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Copertina del Magazine di Natale

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a cura di Anna De Vivo e Immacolata Cassalia

blog di Manuela

Cose Così [alle scosse e ai fulmini del tuo tuonarmi]

Scendo precipitosa una scala di marmo, sciolti i sandali, il freddo sulla pianta del piede. M'intingo del blu delle pareti, sciolgo i fiocchi ai pacchetti sulle nicchie nel muro. Sa di primavera ed è già estate, quest'arietta tiepida che muove le gonne, scondinzola sulle caviglie scoperte, porta a passeggio il quotidiano ai marciapiedi. Mi sei nelle ossa e sorrido, scema, all'orizzonte finito dell'androne. Bella la tua bocca, srotolo un accenno di sorriso fra me, nel momento in cui scoppiano i vetri poco dopo che i miei pensieri li hanno attraversati. Se pensassi di lasciarmi, quattro di quei triangoli imperfetti, si pianterebbero al petto, tutto il grigio esistente entrerebbe dentro le vie del sangue. Sono esagerata di mio, lo vedi da come ti scrivo l'amore ai frutti di bosco. In due minuti, senza pensare troppo.

Mai questi pensieri,
                    mai dolore provocato.

                                                           Mai senza te.

                Alle scosse e ai fulmini del tuo tuonarmi.

Manuela

Luciano Pavarotti - Notte*

5
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Viaggiatori 5

Mi assassina il secondo giorno muto, spengo le ore, vado a tentoni bendata, non vedo i colori, non sento. Ho pensieri verde scuro, così come le foglie delle fragole abbandonate sul piattino. Spero in un pensiero fruttato che rimbocchi le mie federe di dolcezze. E mi concentro sui sorrisi degli altri.
                 Reagire.                            
Non morire.   
 
 
 
                          
Amare.
 
 
 
 
All'infinito.
 
 
 
Disegno giardini e creo accordi rossorosarosso, gomma pane sulle malinconie, sui lividi invisibili da fuori.
Le tue mani sono calde, le ho sul viso e sui fianchi. Le ho e tanto basta.
 
Cos'ha il tuo cuore ch'esplode in scintille, ed ognuna mi arriva e m'accende? Cos'hai tu che rallenti di sorrisi, quest'ansia soffocante?

Rilanci di parole del tardo pomeriggio, il vocio, il cinguettare, il corteggiamento.

Cotoni le nuvole,
                             fammele vedere coi tuoi occhi.
Ponile appena sotto i nostri passi.
                             Dimmele.

Le stesse parole, galleggiano su tutte le altre, fanno il giro ed atterrano impavide. Te le devo dire. Te le voglio dire.

Amore mio, mio unico

Amore.

Manuela

 
 
opera di Schiele
 
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4.75
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Cose Così [dalle caviglie alle ginocchia]

Qualcosa in effetti, potremmo fare, tra i ventagli d'anima delle spighe gialle, piegate al caldo della stagione aranciata, dove andranno le libellule, andremo noi a tenerci le mani sul viso e nelle mani.
 
Partire.                Andare.                   Dove?
 
Spruzzano cascate dalle caviglie alle ginocchia (nel nonsense tutto è possibile), e crescono i capelli intrecciati ai lamponi, in alto, come rami a riempire d'ombra fresca spazi e non spazi.
Vuoti.
 
Gli occhi tuoi son stelle accese, verdegialloverde in alternanza.
Ora
che mi piego e mi rialzi, di un sorriso solo tuo che stordisce, sfilo il tuo dito dalle labbra e le riempio in un secondo.
Di saliva, di lingua.
 
Manuela

Messaggio d' Amore - Mina e Celentano

3.5
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Cose Così [in un pensiero]

Così t'invento,
ti rivedo a stringerci nelle spalle dentro le ore, e inizio a respirare allegra, a farmi strada muovendo avanti le mani, a togliere le nebbie che m'impediscono di vederti ancor lontano.
Sono gli anni a scavare i visi ai lati delle bocche, mi dici le tristezze, foglie di carne, rossi di tulipano sul fondo del pozzo ad attenuare le cadute.
Non ci pensavo prima.
Amaranto questo battito che accelera e mi scuote vivo, già come bolla, sospesa in un pensiero o fra altre mille uguali, nel lavello in cucina sui piatti ad annegare.
Di cenere il trucco sulle palpebre, sugli zigomi e sulle impronte, il rosa carnicino è alito dolce, sapore amato.
[Distese bianche e gli occhi del sole su me]
Manuela
4
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[renga]

Incendia i sensi
sapore tra le pieghe
profuma il viso

Io voglio la tua bocca
e i tuoi pensieri, tutti

Pioggia d’incenso
ora affonda la lingua
vorace e oscena

In ginocchio adorante
sei vento sulla brace

Manuela
[érotique-renga]

5
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Cose Così [il sogno]

Nell'età in cui ripiego gli aquiloni, salto da una foglia di ninfea all'altra e provo ad arrivarti.
E' un lago fermo quello dei miei giorni, scacco verde rame, tra canne di palude.
Un tango figurato, senza musica dunque, il ballo a sera.

