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Luna Rossa

Luna Rossa aveva occhi di foglia, labbra di lava, pelle di terra.
Era giovane ed aveva sogni più grandi della luna intera; ad essa si era votata nell'infanzia, da ella il suo nome proveniva.
Il rosso era il fuoco che le divampava dentro, era la luce che accendeva il suo sguardo, fu la fiamma che la strappò via alla vita.

La leggenda del gatto chiamato Notte

Gatto chiamato Notte
Ancora non vi è nessuna storia 'finita' legata a questa mia illustrazione... ma ben presto arriverà!
 
Alexis, La leggenda del gatto chiamato Notte (paticolare), matite e pastelli su carta, 2011
Foto ©Alexis[A.H.V.]

Diarii di un romantico - parte II

Frammento del 18 Gennaio 1809,
Varsavia
 
Oggi scopro che la poesia m'annoia, m'annoia indicibilmente.

Diarii di un romantico - parte I

Varsavia 20 Settembre 1808
 
Ho voglia di leggere un racconto, un bel racconto.
Uno di quelli che ti sconvolgono, che ti fanno sentire piccolo talmente strabiliante è il suo contenuto.

Il tempo della riflessione

Mudjekewis spinge al sonno, quel sonno particolare che in realtà è veglia.
L'alba indugia sul sentiero del sole e non si scorge ancora lì, all'orizzonte. 

Cretto

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Cretto,
come il volto di un adulto
privato di un sogno.
 
Alexis[A.H.V.]
27.06.2011
 
Immagine di ©G.Braccialarghe&co., Cretto Bianco.

La triste storia di Utòpia

Nella città di Utòpia, tutto si svolgeva come sempre.
Ognuno, come un indistinto chiunque, era immerso nelle proprie faccende e non trovava il tempo per un sorriso.

Tanka #2

S'alzano l'albe
su sentieri di grano.
Stelle d'estate.
 
Di notte il vento placa
l'arsura delle genti.
 
Alexis[A.H.V.]
18.06.2011
 

Risveglio

R.Magritte, Le Seize Septembre, 1956
Atmosfera ovattata
da assonnato silenzio.
Movimenti lenti,
a non disturbare il risveglio del giorno
e dei sensi.
Uscire dal guscio,
a nuova vita,
dopo aver salutato il sogno.
 
Alexis[A.H.V.]
21.12.2010
 

Della materia e della sua apparenza

Giorgio Morandi, Natura morta, 1929.
«Rintraccia nel cielo sbiancato il sole d'oro
senza evasioni in una sola metafora.
Guardalo nella sua nudità essenziale
e dì: questo, questo è il centro che cerco.»
 
È lì, immerso in quel cielo plumbeo e solitario e osserva, sonnecchiando, i profili dei passanti.
Sta lì, ignaro della vita che dona, eppure così forte, possente ed onnipotente nella propria incosciente luminescenza.

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