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blog di Ezio Falcomer

Che la poesia

Che la poesia
non abbia troppe parole
né troppi patemi.
Non s'immischi
in problemi
astrusi.
Non usi
parole abusate

Quando morirò sarò ottimista

Quando morirò sarò ottimista,
la fatica sarà finita
e la maschera caduta.
La febbre sarà scesa
e la nave sarà partita.

Balla questo lento

Balla questo lento
di una sera di sabato,
lava via il marcio
che c'è ancora nella mia tristezza.
Balla, sapiente di cose rare,

Ad alzarmi dal letto

Ad alzarmi dal letto
ho l'anima e il culo pesanti.
Non ho molto a che fare con la vita.
La mattina entro nel mondo rasente i muri.
 

Riccioli salati di mais

Riccioli salati di mais,
scarpe da corsa puzzolenti,
bacchiche strade di ladroni alla guida.
Com'è che mi esplode questa

I libri hanno un odore

I libri hanno un odore,
un odore... di sesso mummificato,
di tenera pazzia,
di aspirazione all'immortalità.
Di carta moribonda,

Dimmi la nebbia che c'è

Dimmi la nebbia che c'è 
al di là della luna. 
I segreti al chiarore 
di pennelli avvelenati. 

Grazie di avermi tenuto in vita

Grazie di avermi tenuto in vita, finora.
In questo fiume del tempo
di malattia e selezione darwiniana,
su questi prati di scandaloso riposo.

Non ho più nulla di mio

Non ho più nulla di mio,
di veramente mio.
Tutto mi scorre tra le mani,
come prestito temporaneo.
E l'insoddisfazione,
come stella del giorno,

Seducimi

Seducimi. Ti regalerò cornamuse
e scampoli di tv domenicale.
Ti narrerò storie brevi, di due righe.
Magari del vino. Magari del caffè.

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