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Uomini come ai fanciulli tristi.

Stemmo sulla pietraia dell’incertezza
tutti gli uomini e le donne della generazione in uso
e quelli sopra di noi
osservando i giovani puma che avanzavano sparsi
a fare la loro storia di denti e di artigli.
 
Ci dissero i soprastanti e coloro che furono il prima:
- anche noi!,
e voi sembraste i leopardi. -
Di qui si vede lo zoo spaventevole degli umani
come ai fanciulli tristi, poteva dirsi,
la visita alla crasi delle gabbie.
 
Capimmo,
benchè illusi dai vecchi corpi
sull’ossario candido delle speranze.
Noi ancora per quell’offesa di resti salendo
(chè lassù arrivano pochi)
quasi contrafforte ai piedi della vetta
sperammo che salisse anch’essa.

Natale 2009

Dedicata ai miei bambini
 
Si avvicina il canto degli Angeli
che accende la luce
nei cristalli di brina sparsi sui tetti
 
Si alza in alto
lo sguardo curioso dei bimbi
che cerca nel cielo la slitta del Babbo
felice meteora
in questa notte stellata
 
E’ Natale! La Festa più bella!
Ascolta il tuo cuore
mentre t’inchini
al caldo buono delle braccia piccine
del Bimbo Gesù
E fa’ del Suo dolce sorriso
un nuovo vestito per te
Buon Natale di Cuore

Sguardo di fuoco

Fissati gli sguardi non ci restò che piangere
gelati alla fragola i dolci sorrisi insidiosi
scivolavano da un viso all'altro, scaricati;
salivano i fumi di sigarette acri rauchi scrosci
fili polimeri veleggiavano in cielo a traghettar
animosi sospiri, il fremito di una mosca, eri tu
entravi dal palco della mia vita in punta di piedi
ne eri uscita ed ora... fraseggiavi incolpando l'ora
che ti vide protagonista di scoprire un nuovo mondo
quando lasciasti il passo al rigoglioso terreno
che calpestasti, le fosse si aprirono per divorarti,
allunga il corso del tuo conto in sospeso, lo sapevi.

Dietro l'angolo delle parole.

Compilation di emotive impressioni
Radio Londra attende lo sbarco
Ei fù, mantiene un'aura semplice,
quasi un motivo da Nirvana.
Il sapiente dosaggio dell'inestetico
mi stordiva, distorte realtà capitalizzate
erano per i poveri gli scampi di barile
che si stiravano sotto il sole cocente
i miei anni in scatola erano più economici
tradendoli per un 3x2 od una 4x4

Ai ladri di polli:
"ridateci l'insegna del potere occulto".

Il Natale... che fatica

Maria34 :  una poesia, sul Natale, della figlia
 
 
Girando in mezzo alla gente
mi piace curiosare nella loro mente
 
E’ Natale ... tutti sono travolti
da questa corsa ai doni più stolti
 
Ho visto acquisti disperati
nei negozi e nei supermercati
 
Sei obbligato, ci devi pensare
tutti vuoi accontentare …
 
E’ uno sforzo d’intelletto
e non riesce mai perfetto …
 
Questo è sicuramente
quello che si vede chiaramente
da quello che dice la gente
 
Ed anch’io … veramente
a questa ‘sofferenza’ non sono indifferente …
 
Ma il Natale … che cos’è …
Un gran tormento ?
Uno stress da stordimento ?
 
Il Natale stanca è la verità
saremmo ipocriti a nasconderci questa realtà …
 
Insomma è una grande confusione
ma ci insegna la comprensione.
 
In che modo dite voi ?
Ecco spiegato:
 
Consolare l’amarezza di chi ha pensato
ad un regalo mal congegnato
 
con l’espressione di gioia di chi l’ha scartato
per cercare di rendere comunque
chi dona gratificato …
 
Lo sconforto di chi l’arrosto ha bruciato
e la violenza che si fa
chi con mille complimenti l’ha gustato …
 
Non sono cose da poco pensateci bene

Torna la neve

Ecco s'allegra l'inverno
torna a far festa dal cielo
il suo lieve e simpatico velo
che avvolge il paesaggio d'eterno.
L'aria ovatta i rumori
e limpida in dondola gioia
soffoca il tempo e la noia
orlandosi di petali e allori.
Tutto si ferma a guardare
quel tratto dipinto e sereno
che prende la forma di un seno
facendosi appena sfiorare.
Dormono i tetti viziati
dal gioco dei camini accesi
si sentono passi sospesi
sui viali dimenticati.
Sembra la notte più breve
nulla si tocca o si vede
soffre il suo manto che cede
il sole già scioglie la neve.

