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blog di Francesco Paolo

Vero amore

Ed io ti vedo abbracciata ad un altro con il cuore che mi piange e gli occhi rossi che si stringono nel buio. Tu balli lasciandoti andare dalla musica e da quei sussurri che non possono restar sempre vuoti; io invece resto lasciandomi andare a nostalgico e sofferto pensiero! Vi sfiorate, vi sentite, vi unite, percepite il tepore dell’uno con l’altro, siete corpi avvolti nel manto dei sensi, accendete le luci delle vostre anime come lampade solitarie della notte. Nella modulazione del ritmo anche il vostro respiro intona e svuota l’intorno. Siete soli, tu lui e l’idea che il ballo imposta liberando le più acute delle emozioni scambiate nella suadente assonanza delle figure. Ed io ti vedo abbracciata a lui come diva scesa dal cielo per raccogliere e rapire il reale, come fata che si spoglia della sua magia e la dona all’altro nel tuo abbraccio.
Ma la mente non sempre segue il cuore e nella sofferenza anch’io intono l’altra parte di me che ti comprende e in fine ti assolve…
Se il tuo amore per me si sciogliesse al tepore delle parole di cuore dell’altro, io non avrò più speranza d’amarti come quei giorni di sogno, ma nell’assoluto silenzio sempre e per sempre, continuerò ad amarti perché un amore vero non può mai essere sepolto!
 

(tratto da romanzo: "Amanti leggeri")

Sono solo

 
Vorrei bussare a tutte le porte del mondo e dire:
“sono solo e cerco un amico”
ma tutte le porte del mondo
non hanno nome e
nessuna di tutte le porte del mondo
si aprirà mai!
 
 

Ti Amo

 

È tanto che non ti scrivo e non voglio perdere quella che non è abitudine ma puro bisogno! T’immagino sempre come desidero. Ti sento stringerti forte tra le mie braccia e sai con quanta delicatezza e leggerezza. E così sarei anche in quel giorno che al momento è solo in cielo! Potesse quel vento del mistero che non ha nome unirci come due luci di stelle che non perdono mai il loro bagliore se riflesse l’una nell’altra. Com’è tenue il mio pensiero, quasi mi addormenta ripensando al tepore della tua morbida pelle e quasi svengo al rifugiarmi sotto il tuo corpo dolce divino. Sollevo la mia mano con la potenza che sento nel cuore e ti raggiungo incurante della distanza assassina che ci divide. Giunge così una mia carezza sul tuo bellissimo viso, su quegli occhi di luna e su quelle labbra dal sorriso di sole. La dissonanza non abita nel tuo corpo, sento, vedo e percepisco ancora nel mio incancellabile ricordo, il suo canto eterno e suadente, liberatorio e seducente, esteso e latore d’infinita gioia. Il suo gusto è ancora presente nel palato dell’anima, nessun motivo ha mai variato quel sapore che mi ha nutrito e che mi nutre ancora: vivo per suo sostegno, vivo per sua vita in me! Che questo mio amore possa esserti da guida e cancellare le innumerevoli ombre e l’insidioso buio e l’insulto perenne all’agguato, cacciare ogni sofferenza dall’uscio del tuo cuore, bruciare tutta l’erba orticante prima ancora che dalla terra germogli, ridarti l’amore pari all’amore che in me per te solo io sento.

La pioggia

 

Mi offro nudo per la gioia
dell’anima e della pelle
sotto la pioggia che sa di lasciarmi addosso
la parte di cielo che non posso toccare .
Nella stanza del mondo
a pochi sfugge la freschezza
delle sue gocce
ma molti si bagnano la lingua
assetati nei pozzi fangosi.
Di tanta pioggia
molta
senza perdono e spietata
giunge al mare neppure toccata!

Ma sempre ti amo!

 

Non chiamarmi amico, non chiamarmi amore, ma non chiamarmi neppure nessuno perché ho legame fondato con te sulla vittoria della vita e non sulla scomparsa della memoria avvalendosi della distanza che ci divide. I battiti del mio cuore sono d’ascolto oltre ogni spazio e giungono anche al tuo udito pur se adesso giri le spalle per quel dolore che non ti abbandona! Io lo so, lo comprendo e nel sentirlo con te soffro. Perdonami, dolce fata, per le parole che non so più dire e per quelle che invece dico fuori luogo. Prendi dalla tua mente le visioni che stanno svanendo e fanne baluardo di ciò che è stato perché tu possa essere per sempre a me vicina. Il mistero che un giorno ha consegnato il suo svelare ai nostri sogni, ai nostri desideri, ai nostri corpi, non ha mai lasciato la sua parte migliore nei nostri cuori. L’indifferenza è momento breve di passaggio tra pochi sorrisi e molti strazi. Esalta i sorrisi e conservi l’indifferenza per tutto il resto! Io sono nell’esaltazione dei sorrisi, in quelli in cui ho specchiato la mia emozione di uomo come mai a nessuno è stato concesso prima e non lo chiamo amore per non oppormi al tuo volere, ma è amore, unico, vero ed eterno.  
 

