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Copertina del Magazine di Natale

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a cura di Anna De Vivo e Immacolata Cassalia

blog di essiamonoi

Nella rete.

i pescherecci attraccati al molo questasera
sono scheletri che l’onda fa dinoccolare
legni dai colori sgargianti erosi dal mare
reti, sartiame e ferro, odore di pece nera
 
ombre riflettono sull’acqua tremolante
gabbiani in lite che volano a bassa quota
li osservo rapito sfiorar le ossa al natante
ma cado nella rete di un’altra notte vuota
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Insonne Onirica Licantropia

 [accecanti riflessi di luce sulle zanne bianche, occhi torvi che guatano come fameliche iene, risate sinistre che intercalano gli ululati alla luna, la forza bestiale dominatrice della notte]
Sì, forse tutto questo potrebbe piacermi -penso- mentre l’assenzio discende sapido e si impadronisce dei miei desideri. Ancora una volta ho spinto troppo in là il gioco. La luna mi guarda basita, mentre il ronzio del rasoio toglie l’ovatta del silenzio dalle orecchie della notte. Tornerò a trovarti Nera Signora, ammirerai affascinata il bianco brillare dei miei denti e non saprai resistere. Il mio bacio siglerà la tua morte. Cin cin.
 
 
 
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Ciecamente.

sono stanco di guardare avanti con gli occhi rivolti al passato
ora guardo nei tuoi occhi il presente e lascio indietro il futuro
 
hanno lo stesso colore di sempre forse solo un po'stanchi
di sorreggere e di medicare l’alternare dei miei sentimenti
 
stanotte ci terremo per mano e faremo l’amore dolcemente
con il cuore rivolto al passato ad occhi chiusi verso il futuro
 
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Buccia.

  
           b
       u
     c
   c
 i
a
il pensiero di te
come un frutto rigoglioso
pendeva dall’albero dei ricordi
l’ho colto e ne ho tolto la buccia
incidendola con la lama del tempo
ma si è afflosciato tra le mie mani
ricordo, avevo divorato la polpa
quando tra noi l’amore era fame
e ho sparso invano i suoi semi
sperando in un’altra fioritura
ma si è riempito di niente
eri un pensiero
 
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Ciak, si gira.

Stasera porto fuori la mia anima
la vestirò con l’abito più bello.
Primavera incalza, il tempo è dolce
è finito l’inverno della solitudine
 
Ho bussato alla porta del cuore
ha regolato i battiti, verrà anche lui.
Indosso la maschera dell’occasione,
la farsa della vita andrà in scena.
 
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Vero o falso?

dipingo, invento, tratteggio, infine scrivo
passato e presente che si confondono
vero e immaginario a volte ironicamente
creato ad arte o vissuto, a voi il giudizio
 
non svelerò il mio essere fino in fondo
ma scriverò di un’altalena di emozioni
di storie vissute, giovani amori perduti
forse veri e sinceri o solamente sognati
 
ma poi, cos’è il falso e dov’è il vero?
 
4.5
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Dolcemente, teneramente, uomo.

 
Ma sì, sono dolce, tenero
così paio e forse è vero
mi emoziono ancora, piango.
 
Quando leggo una poesia
negli occhi della mia donna
ritrovo lo stesso amore
che il tempo non ha consumato.
 
La corazza si è sciolta negli anni
ora sono libero di essere uomo
dolcemente, teneramente, uomo. 
  
(foto da web) 
4.5
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Bastano poche parole.

poche le parole d’amore rimaste sul cuscino
quando il vento dell’odio ha soffiato su di noi
portandosi via gli ultimi sussulti del cuore
 
passato il vento le ho raccolte, messe da parte
per una poesia che come bouquet sul cuscino
saluterà il tuo ritorno e sembreranno nuove
 
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L'eredità dell'arroganza.

Con rapporti prezzolati ho ingravidato la vita
liberando spermatozoi della mia arroganza.
Oggi cresciuti bussano famelici alla mia porta.
 
Ne ho disconosciuto la paternità avvalendomi
del lavoro di un ottimo avvocato: il tempo.
Oramai non ho più denari per fottere la vita.
 
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Testa o croce.

volteggia avvitandosi nell’aria
poi tintinnando rotola sul selciato
si ferma a roteare allegramente
 
e mentre tu aspetti il responso
che avvalli la tua scelta di vita
in bilico sulla costa ti irride
 
e rimane
 
così ti ha fottuto l’esistenza
il capriccio di una moneta puttana
che non ha mai scelto per te  
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Basta una maschera

 
sono stato al trovarobato
con in mano un nuovo copione
 
non c’erano più abiti di scena
per coprire la sconcia nudità
 
ho trovato solo una maschera
 
consumato guitto salirò sul palco
ma sarà una recita senz’anima
 
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Nudità.

