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blog di brunaccio

Presunzione, la mia.

(Monta_le rime.)

mangiatevi "i limoni"
poeti di attrazioni
quel manto di parole scelte
che sembrano emozioni
da tomo in tomo escusse
sanno di vita altra forse celeste
che non è vissuta agreste
dicono in quella lingua
da cerusico certosino
che nobile pura è l'acqua
rozzo plebeo il vino
rimbombano versi lor torri d'avorio
lustri dorati esclusivi cibori
folle entusiaste alla pozione
attingono beate
quasi venissero da ci sa
che grande vate.

Tu ... quella.

certo
tu potresti essere altrove
con la mente nei pensieri veri
mentre io ti percorressi coi sensi
allo spasimo godendo appieno
delle tue bellezze lisce di seta
e mentre il tuo sorriso è altro
potrebbe sembrarmi un assenso
un consenso al piacere che mi
illudessi di darti mentre
solo il mio si spande sensuale
per il tuo corpo statuario
desiderato e neutrale
sognare d'averti coinvolta
forse.
 

Dimenticarsi.

occorresse un anno o cento
cercherei quel posto dove
poggiare il capo e riposare
da questa vita che greve
m'ha tenuto gobbo
ma forse non c'è
un posto così
nella morte è certo
che tutto risolve dilava e
scioglie nella dimenticanza
poiché non credo
ci sarà riposo
se non dimentichi
di esserci o esserci stato.

Quella che scalza

onde di mare cavalcanti
come i miei impulsi
che sempre sormontate
e montate una sull'altra
stendendovi poi sulla riva
datemela quella che scalza
accarezzate alle caviglie
inebriate di profumi salsi
eccitate di pensieri ventosi
di desiderati amplessi
che io la possa vestire
del mio amore del mio desio
insieme bearci ed io
esser ancora vivo.
 

Lei

lei mi prese per mano
mi trasse dall'infanzia
arrugginita che copriva
le mie speranze di essere
e mi portò in quell'estasi
che ognuno spera esserci
in un amplesso d'amore.
come vento forte di mare
per naviganti consumati
mi teneva sveglio desiderarla
notti e giorni a pensarla
e stordirmi nel corpo
per volerla possedere.
ogni tanto peregrino un pensiero
come una brezza lenta di sera
viene la nostalgia di quel tempo
e ogni volta il labbro trema
si fa umido l'occhio
ho palpiti appena scomposti
al rammentare i giorni
quando credetti davvero
d'essere quel che volevo io.

amore in bolle

contieni arcobaleni
fluttuanti per portarli via
saliscendi nella mia vita
come nell'aria calda del meriggio
a spogliarti e rivestirti
di colori e riflessi nuovi
così ti perdo e ti riprendo
e impaziente attendo
che mi sorvoli un'altra volta
un attimo ancora
per cadermi da goccia
sulla bocca.
 

Dita ai pensieri.

 

vorrei aver dita ai pensieri
lunghissime lievissime come
filamenti di medusa marina
per raggiungerti non catturarti
dolcemente avvolgerti avvicinarti
a me che senza te languo d'ansia
tutto il giorno e un poco muoio.

 

 

 

La donna cannone.

lascia che solchi il mare
di epidermide glabra che
chiara copre le tue forme
con la mia chiglia aguzza.
scenderò tra le gonfie onde
dei seni vellutati
fin sul placido morbido ventre.
punterò il timone dritto
verso il gorgo di olezzi muschiati
e traversato il prato di seta
getterò la dura rigida ancora
tra le bianche lisce colonne
nello scaturigine agognato
di ogni beatitudine.
 
 

Timidezza

non arrossire quando ti bacio
ascolta il tuo corpo che brama
viepiù le mie carezze languide
non intimidire il tuo cuore ma
scioglilo che impazzi gioioso
quando il piacere raggiunge
ambiti gelosi predestinati e
cogli le rose dell'amplesso
che seppur vi furono spine a
recintare il campo della vita
nulla ripaga più d'un orgasmo.
 

Chi lascia chi rimane

Sempre chi lascia pare esser
l'obbrobrio e chi resta canta
l'abbandono come reliquia
del suo amore grande
mentre dell'altro non rimane
che l'infamia di non esser stato
adeguato a tanto.
non amasti mai davvero
senza esserlo stata cento volte prima
e non concedi nulla senza esser certa
d'esser prima mille volte desiderata
alzi ognora il prezzo del tuo cuore
ch'è certo prezioso e d'amor bramoso
ma resta sempre solo e tuo soltanto
tanto che lo riprendi in ogni tempo
quando l'altro si accascia ai piè
della storia incapace d'esser più
di come può o superar le prove
che ad ogni passo metti e
s'allontana per non farti male
più di quanto non ne voglia a se
per quel che vale.
 

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