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blog di Ladybea48



Devil

( disegno mio)
 
Egli le cingeva i fianchi delicati come petali di rosa lasciandole sulla carne i segni indelebili delle sue dita e sussurrandole all’orecchio parole suadenti che Ella non udiva, presa com’era nella passione del momento. Leggi tutto »


Demone tentatore

Cavalco l'onda del piacere
con te mio Demone tentatore.
Voglio dannarmi e peccare
trasformando il corpo, il tuo e il mio
in strumenti di sublime
accecante desiderio.

Con te mio Demonio
ogni notte assaporo
baci di fuoco
e bevo il tuo respiro
qual veleno delizioso.
Tirando i fili della bramosia
sacrifico i seni
alla tue avide carezze
mentre tu, riversi litanie
nella mia assetata bocca.

Affondati tra i cuscini dell'oblio,
noi testardi peccatori,
scenderemo all'inferno
oltre l'orizzonte del male,
cavalcando per sempre
l'onda perversa del piacere.


Io come sto?

<< Io come sto?>>
E dovrei anche darti una risposta, non lo vedi da te come sto! Sto qui e basta.
E poi scusa, come hai fatto a vedermi? Sei l'unico sai. Sono anni ormai che mi aggiro per queste stanze, incontro persone che mi passano accanto e non mi vedono per niente. Non sentono i miei richiami. Io parlo, parlo ma nessuno mi ascolta, nessuno che si degni darmi una risposta, un saluto. Mi sento alla stregua di un mobile sempre pronto all'uso o l'uomo ombra, che dico invisibile, trasparente, un'alieno insomma.
Invece sono sempre io ma allo stesso tempo non lo sono.
Guardo, sento, ascolto, anche se rispondo a un quesito che in quel momento viene posto da qualcuno a me vicino, la mia voce non ha consistenza, non arriva da nessuna parte, nessun orecchio la percepisce.
So cosa pensi, ti chiedi cosa faccio ancora qui, ecco me lo chiedo anch'io e finalmente ho capito che questa non è più aria per me perciò è meglio che tolga il disturbo e scompaia forse, dopo, starò meglio.


Le tue mani

Non è il vento
a spettinar la gonna,
ma le mani tue audaci.
Non è il vento
a scatenare brividi,
ma il planare leggero
delle labbra sul collo.
Danza, sinuosa
la tua bocca sulla pelle
accendendo il fuoco.
E' terra fertile di passione
il mio corpo al tuo tocco,
a lui soltanto m'affido,
cedo e m'abbandono.


Noi

Noi
Sotto un cappello
grondante di pioggia
gli sguardi radicati,
il cuore,
una pompa idraulica
impazzita.
Di lampi d’amore
lividi.
 
 


Giungi a lui

Vai mio cuore
oltre il mare,
vola su deserti
di sabbia bionda,
giungi a lui
cuore mio
lungo le strade
lastricate di stelle.
 
Giungi a lui
prima che sbiadisca
la luna
a te affido le note
del mio malinconico
canto. 
 
Giungi a lui
cuore mio
con lento sussurro
tra rami unti
dal vento vai, corri
e digli quanto l’amo.
 
 


Là dove

 
Là giù in fondo, dove il cielo
si incontra con il mare
e con un lungo abbraccio
si uniscono,
là dove una sola linea appare
dove il tutto si congiunge
e un unico velo si distende,
là giù in fondo, all’orizzonte,
tra la spuma che danza
e lo sciabordio gorgogliante
delle onde,
al riverbero del tramonto
ogni cosa risplende.
Là dove l’aria sospira
e di cento, mille profumi
s’arricchisce,
là dove i gabbiani stanchi
vanno a dormire,
là dove la notte ed il giorno
s’avvinghiano in passionali amplessi,
mentre il mare s’addormenta
e la luna irradia la sua
pallida luce,
là dove le stelle
sfavillano nel soffice manto
e Zefiro intona il suo
armonioso canto,
si laggiù, là in fondo,
dove le illusioni ed i sogni si dissolvono
e per magia tutti i desideri s’avverano,
dove nuovi misteri nascono
e i sentimenti più non si nascondono,
là, le anime innocenti
degli amanti di oggi e di ieri
per sempre si uniscono
per cantare l’eterno inno d’amore
là giù in fondo, all’orizzonte.