Buon Natale

Buon Natale a chi mi vuol bene,
a chi mi vuol male
e a chi non mi conosce.
Buon Natale a chi mi ha rifiutato
e a chi con me si è divertito.
Buon Natale agli amici
e anche ai miei nemici,
pure se lo passeremo divisi.
Buon Natale a chi mi ha amato,
e pure a chi mi ha odiato,
(ma forse me lo sono meritato).
Buon Natale a te che, anche assente,
forse stai leggendo,
Buon Natale davvero
con tutto il mio cuore

Franco

Aspettando il NATALE 2009

Scema silenziosamente
il color degli arpeggi,
trovatelli a zonzo persi
osservano il presepe.
Mancando la luce
è franato il monte.
Pastore...
dov'è il gregge?
Si, è buio ad oriente,
il freddo polare
è sugli astanti.
Ma fregandosi
le une con le altre,
le mani fan scintille.
Poi si tendono
istintivamente
con un gesto di resa
ad aspettare la speranza.

Del fornaio, del capriccioso e della morte che passa

 

Se ci fosse l'isola che non c'è,
sarei la sua croce, la sua corona di spine.
Nel cielo dell'eterna gaffe
sarei complice e tormenta.
Sarei sabbia di arido deserto,
compagnia eternamente perduta,
notte gelida e giorno infuocato,
della mia infinita storia.

Sorriderei ai giovani amanti di Prevert
contro le porte della notte,
virando seppia questo volare eterno
ad una coppa di vino
...barricato rioja per l'occasione
che neanche la nebbia entri qui,
ti supplicherei infine, abbracciare
per me Juan Ramon.

Sono io che posso scegliere, quindi scelgo.
Senza sfiorare le emozioni improvvise,
malinconie che posano piane
nell'intimo nemico del mio cuore.
Il parente povero della luce,
il capriccioso e l'orgoglioso
o tu che stai qui a sfiorarmi
o del fornaio sorridente.

Ecco, se ci fosse l'isola che non c'è,
il cane potrebbe spulciarsi,
io che scrivo poesie,
tu che sorridi e parli di Dio.
Resterebbe solo amore o morte
passare una volta solo,
lasciare il segno a chi rimane
e la vita, sempre al punto di partenza.

Il sole, grande stufa di butano,
ha una ferita sulla mano
e questa mattina, sull'isola che non c'è,
poso la penna sul foglio dove scrivo...
...assoldo le mie straordinarie città
chiudo gli occhi, percorro le piazze,
le vie più belle
e alle fontane più magiche
di tutta la mia vita,
immergo le mani…

nell'acqua blu.

Dal tramonto all'alba

Guardavi le gocce cadere
e l’acqua stagna muoversi appena.
Lei stava seduta cantava
come del cigno l’ultima nenia
la ferita che ti portava lontano.
Il tuo viso stralunato
com’era.
L’involuzione in atto.
La cascata di un cielo di stelle.
La luna che abbaiava al cane…
Insomma:
la confusione sovrana.
Ricordi com’eri?
Come diventato sei?
Come tutto è cambiato?
Così stavi?
Quella paura di non provar più nulla.
Ne il profumo del sogno.
Ne le idee mai abiurate.
Lo sventolio delle poche bandiere.
Quell’amore dei pochi rimasti.
Quel pianto commosso a quel figlio rinato.
Lentamente riedificato.
Poi, la notte non più invasa
ma la vita!
Che tanto e comunque si fugge via…
Condannarli alla fine
quindi
alla fine del cuore.
il marcio che si deve pulire…
E poi tu…
Il sole del secondo mattino
il verde destino...
Il blu cobalto del cielo.
L’incubo scomparso.
L’inquilino scomodo rifiutato.
Il bypass inserito
Il sangue che pompa
Che pompa infinito.
Di nuovo infinito pompa
ossigeno
ossigeno e poi ossigeno ancora.
Infine il mio pugno al cielo…
Indulgente scagliato
con rabbia… ancora una volta
 
alzato…

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