(Tratto dal romanzo "Amanti leggeri")

Sono figlio del mare

Con le gambe nella sabbia attendo che un’onda più lunga mi bagni. Respiro profondamente quest’aria di mare che ancora conserva il profumo ed il tepore del sole. L’orizzonte, perso il rosso, si concede al cielo e lascia la sua linea di confine. Alcune barche da pesca lentamente svaniscono nella sperduta distesa verso l’ignoto. Il vento scende e come seguace compagno della luce, dolcemente cade. L’aria umida sale ed ogni cosa lontana vibra come vista filtrata da un trasparente velo di vetro. Il silenzio s’impossessa dell’intorno e una misteriosa quiete aleggia nell’aria e porta pace. Avrò ancora tempo di star fermo su questa spiaggia per godermi questi momenti, qui sono nato e qui vorrei restar per sempre! Questo mare lo amo tanto, anche se non ha più adesso l’onda per bagnarmi come una volta. La sua distesa immobile è pari al livello del mio sguardo, mentre mi sdraio sulla sua dolce sabbia. Alla mia vista appare come unico filo sottile, come fosse una pagina della mia vita guardata dal bordo all’altezza degli occhi! Anch’io in questa posizione sono come specchio inclinato e guardato dal suo occhio esteso. Qui la mia figura perde contorno e contenuto, ma l’essenza resta! Anch’io, trovandomi nella stessa sua stessa condizione, sulla sua stessa prospettiva, sulla sua stessa linea, sono pari al suo livello e sopporto il peso dell’aria che mi comprime e mi appiattisce ma d’aria ancora vivo. Non perdo facoltà di percezioni nell’immensità di questo spazio, non mi addormento al giungere del buio, altri pensieri sono in attesa d’esame che solo adesso può giungere illeso. Penso all’insignificante utilità che rappresenta il mio corpo in questo momento e allora, un desiderio forte incontrastato mi assale.

Tratto dal mio romanzo: “Amanti leggeri”

Io non ho nulla di cui rimproverami né mai mi sognerei di averne alcuni nei tuoi confronti eccetto quel modo di straziarti che non posso, da essere umano prima e da uomo che ti ama dopo, accettare pur essendo nella condizione di non “vedente”. Il morso della fame per l’assenza mi tormenta, mi consegna all’ignoto e mi conduce spesso verso un cammino buio e senza ritorno. La mente mi abbandona, naviga nell’incomprensione o rifiuta il vero capire. Sono colpito da profonda e disperata solitudine, sono assente dal mondo e dalla vita. Ma sono parole, nei momenti brevi di riflessione quasi mi appare tutto chiaro, quasi capisco e rinnego le sensazioni dell’immediato per dar spazio a definite e nitide spiegazioni. Tu, nella sofferenza, hai genialità di condurmi, con il tuo modo di fare giustificato ed apparentemente folle, al mondo crudele ma reale, di aprirmi gli occhi, di separarmi dall’illusione e dalla fantasia di momenti comunque vissuti per rientrare in una realtà che non si può rifiutare: uno stato attuale inconfutabile. Al supplizio dovrei imporre la convinzione pacata del non ritorno al passato, del non pensare più ad esso, del non più come prima, del “non più nulla e motivo d’essere” e sentirmi a te legato. Ciò non toglie che desiderio è di condurti anche avessimo cent’anni, dove il sogno potrà divenire reale come già accaduto!  

I bambini non si toccano

I bambini non si toccano,
sono l’anima del mondo
portano gli occhi, il cuore, la parola
del primo uomo sulla terra.
I bambini non si toccano
si accarezzano, si giocano, si baciano,
ma non si toccano!
Guai alle mani di chi non li ama
di chi segue cattivi pensieri  
di chi segue demoniaci progetti.
I bambini sono figli di tutti
vanno amati oltre sentimento
vanno amati più della nostra stessa carne
e nessuno può toccare la carne
nata dal cielo
e plasmata da Dio.

Il tempo

 
Il tempo non ha pensiero
non ha coscienza
porta l’infinito di ieri e di domani in noi
con molteplici vite,
non si consuma, non ha sussulti,
né orbita o delinea quiete e tempeste.
Il tempo non abita, non evolve e non scompare,
si vede, si sente ma nessuno lo conosce.
Il tempo si alimenta mutando la nostra pelle,
si nutre di noi nel cielo e nella terra
ed oltre l’ultimo grido
si confonde nell’anima e si perde.
Spesso ci ritroviamo
seduti sulla sua strada vestita di stenti
portiamo il suo nome come
eterni lodanti d’illusioni e sogni.
La sua cadenza è persa
ma diverso potrei godermi
il suo tempo
se lei che amo lasciasse il suo corpo
e mai più da me fuggisse.

Sempre ti amo

 
I mie occhi non hanno visione
se non del tuo volto
nulla mi distoglie dallo sguardo
nulla mi ferma dal condurlo nella mia solitudine.
Tu non hai più il tepore della mia carezza
come quando dormivo sul tuo seno,
il gioioso passo di corsa verso il giardino di rose
o verso l’unica casa dipinta di oro
quando portavo la tua mano nella mia.
Adesso tutto è intenso nel solo ricordo,
il pensiero è nell’unica speranza
d’incontrarti ancora.
Muoio se non credessi d’amarti anche nel sogno,
vado in cielo sollevando con questi miei occhi
la sola immagine del tuo splendido corpo.
Immobile e vera è l’idea di come ti conosco,
di come ti prendo e di come nel cuore ti porto.
Non sentire solo il suono della mia voce,
ascolta la pacata dolce musica dell’anima,
non lasciala fuori dalla dimora per l’infausto evento
portala sulla via dell’invisibile che porta alla tua vita.
Per dono divino io ti confido d’amarti in eterno.

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