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Dimmi

quante volte ti ho veduta
quante volte ti rivedrò ancora
quante volte ho incrociato il tuo sguardo
quante volte ancora, cercherò di incrociarlo
quante volte mi sono perso nei tuoi occhi
quante volte mi ci perderò ancora
quante volte ti ho sognata
quante volte ancora, ti sognerò
quante volte ho sentito il tuo profumo
quante volte lo sentirò ancora
quante volte avrei voluto essere la causa di un tuo lieve sospiro
quante volte ancora, lo vorrò
quante volte ho sofferto per un tuo abbraccio
quante volte mi augurerò di soffrirne ancora
quante volte avrei voluto assaporare i tuoi baci
dimmi quante volte ancora,
prima che io riesca a trovare il coraggio di parlarti
                                                              Stefano Franco Sardi
 
 

congelati

*

siamo seduti
sugli scalini di piazza Cavour

un corrierame di gente
si contorce per le vie del centro

già si è aperta la caccia
a qualcosa d'inutile ma che assomigli

i piccioni sulla fontana della pigna
ci studiano e il Natale ci sbrina i visi

 

*

 

Nuda passione

Nella stanza muta
il tuo sorriso d’amore
squarcia il velo del silenzio.
La luna complice,
dalla finestra, ci spia
quando il tuo seno
è accolto nelle mie mani,
e quando i miei baci
vestono il tuo corpo.
Il letto ci è testimone,
mentre la stanza attende,
che la nostra passione
lasci al silenzio,
il sapore della tua pelle.

Franco

Ma sempre ti amo!

 

Non chiamarmi amico, non chiamarmi amore, ma non chiamarmi neppure nessuno perché ho legame fondato con te sulla vittoria della vita e non sulla scomparsa della memoria avvalendosi della distanza che ci divide. I battiti del mio cuore sono d’ascolto oltre ogni spazio e giungono anche al tuo udito pur se adesso giri le spalle per quel dolore che non ti abbandona! Io lo so, lo comprendo e nel sentirlo con te soffro. Perdonami, dolce fata, per le parole che non so più dire e per quelle che invece dico fuori luogo. Prendi dalla tua mente le visioni che stanno svanendo e fanne baluardo di ciò che è stato perché tu possa essere per sempre a me vicina. Il mistero che un giorno ha consegnato il suo svelare ai nostri sogni, ai nostri desideri, ai nostri corpi, non ha mai lasciato la sua parte migliore nei nostri cuori. L’indifferenza è momento breve di passaggio tra pochi sorrisi e molti strazi. Esalta i sorrisi e conservi l’indifferenza per tutto il resto! Io sono nell’esaltazione dei sorrisi, in quelli in cui ho specchiato la mia emozione di uomo come mai a nessuno è stato concesso prima e non lo chiamo amore per non oppormi al tuo volere, ma è amore, unico, vero ed eterno.  
 

(Tratto dal romanzo "Amanti leggeri")

Senza nome

Stuprata, sventrata,
pattume,
giaci ai piedi di un albero.
Formiche percorrono dita,
ti scavano gli occhi,
tanto è vuoto
il mondo di sotto,
a che serve guardarlo?
Qui Caronte
sdentato nocchiero
non traghetta più anime,
qui v’è terra su terra,
nient’altro,
e il silenzio dei corpi.
 
Scomparsa, finita,
sottratta al respiro,
stai zitta,
ché la lingua corrosa
dai vermi
non conosce alfabeto,
per preghiera
uno squarcio irridente,
il tuo nome dissolto.
 
 
Ma nel sonno
ricrescano ancora
i tuoi lunghi capelli,
avvinghiati tenaci a radici

per essere

per essere
le sue parole
così dolci
e buone
pur non avendo fame
avida
ho mangiato

Nuova passione

Mi hai trovata al chiaro di luna
che sognavo un amore lontano
occhi lucidi languidi perduti
nel blu della mia notte
senza stelle
Mi hai preso la mano e portata con te
nelle tue fantasie
che ora sono le mie
Hai dato un senso nuovo alla mia vita
una luce vibrante mi accende
vivi riflessi da togliere il fiato
mi colorano gli occhi e il cuore
e sono viva ancora palpitante
nella magia di una nuova passione
con te.

Vita in salita

vedersi su un piano
inclinato esistere -
sperdimento in
lunato albeggiare
su deriva dei sogni
-lama nella mente-
 
incrinata azzurrità
il vetro del cuore
 
© flymoon

Alzati

han suonato

le campane della chiesa
scomposto il suono  
tremante sapeva di resa
 
hai indossato ali di Falena
trascinando
la tua anima straziata
attonita e muta
per le strade senza meta
della città sepolta
per punirti
dell’incolpevole impotenza
 
il buio della morte
ti è entrato dagli occhi
sbandando il passo
il grido silenzioso
 
della paura
ha strappato le carni
 
Alzati
sorella mia
affonda le mani
al centro del tuo dolore
e soffocalo con forza
 
Alzati
come Araba Fenice
risorgi più bella
e più forte
sconfiggi la morte
 
Alzati anima candida
come le tue montagne innevate
il sole sorge ancora
per riscaldare i nuovi prati
 
Metti l’abito nuovo
del sorriso
io ti darò la mano
sarò con te
ritornerà di nuovo
il paradiso
 
 

Viaggio

tra i miei banchi amati

Il viaggio in otto lustri s'è fermato
inizio in un ottobre assai fumoso
quando la bruma si calò nel luogo
in borgo sconosciuto dei miei sogni

passava allora il tempo dei vent'anni
trascorsi un poco ad aspettare il tempo
gradino su gradino incominciando
a prendere per mano la mia sorte

quanti orizzonti ho visto nel mio viaggio
giochi di ruolo tra i miei banchi amati
intento ad imparare ad imparare

in edificio fatto su misura
tempio caserma oppure post moderno
secondo il vento che correva allora

 

Copyright © Lorenzo 12.12.09

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