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blog di MaLaLingua



ogni giorno

Si dissolvono
 i contorni dell'estate
Non piove da mesi.
Sul mio volto, invece, Leggi tutto »


quando mi baci

 
Quanto mi baci
quando mi baci
e come e dove
io
non lo so dire
ma ti dono il mio tempo liquido
e tu lo bevi
tutto d'un fiato


macramè



Stride tutta questa bellezza,
la mia (mi dicono),
mentre increspo le labbra
e regalo sorrisi al mondo
come quelle bambole
che si mettevano al centro del letto.

E' che,
se solo me l'avessero detto,
avrei fatto attenzione mentre
di rosso smaltavo le unghie
Invece sbavai.
Sembra sangue rappreso
su intreccio di radici e vene
Macramè d'altri tempi tra le mie dita.


cani salterini


Dietro ogni cosa non fatta c'è un rischio non corso.
Un orizzonte perso.
Il timore che ha impedito di andare oltre.
Oltre.
In uno dei tanti mondi possibili.
Gesti mancati, mine inesplose.
Per rimanere illesi.
Per cautela o paura.
Meglio tranquillità e catena.
Come quei cani salterini del circo.
Sempre lo stesso numero.
Sempre lo stesso percorso.
Girogirotondo.

La privazione imposta al cuore si mischierà alla bile.
Arriverà il momento dell'esplosione.
Sarà come un rutto da tapparsi le orecchie.
Io intanto sarò altrove.



a schizzi e a spruzzi

Sveli,
ancora una volta,
nell' eccesso dei  gesti
i frammenti di un antico canto.
Decifro a stento
le tue contraddizioni e
guardo oltre la calma delle onde
che si confonde con la nebbia
 da lì,
proprio da quel centro,
risorge la brama
a schizzi e a spruzzi
mentre, invano, ti fai ombrello di te stesso.
L'attesa si fa sussulto
imprigiona e tutto sovrasta
Tutto è blu come i tuoi occhi.
Troppo lucidi per mentire.
 


a strappi

Vorrei rinascere
nell'attimo esatto
del tuo ultimo bacio
che era ancora inverno
Perchè ora il mio sangue è polline
e non so più scrivere
nè respirare amore
ma solo tossire a strappi
 


rinascita

G.Klimt - Veritas
 
 
Stipo
sottopelle
odori colori  pene
e mi riempio
allargando le maglie del tempo
Sono gravida di luce.
L' esplosione
avrà odore soave di vita
 
 
 


cercatori di coralli

 
I banditi sbarbati
quelli  pivelli, come me,
si spaccano di ferite lancinanti
per sentirsi vivi
e si illudono
che crescano coralli sotto gli alberi
o fragole in fondo al mare
Sudano e nemmeno godono
bevendosi l'impossibile
finchè la nube svapora
rimpicciolendo tutto
A mani rotte, si torna a bordo
 dalla stiva, sale odore stantio
di rancio e rape senza sangue
e non resta che intonare allegramente
un acustico addio
 
 
 
 


haiku?

 
alba torrenziale
eccesso di nuvole
stropiccìo di volti
 


quello che

il tempo non ha occhi
nè spalle
va
non ha nemmeno tempo
per voltarsi a guardare
quello che
sarebbe potuto accadere
se

 


Quel teschio anch'esso un tempo ebbe una lingua

 
Amaro è il ricordo
l'epilogo
la chiusa di una porta
Poi mi diranno
non ci pensare
è ormai un vagito lontano
di tenerezza andata
e forse avranno ragione
Chè un amore che muore
fa un rumore rugoso
come teschio che sfarina
 impastando la  lingua
 di polvere condensata
in uno sputo amaro
 


io sto

 
amore io tremo
ma non ho paura
io resto
anche ora
che tutto combacia e si rompe
e mi sento un ulivo
in un anfiteatro
anche ora
che il vento mi sbatte
e polvere rossa negli occhi
io sto
dare è un verbo che conosco bene
avere devo ancora coniugarlo
 
 
 
 
 


il pagliaccio

Gli occhi acquistano lucidità
E non sono lacrime
Lei finalmente vede
Il trucco  disfatto
Il rimmel sbrodato
I lustrini opachi
Lui ora le sembra
una vecchia puttana in disuso
Un pagliaccio solo
che piange sotto il tendone
Quella spettatrice non c'è più
l'ha vista andar via
Sbadigliava
Lui piangerà tanto
Avrebbe dovuto cambiare copione
Riuscire a strapparle ancora un sorriso
Gli applausi non si pretendono
Si meritano


in potenza

quanti amori in potenza
non vissuti
per orgoglio o paura
arrotondati
per difetto o eccesso
risultati eccellenti
equazioni imperfette


scritta il 18/03/2008
 


sarò punita

Per colpe, non mie, sarò punita.
Un prezzo altissimo.
Le tue labbra.
Un valore inestimabile .
Era questo lo scotto da pagare?
Se penso che potrei non baciarti più
mi sento già morta.
 
Mi stanno scomponendo le ossa
ad una ad una.
Sezionando.
Con sandali da francescano
sto scendendo
lentamente
all'inferno
e sotto questa pioggia di cenere
sento lamenti e fiamme
come alghe sulla carne viva
 
Nemmeno la mente più perversa
avrebbe potuto architettare un simile supplizio

 
 

 

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