di cui il precedente fragoroso
come a viversi tutto il rumore
del togliere la pelle a quel vecchio
facendoci più avanti di fine
- consenzienti.
 
Che bella
che grande
che luce la notte
che rinnova:
 
io ricorderei
se fosse stata unica.
 
***
 
 
P.S.: ABBIANO TUTTI, CHE QUI PARTECIPANO A RENDERE ROSSO UN'OASI LIRICA, I MIEI MIGLIORI AUGURI PERCHE' UN QUALSIASI STRAORDINARIO DESIDERATO DIVENGA ORDINARIO NELL'ANNO CHE SARA' DA DOMANI - E PURE GIA' OGGI, OSEREI.
 
A MANUELA, ALLA REDAZIONE, A CHIUNQUE.
 
AUGURI,
gil
 

t h e e n d

Ed ho imparato che un ricordo può spaventare,
che ricadere nell'errore fa ancora più male,
ho imparato che la Vita non ti da mai una sola strada da seguire,
ma una sola sarà quella giusta, e il più delle volte non la seguirai;
ho imparato che abbandonarsi e abbandonare fa buio il mondo,
e che affrontare a testa alta i problemi fa un pò di luce..
Ho imparato che comunque vada cadrai,
e non ci sarà sempre qualcuno a sorreggerti..
 
[Ma che una stampella di fortuna la si trova anche] .
 
 
 

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