Scritto da © Clivia - Mer, 19/05/2010 - 20:04
Orli di lingue
Ciottoli vegliano ricordi
d'acqua nel deserto.
Su orli di lingue ancora
vive c'è forse un impensato
da stanare.
d'acqua nel deserto.
Su orli di lingue ancora
vive c'è forse un impensato
da stanare.
Fogli e corolle, polline
d'idee e sassi d'ami
infilati su steli di vento.
Il respiro tiene insieme
arabeschi, librandoli d'ali.
d'idee e sassi d'ami
infilati su steli di vento.
Il respiro tiene insieme
arabeschi, librandoli d'ali.
Ogni voce ha denti
per masticare
e fare a pezzi parole,
raccolte e curate
agli angoli della mente
da chi sa ascoltarle.
per masticare
e fare a pezzi parole,
raccolte e curate
agli angoli della mente
da chi sa ascoltarle.
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Scritto da © Clivia - Lun, 17/05/2010 - 00:03
Cieli d'oriente
Scintilli cieli
d’oriente e laghi
assetati di vento,
in questa stanza
dai morbidi fianchi
dove i tuoi occhi
in ascolto
sanno vedermi.
Nascosta dentro
un bisbiglio appena
di fuoco, nel bacio
che scorre la tua voce
abbrividendomi
le labbra socchiuse.
Quando la pelle si fa
vela d’incensi madidi
a solcare gocce
ardenti di sospiri.
Cristalli fondi
d’emozioni cadute
in fondo al labirinto
del cuore reduce,
che scava cunicoli
e palpiti nella notte
in una lenta mescita
di sangue e luce.
Adagiando stille vive
d’amore sul fondale
che giace in noi.
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Scritto da © Clivia - Sab, 17/04/2010 - 00:56
D'aspre gemme
Giallo di foglie cadute
ottobre ha tutto il colore
da stingersi intorno.
ottobre ha tutto il colore
da stingersi intorno.
Nel folto di un sentiero
aperto da un raggio
pungente e caldo di luna.
aperto da un raggio
pungente e caldo di luna.
Occhi rossi di braci
appena dietro il cervello,
e sulla cima del ventre
odoroso di calicantus
pulsa il cuore verde
d'un prato alcova.
appena dietro il cervello,
e sulla cima del ventre
odoroso di calicantus
pulsa il cuore verde
d'un prato alcova.
Lungo le gambe nude
al tepore del fuoco
è sciolta ebbrezza
che ti piovo linfa dentro
questo caleidoscopio vivo
d’aspre gemme amate.
al tepore del fuoco
è sciolta ebbrezza
che ti piovo linfa dentro
questo caleidoscopio vivo
d’aspre gemme amate.
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Scritto da © Clivia - Ven, 05/03/2010 - 00:43
Bosco di luce
Bosco di luce
la neve sopra il muschio,
bacio del gelo.
la neve sopra il muschio,
bacio del gelo.
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Scritto da © Clivia - Mar, 09/02/2010 - 20:35
Calici d'inverno
L’arida terra
beve dalle tue labbra
calici infranti.
beve dalle tue labbra
calici infranti.
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Scritto da © Clivia - Mar, 19/01/2010 - 19:48
Scuro di terra
Il sole brucia ieri
in cenere di vento
fra le ciglia distratte
di chi sbadiglia il cuore
e televisivamente vitreo
d’angoli in maschera
rimbalza finti sorrisi
dal sapore vuoto.
Mentre la notte stinge
l’aria nel vivo di chi
ha perso ogni andare.
in cenere di vento
fra le ciglia distratte
di chi sbadiglia il cuore
e televisivamente vitreo
d’angoli in maschera
rimbalza finti sorrisi
dal sapore vuoto.
Mentre la notte stinge
l’aria nel vivo di chi
ha perso ogni andare.
Solo un po’ di fuoco
ai fianchi ed una croce
nel sangue che spurga
e pesa il suo calvario
celeste di spine dentro
un cielo strappato d’oblio.
Quando ai poveri cristi
resta solo il colore
appassito della terra.
ai fianchi ed una croce
nel sangue che spurga
e pesa il suo calvario
celeste di spine dentro
un cielo strappato d’oblio.