Boccheggio nel sogno in cui tu non sei ed io sono come ti sento. Non leggo il senso, di tre locali chiusi, di queste mie lacrime facili, fragili.

Soffia alla campagna ondata, vento e spettina. Scarnisce il vetro nell'occhio, il male dentro a satollarsi.

Ho la tua voce a farsi sciarpa bianca, strada in discesa al centro della schiena.

[con te sembra di stare sopra un'altalena,
ma forse va bene così]

Manuela

 

4.75
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Viaggiatori 4

Io l'ho visto il suo cuore, un momento in cui gli ho attraversato lo sguardo, in uno dei suoi momenti da piangere, quando qualche pensiero l'ha disarmato, spogliato, nudo senza difese alla malinconia.
Lui si riveste subito, ché un Uomo non può essere tenero, i lupi se lo mangiano, ho pensato che era un bambino, le ginocchia sbucciate nascoste nei pantaloni, tanta voglia di giocarsi la vita. Ho visto il suo cuore quando me l'ha aperto del tutto, ed ho potuto avvolgermi d'amore, il mio più grande amore. Ho visto il suo cuore nel momento esatto in cui l'ho sentito perduto, disabituato alla dolcezza, arrendersi poco a poco, poggiare alla parete le lance e portarmi fiori alle labbra, con le sue. Parole indispensabili, silenzi. E' come se l'avessi sempre amato, sempre saputo, ogni suo gesto, ogni desiderio, interpretato io. Lui ha visto il mio cuore, lo tiene con entrambe le mani, per non farlo cadere. Ché il mio cuore è un macigno e pesa di amarezze stratificate. Lui legge, il mio cuore senza fiato, poggiandoci le dita lo fa tremare d'amore incontenibile.
Manuela
 


[così la neve scende sull'inferno, non mi lasciare
non posso privarmi di te] Mina - Grande Amore

 
 
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5
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Tavolo per due, tondo, senza spigoli

4.5
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Viaggiatori 3

Ecco il vuoto, mi si para innanzi, non lo so evitare. C'è roccia liscia e poco verde, manca la presa, precipiterò.
L'ansia
toglie la lucidità, in questi momenti servirebbe.
 
S'inerpica lo sconforto come uno stomaco in gola, su o giù di lì.
 
[Liane
cercai dove appendere figure plastiche,
tutta un'esistenza
di bambole e di alberi di Natale
accesi].
 
Inutilità di me.
 
Confusione
di gente di corsa sui treni in ritardo.
 
Rumore
di voce metallica, sopra un paio di coperte a terra.
 
Negli angoli
della mia esistenza c'è troppo spazio.
 
Cammino
senza guardare dove.
 
Al freddo
distesa.
 
Solitudine
fammi compagnia in questo strazio chiamato vita.
 
Non vedo nessuno,
nemmeno chi si sposta dall'odore di mani tremanti.
 
Attesa,
in uno spicchio di stazione quasi casa,
il posto
per morire in pace.
 
Manuela

Clochard di CharlesBlackman
 
Stazione FS di Venezia Mestre, febbraio 2010, clochard, donna, età apparente: oltre 80 anni. Fra l'indifferenza di centinaia di persone. Io  osservo, sono parte dell'indifferenza. Posso darle 10 euro. Niente più che un gesto piccolo. Mi sento a disagio per l'elemosina e perché sono parte di una società che permette questo. Troppo abituata al dolore,  troppo concentrata sulla mia gioia, tempo mezz'ora e dimenticherò. Perdo il mio treno.
3.666665
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Cose Così [fruttate]

Esploda d'aroma fruttato il peregrinare dei baci nel fiato, inanelli ciambelle glassate di bianco. Siano il fresco delle acque, le sinfoniche accortezze, l'arco del cielo piegato confonda le rondini. Arretri il velo tortora sceso a tradimento. S'inventi il tempo, lo dilati, ne faccia concerto di archi e pianga di pioggia. Ora, raccolti i vestiti da terra, si plachi il mal d'amore. Apra la finestra e lo respiri, questo spazio immenso, immerso.
 
Passeggia fra cesti di mele.
 