ho scritto di me della mia vita
ho messo a nudo la mia anima
scorticandola come una cipolla
pelle dopo pelle strato dopo strato
ho tolto incrostazioni del passato

nudo come un verme al cospetto
di un foglio bianco ormai tiranno
senza abiti di scena da indossare
mentre cala il sipario sulla recita
indosso il freddo e lascio il palco

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Ombre e rintocchi.

troppe notti quaggiù senza la luna
hanno assuefatto al buio i miei occhi
le ombre che spuntano dalla laguna
danzano lievi segnando i rintocchi
 
una mi segue sullo stesso sentiero
lesta si affianca, cammina accanto
muta compagna a te mi racconto
lenisco le doglie di ogni pensiero
 
ascolti in silenzio, adegui il tuo passo
leggero ora affronto il buio qui intorno
del cuore il ritmo tu segui dappresso
aspetto placato che si faccia giorno
 
così ogni notte invocando la luna
racconto alle ombre il mio dolore
con l’alba scompaiono nella laguna
una è rimasta accanto al mio cuore
 
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Un amore da due soldi.

due soldi, due piccole monete
scordate nella tasca
ora riapparse a raccontare
una piccola storia, finita in farsa
 
due soldi, tanto valeva
il nostro amore nato per caso
morto precoce quasi ridendo
non arrivò nemmeno all’occaso
 
due piccole monete
erano il prezzo di un giro in giostra
che non abbiamo mai fatto,
tu preferisti offrirti ad un altro
 
il sole morì che era mezzogiorno
 
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Solitario

Passi strascicati sull’assito della stanza
ti alzi e ti siedi con andirivieni isterico
spegni e accendi le luci sul tuo mondo.
Un giro di carte sancisce la solitudine,
metti in fila le ore, e i semi si confondono.
Ti butti sul letto vinto dalla spossatezza.
Chiudi gli occhi. Dormi? Sogni.
 
Dolce tepore avvolge le tue membra
carezze profumate spalancano abbracci
corri lieve, sospeso come una piuma
plani sul verde fiorito di mille colori.
Un senso di appagamento ti pervade,
improvvisi gli occhi si aprono
e spalancati scrutano avidi il buio.
 
Una lama di luce attraversa la stanza,
tra le carte sparpagliate sul comodino
Joker ti fissa con un ghigno soddisfatto.
Anche stanotte non dormirai.
Chiudi gli occhi, sogna.
 
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ottomarzo duemiladieci

 
perché ingabbiare l’altra metà del cielo?
orrida tentazione che rispunta ogni tanto
mistificazione di libertà a chi porta il velo
ma dietro quelle sbarre si cela il pianto
 
oggi vorrei davvero non essere ipocrita
ammettere gli sbagli, esser progressista
cercare il consenso dichiarando illecita
la discriminazione per mettermi in mostra
 
così per una volta non regalerò mimose
di buone intenzioni si è lastricato invano
coi fiori non si guariscono ferite dolorose
compagne della vita vi stringerò la mano
 
4.666665
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Senza respiro.

Ansimi erranti in libertà vigilata
risuonano tra echi di silenzio ovattato.
 
Parole inutili tra amplessi frettolosi
storie riaffiorano come conati di vomito.
 
Difficile rimettere insieme i cocci
il mastice dell’amore è collante obsoleto.
 
Ci vorrebbe il cuore, ma latita da tempo
e l’anima ha rinnegato ogni sentimento.
 
Ora la solitudine ha significato
se l’amore è vissuto senza respiro
 
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Vorrei.

Vorrei dimenticare, ma non riesco.
Vorrei ricordare, ma non posso.
Vorrei tornare indietro, ma è tardi.
 
Chiudo gli occhi, vorrei sognare.
Sono stato nel suo giardino,
stringo tra le mani un ciuffo d’erba.
 
Ora tutto è possibile.
 
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Era di Marzo.

Era in una giornata come questa
dove la canizie del tempo morente
gelava anche gli ultimi sguardi
e la tramontana come scorpione
avvelenava le attese di tempi migliori.
 
Labbra serrate trattenevano a stento
parole affilate come sicari in attesa
di guadagnare la mercede promessa.
L’addio fu facile, ne bastarono poche
le altre si sciolsero al primo sole.
 
Rimasi lì, statua di ghiaccio e sale
la pelle bluastra a contemplare il delitto
mentre un ultimo refolo spezzava
con una eco di suono metallico
stalattiti cristalline appese alle mie ciglia.
 
Era di marzo.
 
 
5
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Amore tse tse.

te ne vai, ritorni,
voli basso, radente
a volte silenziosa
spesso indisponente
 
come una mosca
entri ed esci dalla mia vita
padrona della mia anima
presenza non gradita
 
con fare indisponente
decidi tu i percorsi
sei solo un po’ noiosa
gli amori son trascorsi
 
ormai ho deciso
ne ho piene le tasche
il cuore hai deluso
userò lo scacciamosche
 
2.333335
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