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Guillaume Seignac An Afternoon Rest


  Guillaume Seignac An Afternoon Rest
 
 

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transiti

 

scombiniamo i piani, il taglio della siepe
da sinistra a destra, rimbocchiamo il centro
rimbocchiamo le memorie, l’intelletto
vestiamo i nomi, quale sondaggio, illusione stabile
vita da profeta o da strillone
al mercato verso le sette e un quarto

login (su leggi tutto)

lasciamo cadere i nonostante, strada facendo
in pegno al saggio, che tutto basta
tutto avanza di passo in passo, non importa
il gas che manca o una strafottente muffa
a provocare corti alla sua palafitta Leggi tutto »

Tienimi la mano

Tienimi la mano
nelle mie più fredde notti,
quando ormai anche la Luna
è troppo stanca per cullarmi.


Alexis, Sorrow, penne a gel su carta

Alexis
25.09.2009

Paradiso

 

Paradiso

Les Folies de... © princess06 Leggi tutto »

Mia Zigana


* L'immagine è di Tom Palumbo

Mia Zigana Leggi tutto »

Spinta nel dolore

Ti ho regalato un fiore
e l' hai spezzato
uno sguardo
e l hai voltato
sprezzante
 
Cosa hai fatto?
Un taglio di direzione
un fiume hai fermato
le sue acque vaganti
e il percorso  falciato
non un volgersi
alla fine
nè un prendersi
all 'origine
 onde caute
che resistenti
si prendevano
a partecipazione
Ti ho regalato
il cuore del mio petto
il fondo della mia sete

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A cena con Peter

IL vecchio Micheal stava camminando per la strada (…). Si sedette tutto solo in una panchina per parlare con gli uccelli (…) . gli abitanti del sottosuolo comunemente conosciuti da noi mortali come vermi,furono eccitati da questa esperienza musicale e il loro re, che era un bavoso lungo 5 pollici esclamò che quel ticchettio che stavano sentendo non era altro che pioggia (…). Il vecchio Micheal guardò il cielo ed iniziò a fischiettare una melodia (Jerusalem, inno inglese). Il risultato fu stupefacente perché nel linguaggio degli uccelli la canzonetta significava che la cena è pronta!

(Storia dell’Old Micheal di Peter Gabriel da Genesis, Il Fiume Del Costante Cambiamento). 

 

Al preambolo iniziale seguiva il fiirioso canto evocativo di Supper’s ready (Genesis), accompagnato dalla dodici corde ed  i fraseggi pregevoli di pianoforte.

 

La cena è pronta.

A cena con Peter.

Primo: pennette al sugo utopico.

 

Dialoghi scomposti, sproloqui alchemici contornano il pasto.

Una cena psichedelica in cui tutta la realtà si disperde nereggiata da Magog;  empie monadi tinte di rosso vermiglioso.

Ospiti della serata, i sette angeli rivelatori di vizi e virtù.

Bene e Male.

Giusto o Sbagliato.

Chi può dirlo, chi ha, chi ebbe la presunzione di erigerlo a dogma!?

 

Secondo: filetto ai ferri “cultura media”.

 

Il giusto, la morale è una legge astratta impressa nella memoria collettiva.

(Young la chiamerebbe archetipo).

Il giusto fu deciso dai grandi avi mentori del passato nel senso comune ed in nome del senso comune.

Imperituro dura nel tempo coevo.

Il nostro è un patrimonio culturale che non sempre corrisponde a verità  o certezza.

Vi è un divario di idee morali non indifferente in confronto alle altre esistenze conosciute.

Ne sono un esempio le sacralità della vita, il concetto di “dono”.

 

Si prosegue a Willow farm per pregustare il dessert.

 

Peter mi offre un delizioso tiramisù alla crema di mascarpone. Lo assaporo piano, temporeggio.

L’ aria è melodica a Willow farm, ogni cosa animata e non, sembra disegnata su un pentagramma a chiave di violino, di cui Peter e compagni ne sono gli esecutori.

I 7 peccati prendono forma corporea, si distinguono nella partizione in tonalità differenti, come nella Divina prendono forma i dannati logorati dal contrappasso.

In simbiosi io e Peter pensiamo alle dolci terzine del quinto canto.

La consolazione di un abbraccio, non smosso dalla bufera infernale che colpisce pietosamente Paolo e Francesca, ci unisce tenero.

Coronati al capo da petali arancioni,  siamo spettatori  indiscussi della favola esistenziale.

Astanti.

Il dolce accarezza la lingua con fare insidioso lasciando un retrogusto amarognolo sul palato.

È l’ora dell’apocalisse.

Dolce e Amaro, Bene  e Male., c’è sempre un’antitesi.

L’una per convalidare l’esistenza dell’altra.

Mellotrom in crescendo depura i due rifocillanti  con armonia stilnovista, magica e potente quanto i canti orfici.

Innovativa al rinnovo, depuratrice d’impurità.

“Tesoro, indossa la mia collana di perle, il mantello nero non serve più, Magog è andato via perdente. Vieni con me, la cena è terminata”

 

And it's hello babe your supper's waiting for you.
Hey my baby, don't you know our love is true

nota:

Essenziale è comprendere il valore degli oggetti verso cui son dirette le passioni.

La ricerca del senso di un atto compiuto..

"isoformismi"

 

stasera non volo

ma stasera no, non voglio volare
i tetti della città a me sconosciuta
li ho visti e rivisti nelle notti passare
mano per mano con te anima muta

chiunque tu sia non ha importanza
mi attendi ogni notte nel buio profondo
del sonno che arriva nella mia stanza
e mi trascini decisa in un altro mondo Leggi tutto »

peccato

Toulouse  Lautrec Il bacio 

Ci vorrebbe più coraggio.
Ché il destino ha il suo punto debole.
Un giorno mi disse:
"Peccato non poterti addormentare
dopo un letto di baci e molto altro ancora."

Avevo chino il capo

Avevo chino il capo Leggi tutto »

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