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maggio ha il cuore molle

 

Conciami la pelle
del più sottile dei tuoi silenzi
mostrami i punti stretti
il fascinoso socchiudere gli occhi
mentre s'affilano le ombre della sera
quando ripeto sui muri i nostri fiati.

E come dita alla luna appese
schermano vocali tonde e graffi
mentre sul cuore molle
la notte mi singhiozza di vizi
e la serpe mi morde la guancia
piegando la parola sotto le mie ginocchia.

E i denti sanno della nostra fame
del getto d'inchiostro che flette le dita
mentre l'alba trascina maggio
sotto il mio cuscino di spine.

da "Vertigine Scomposte",Ed.Smasher 2009

I frammenti dell'anima



                                                                                     I frammenti dell’anima Leggi tutto »

Non sono

 

Non sono
non sono figlio a nessuno
né padre, fratello, parente
congiunto
 
Forse sono un altro
un per caso
mi guardo attorno
mi chiedo
cosa potrei perforare?
 
Quindi ritorno
allo stretto
nei miei silenzi d'ottone

Possesso

Voglio prendere ti te possesso
come il sole d'estate la zolla
scorpione ipnotico nero
su selce di tempio abbandonato dagli dei
con la forza dell'animale ferito
dei miei colpi inondarti
del caldo di follia delle rocce di deserto
ai sogni delle piste carovaniere
ai profumi dell'erba bagnata
agli ululati del vento della steppa condurti
artigiano d’argilla
sudore di fabbro
impregnarmi
dell'odore arcano dei petali della rosa
che muore in grembo
a un'estasi di terra di tiepido autunno
a voli di rondini in caccia di preda
di arbusti e bacche di nido
di acri succhi e amari.

Vittoria

Vittoria sottesa al tempo veloce azzurro
di freddo nell'anima di vetro.
Lontano un mattino dal giorno
vivi il tempo rarefatto
e vieni tra i miei denti, ragazza.
Al tempo presunto un'aurora dell'anima
un vincente sortilegio antico,
tra le tue valli mi immergo
senza fare figli. Nella seta dell'aria
tutto ricomincia.. E sta infinitamente
il ramo dell'arancio a portatata
della tua affilata mano affiliata
alla duale gioia.l

La pantera

Avanza a passi lenti
la pantera,
si confonde nel buio della notte.
Gli occhi
 - due stelle che splendono
come soli nel cosmo -
penetrano il segreto del mondo,
silenziosamente avvolto
in un manto di giada.

Alexis
7.10.2009

Ci stava fuori un campo di grano

 

Sbatti sbatti la nuca
contro il muro a calce
dondola dondola
sguardo lontano
guarda il cancello
che non si apre
 
pensa e ripensa
a come farai
fiore d' un occhio
quell'altro guercio
 
Ci stava fuori un campo di grano

Il freddo intenso della sera

albero con sole

Quando il respiro sembra poco più
che una lieve inascoltata presenza
di vita e il fragore della città
vicina  si riduce al rumore
del vento seducente che sospira
fra gli alberi, la nostalgia ha il profumo
dell’aria tersa dopo il temporale.
Improvvisa la mente lascia andare
mentre il sole dietro il cavalcavia
pervade violento il cielo d’ottobre
con un bagliore arancio. Allora sento
venire il freddo intenso della sera,
chiudo la porta ai sogni e cerco pace.

spaccati i timpani

E guardarmi
ti spacca i timpani
 
Hai smarrito lo spartito
della mia melodia
Si può impazzire, sai
cercando di ricordare le note
mentre si strimpella una sega

Sonata di ringraziamento per cantanti solisti e abiti in nero – movimento del sol calante


camero, 1968 - cheryl kelley
Scendo nel mondo, ho voglia di commettere un crimine. So che per uno come me il senso della criminalità è essenzialmente un qualcosa che non c’è, ma ho voglia di commettere una buona cattiveria e credo, con lo sforzo del cinico, di riuscirci. Ho provato tutte le mosse davanti ad uno specchio. Ho pianificato tutto per una settimana. Pensieri perfetti per attrezzarmi a cinico e bandito. Una speranza nuova mi ha preso, come l’ansia creatrice di un nuovo giorno. Voglio essere malvagio, ne ho un bisogno quasi estremo. Mi sono serviti, in verità, gli anni di frequentazione dei delinquenti veri. Quando entravo nel carcere, attraversando un portone di acciaio che mi si apriva lentamente, come fosse la montagna di Alì, richiamata a donarmi le meraviglie con una formula magica. Il mio nome e cognome al citofono e il perché di quella visita programmata ormai da cinque anni, ogni settimana, tre volte, ogni volta quattro o cinque ore. E poi le altre porte e le grandi chiavi che le aprivano e le chiudevano e poi il corridoio della scuola e loro, i miei insegnanti in cose delinquenziali.
 

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