Quando ai poveri cristi
resta solo il colore
appassito della terra.
Fiori sepolti i tuoi occhi
in una tomba di foglie
e una scritta improvvisa
di luna sul muschio.
in una tomba di foglie
e una scritta improvvisa
di luna sul muschio.
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Scritto da © Clivia - Mar, 12/01/2010 - 20:07
Riflessi in noi
Grotte marine
abbrividite dal sole
che bruciando cresce
nel profumo della notte.
Il tuo sguardo piove
tenere gocce smeraldine
su lingue di fuoco vermiglio
da attraversare avvolta
in una tremula vertigine
per arrivarti incontro.
Quando sciolto ogni trucco
fra ciglia bagnate di luna
e sudore mi bisbigli
nei riverberi inestricabili
del cuore un sorriso di baci
oltre il buio in fondo
agli occhi, improvvisi
scrigni riflessi in noi.
abbrividite dal sole
che bruciando cresce
nel profumo della notte.
Il tuo sguardo piove
tenere gocce smeraldine
su lingue di fuoco vermiglio
da attraversare avvolta
in una tremula vertigine
per arrivarti incontro.
Quando sciolto ogni trucco
fra ciglia bagnate di luna
e sudore mi bisbigli
nei riverberi inestricabili
del cuore un sorriso di baci
oltre il buio in fondo
agli occhi, improvvisi
scrigni riflessi in noi.
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Scritto da © Clivia - Dom, 10/01/2010 - 19:34
Sguardo d'infanzia
Due bottoni d’oro
cuciti su una nuvola
di seta corvina.
Piccoli soli intrisi
di luce e agguati
fra gli alberi stenti
sulla riva di ieri.
Ma uscivi per sempre
in quel pomeriggio
estivo che affogava
il suo fuoco celeste
nell'acqua scura.
Svanendo dietro l'angolo
in cerca di un giaciglio
fresco d’edera e ruggine,
dove posare infine
il tuo vecchio sguardo
e indossare due pietre
scavate dai germogli
nella rugiada del mattino.
Dolce Sfinge da guardia
ai miei ricordi d’infanzia.
cuciti su una nuvola
di seta corvina.
Piccoli soli intrisi
di luce e agguati
fra gli alberi stenti
sulla riva di ieri.
Ma uscivi per sempre
in quel pomeriggio
estivo che affogava
il suo fuoco celeste
nell'acqua scura.
Svanendo dietro l'angolo
in cerca di un giaciglio
fresco d’edera e ruggine,
dove posare infine
il tuo vecchio sguardo
e indossare due pietre
scavate dai germogli
nella rugiada del mattino.
Dolce Sfinge da guardia
ai miei ricordi d’infanzia.
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Scritto da © Clivia - Ven, 08/01/2010 - 18:11
Pupille di sogni
Ognuno ha il suo sguardo
da dire e tacere accanto,
espressione lustra
che suggerisce parole
in fruscio di ciglia
al silenzio veggente.
E ognuno ha palpebre
diverse da adagiare
su lacrime d’asfalto
aggrovigliate di strade,
che occhieggiano beffarde
le direzioni mai prese.
Vivendo in un guscio
assediato da folti incubi,
per svegliarsi più in là
dentro pupille di sogni.
Senza muri intorno
né porte, chiavi o soffitti
a guardarci le spalle.
Solo due finestre aperte,
come occhi sinceri
che danno sull’anima.
da dire e tacere accanto,
espressione lustra
che suggerisce parole
in fruscio di ciglia
al silenzio veggente.
E ognuno ha palpebre
diverse da adagiare
su lacrime d’asfalto
aggrovigliate di strade,
che occhieggiano beffarde
le direzioni mai prese.
Vivendo in un guscio
assediato da folti incubi,
per svegliarsi più in là
dentro pupille di sogni.
Senza muri intorno
né porte, chiavi o soffitti
a guardarci le spalle.
Solo due finestre aperte,
come occhi sinceri
che danno sull’anima.
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Concorso fotografico di Rosso Venexiano.
qui il suo blog