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Rosso Grafica

tag: grafica
Ai nastri di partenza una nuova iniziativa di Rosso Venexiano: il laboratorio di grafica, uno spazio di incontro dove attraverso tutorial, guide, risorse saranno presentate alcune  tecniche grafiche: collage, blend, colorize, retouch, etc...
Tutti i materiali saranno consultabili in linea ma anche prelevabili in pdf.
Al termine della presentazione di ciascuna tecnica grafica sarà proposta un'esercitazione-stimolo da svolgere.
Per  iniziare …. un piccolo glossario grafico con l’intento di aiutare i meno esperti  a comprendere il significato dei termini più diffusi nel mondo della grafica digitale. 

 
 

Il momento delle 6.26

Non temere.
Non è successo niente
tranne che
nei corridoi del tempo
si fanno avanti passi di vetro.
Contro le pareti sbattono urla
cieche.
Solo,
forza la serratura
l'ombra segreta intima del sogno.
Rimane poi l'eroe di cartapesta
del giorno dopo giorno.
Nel buio in fine
la traccia iridescente d'un volto
soprattutto se l'hai dimenticato.

Sguardi

Sguardi d'infanti
s'affacciano nel mondo
cercano il volto
di genitrice fonte

nel giusto tempo
mentr'ora il piglio intorno
in girotondo
ciascuno cerca gli occhi

oppur dolore
comprendere la gioia
sguardo che parla
in limite di tempo

 

Sguardo che cerca
il volto d'un amico
cerca conforto
a solitaria sorte

triste destino
di sconcertati sguardi
in sorte amara
nel tempo e nello spazio

pietà s'invoca
s'intrecciano espressioni
in aule austere
cercasi il vero

 

Copyright © Lorenzo 11.10.09

Nel Nome dell'Amore

Incessante,vicino a Me,
s'agita il Demonio
e mi vagola dattorno come un'Aria impalpabile
che neanche i lacci di Seta legati dal Tempo
lasciano sui polsi
Io l'inghiotto l'Impalata parola
che mi secca la bocca
..che sguscia dalle guance
come sputo di veleno
E sento che mi brucia i polmoni
come polvere di diaspro lavico di parole
gettate alla rinfusa nel petto
e nel suo rosso sangue che si Ostina ancora a scorrere nel nome dell'Amore
Li riempie d'un desiderio Eterno
quanto la mia Vita dissolta nei Tuoi occhi
..e colpevolizza quanto un Furioso sentimento
che dà fretta alla Fuga
di un giorno che mai nascerà Notte
-Runa-

 

L'epico incunearsi su pelle

 

In danze d'anarchica carne
in roridi movimenti
di fremente lussuria

avvinta di rovi
muoviti lenta
in pagane pose

banchetto da seviziare
in penetranti gemiti
mentre la luna
si piega alla lingua

lame pensiero
straziano cuori
affamati d'amore

adempiendo
allo scroscio
di quel divenire
unica rabbia
fra lenzuola di cupe legioni

t'arrendi languida
al divenire lento
di lente carezze
disciolti freni
crollati muri
nuda essenza
aperta all'amore

sarò l'amplesso di neve
saetta fra le tue cosce
e lingua che satura

io pioggia su te
in gocce di uomo
celebro lento
antichi riti

da spalmare
sui caduchi fianchi
nella gemente oscurità
di un ritaglio di labbra

a gementi tributi
m'inchino denso
affondando in silenzi
colmi di te

Morfea77&impossibile64

Natale 2004

Tutta la famiglia al gran completo: nonni, suoceri, genitori sorelle cognate nipoti, niente pranzo a casa mia, è deciso:

Andiamo al ristorante!

Ci assegnano un tavolo in una posizione che definire infelice è un gran complimento… ad ogni portata, ad ogni passaggio i camerieri, mi sbattono sulla sedia… qualche vassoiata leggera sulla nuca. Ero capotavola, cinque ore di pranzo alla Fantozzi… si alzano tutti… fra una portata e l'altra passa mezz'ora, e un fiume di gente mi sbatte addosso. Se c'è una cosa che odio è che mi vengano addosso.

Un cameriere a mezzo metro da me, fa cadere rovinosamente a terra due flute con il sorbetto al limone, puliscono rapidamente alla ben che meglio... non ne posso più che mi sbattano tutti addosso... tolgo la giacca dalla sedia certa che sarebbe stata  macchiata, sono incavolata nera.

C'è un rompicoglioni sui dieci anni ben tarchiato, che da un'ora e mezza corre avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro. Oltre a sbattere ad ogni passaggio sulla mia sedia, ci si attacca con le mani unte, facendo un saltello.

Gli chiedo gentilmente di sedersi al suo tavolo, ci va, dopo un minuto altre dieci corse con frenata sgommante e saltello sulla mia sedia. I suoi genitori e parenti, seduti sereni chiacchieravano beati in zona tranquilla, laterale, e nessuno di loro si curava del rompicoglioni, tantomeno gli diceva di sedersi.

Ho guardato i miei commensali con occhi insanguinati proferendo queste parole:

<<ADESSO SI FERMA!...>>

Le mie sorelle, capendo la cattiveria che era montata dentro di me, mi hanno detto in coro:

<<NO DAI, MANU!>>

Preghiera

Blog foto: Barcellona (144) 

La mia preghiera
è fatta
di parole mute
di candele accese
di sguardi imploranti.
   
        Le mie mani vuote
        le mie labbra chiuse
        la mia nullità
        è tutta racchiusa
        nel desiderio
        di una serenità
        che non mi appartiene
        ma che desidero
        con tutto il mio esistere.
 
Aspetto inerte
passiva e consapevole
che è qualcosa
di inafferrabile
così come lo è
la certezza.
              Maria Dulbecco

Anniversario

Oggi è una data importante,
mai dimenticata e nel cuore riposta.
Il tempo che passa
per me non ha frontiere
e le gocce d'acqua
della pioggia di oggi
sembrano lacrime
ma sono gocce sincere.
Sorrido guardando un fiore,
non lo colgo e gli lascio la vita,
ma col pensiero
lo poso tra le tue dita.

Franco.

 

 

Dai

Fammi godere
-lei graffia -
e lui l'accontenta,
come può.

Dammi il paradiso
-lei prega-
e lui s'improvvisa
come sa.

Dammi il sogno
-lei implora-
e lui disegna strade,
come dovrebbero essere.

Dammi un dubbio
-lei grida-
e lui ne ha tanti,
come respiri.

Fammi di più
-lei trema-
e lui ci riesce,
come se fosse vero.

....

Avevi detto dobbiamo crescere, dobbiamo affacciarci
con un un lume acceso nella notte a quelle finestre laggiù
saranno svegli di sicuro, i poeti non dormono mai.
Ma questa notte mi sorprende nell’oscurità della mia stanza
non ha petali questo silenzio non è fior di loto né una rosa.
Il mare s’è ritirato verso l’ovest, le sue navi non giungono
più al porto.Questa notte mi trova stanca amica mia,  mentre
il pensiero di te mi tiene sveglia strappandomi le palpebre.

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