Parole

Quelle giuste o già usate
avvolgile in carta dorata
e riponile nei cassetti della memoria,
arriverà il momento,
ti prenderà la voglia
di soppesarle, gustarle, succhiarle
come fossero caramelle
o di offrirle a chi
non ne ha più.
 
 



Ammasso le parole

Nel sacco ammasso tutte
le mie parole mute,
abbandono per sempre
e senza alcun rimpianto
il vicolo cieco che fin’ora
ho abitato.
Attraverso il ponte,
verso un nuovo confine,
ricco di lande verdi e profumate.
Nei prati seminerò
le mie parole,
rigogliose fioriranno
nella più bella stagione,
e ci sarà, forse, chi
 raccogliendole le potrà udire.
 



Chiudo la porta

Spento ogni lume
zittito ogni clamore
chiudo l’uscio e del silenzio
esigo godere.
Nella stanza sola
pretendo rimanere per
spogliarmi dell’abito
della vecchia me stessa
e ricoprirmi con le sete
del mio nuovo io.
Fuori dalla porta sprangherò
ogni turpe pensiero
o stupida illusione.
Disseterò la mente
con l’acqua di nuovi
desideri,
attenderò che l’alba
arrivi e che la luce
mi illumini di giovani
speranze.



Ieri, oggi, domani

 
E’ oggi
che ci diremo,
non domani,
non ieri,
ma oggi, ci ruberemo
tutti i sospiri.
 
Era ieri,
vuoti di pensieri
correvamo sui prati.
E’ già domani,
e le nuvole
s’addensano sui pini.
 

 



Anima perduta

Le mei unghie grattano
i muri scrostati dell'anima
alla disperata ricerca
di uno spiraglio di luce.
La mente s'è persa
per strade impercorribili.
Il corpo sospeso, sempre in bilico
su strapiombi profondi.
Questa stanza ha pareti
che si stringono
e l'aria che respiro
mi strozza la gola.
Non è un letto di rose
dove poso le membra,
ma una gabbia con grosse sbarre
provvista di spesse catene.
Intorno a me
non più canti sento
ma grida strazianti
che bucano le ossa.
E' il buio che mi circonda,
è il silenzio che mi annienta.
Sono alieno in questo mondo
che non riconosco.


scritta dopo aver visto il video: Nell'Inferno delle anime perdute.


Sasso

Un sasso non è
un vuoto a perdere.
Magari levigato, smussato,
sbiadito,
corroso dall’acqua
e dal tempo,
ma l’anima che racchiude
per sempre rimane.


Il mio arcobaleno

Di tutti i colori che dipingono il mondo
non c'è nessuno che si adatti a te.
Tu sei uno e tutti,
sei l'arcobaleno che trasforma
la goccia di pioggia
in un sfavillante gioiello.
Tu sei del rosso la passione,
del viola la forza,
la profondità dell'azzurro,
rosa è la tenerezza,
si veste di giallo l'allegria
mentre verde è la fermezza,
tutta bianca quella punta di dolce ingenuità.
Ci sono tanti altri colori
che di elencare proprio non voglio,
il nero poi, così cupo
lo butto via perché non fa per te.


Polvere

D’impalpabile polvere,
cipria di pensieri
brulicante di pagliuzze d’oro
gli occhi.
Sulle ciglia socchiuse
dondolano il rosa del sonno
e l’azzurro del risveglio.
Danzano gli argenti
nei capelli.
Di purpurei sospiri
si tinge la tua bocca,
mentre di verde acceso,
la speme, t’accarezza
scherzando giocosa
coi tuoi deliziosi sorrisi.

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