Manuela
5
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Viaggiatori 2

Riponimi fra gli spiccioli delle tue tasche piene di arcobaleni, gli orli piegati, le cuciture. Riempi le mie stanze di bottoni alle tue asole, e liquida ghiacciai dietro le iridi. Semina di fiori le distese aperte al verde, alle albe nitide, alle stagioni quiete. Arriccia il mare e le sue onde, raffina l'oro dei deserti, azzurra i cieli, i nostri. Portami sui tuoi silenzi, aprendo le tue porte alle parole care. Di trasparenze e suoni si caramella l'andare vischioso, mette ali bianche, s'alza in punta di piedi per baciarti ancora, e ancora, ancora, sulla bocca.
 
[Ti amo davvero.
Nessuno come te]
 
Manuela
Montserrat M.B.
4.75
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Viaggiatori

Le dita fra i coriandoli di un giorno come carta leggera, al di là di un formicolio triste alla base del collo. Sposta i cappotti la corsa di un treno contro vento. Sferza le bocche a falciarle, l'inverno. Passa una lingua sulle labbra a inumidirle sopra il rossetto... non basta una sciarpa a ripararle dal freddo.
Con te, in te, fra nuvole tiepide, vestito di pesca, scardina ed annega di tequila e di rum l'alcol d'amore. S'assottiglia la sera verso le ore di una notte nera e nuda. Tempo che non abbiamo, poco tempo, tanto tempo. Ho te fra le costole a sibilarmi che esiste la felicità, nei tuoi baci dentro ai miei, tu dentro me. Piove o forse no, di mattina, sui viali di panchine a braccetto e la sera prima. Farfugliano i saluti, rimbalzano sugli occhi di rimmel e matita. Il libro che leggo ha le parole sfocate, le pagine grosse. Pensavo a te, a come stavi allora, a come stavo io. Alla tua tristezza un attimo fa.
La discesa è pericolosa, prima passo la borsa poi l'ombrello, e poi lentamente, io. Oppure non scendo e torno indietro ad abbracciarti.
 
[Le cose che mi dici.
Quello che mi dai].
 
Manuela
astratto moderno di mmb art
4.5
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Cose Così [d'inchiostro e di ciliege]

Attimi
a formare ricordi
unici.
 
Croci
sulle fosse
dei nostri amori
finiti.
 
Tra incensi fioriti
l'aria sa di cane
e sbadiglia
 
d'inchiostro e di ciliege
ammassate in bocca.
 
Manuela
4.5
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Cose Così [di sangue, direi]

Infilerò l'indice al centro di quest'amore così da vedere il sangue colarmi dal dito al palmo, al polso, e con uno straccio di stoffa sfilettato farò un bracciale unico.
 
Voglio vederlo ansimare, trascinarsi a raggiungere mani, obbligate a raccoglierlo.
 
Rubate le rose,
le spoglio di tutto,
infilo le spine sulle gengive arrese al dolore.
Non parlo, non guardo, mi astengo:

non sento al di fuori di me.

 
Galleggiando, ostile, tra i se e i però, questo malessere mi sa a memoria, che colore avrà?
 
Il tacco dello stivale sembra un ago grosso, serve a ferire. Morire.
 
Abrade ogni memoria delusa, il pensarti. Si ricompone la rosa in una camicia da sbottonare. 
 
Potessi entrarti sotto i denti e farmi masticare, mischiarmi alla saliva e farmi deglutire. 
 
Ah se potessi fare.
                                    Rifare.
 
 
[Vieni qui, piccolina]
Manuela
4.5
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Cose Così [di piuma e di cotone]

Sono di biscotto i tetti appena sotto la neve, pronti a sbriciolarsi al primo scroscio di latte.

Come amori dolci presi in drogheria, tre etti, due zollette, un bacio steso sul  petto, attimi fioriti, plissé discreti, vendemmie di cieli cobalto.

Dici di noi?

E' una coperta quest'amore di notte arrendevole, raffica di piuma e di cotone in bocca,  toglie il respiro e lo ridà tremante. Le ciglia danzano su occhi, di trasparenze, i cristalli e il fiato sul viso.

Carezze seminude, portate in braccio ad un galà di luna, attutita nemesi di lacrime dondolanti.

Poggia sui gomiti la malinconia e osserva muta l'acero bianco, il sicomoro, il sempiterno.

Ti stringo la mano, attenta a non cadere.

 
Manuela

 

4
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Cose Così [di mandorlo, di stelle, di sale]

Sembra sia sceso il grigio sulle spalle, quando ne senti il peso e pieghi il capo su carte, fitte di segni che non vedi se l'occhio si perde in amarezze.

Sono di mandorlo i petali poggiati sulla riva, conchiglie bianche in attesa d'impronte, sottomesse al transito dei pensieri. Sapranno di sale le tue labbra strette di noia e di vento, lo sguardo altrove, fisso davanti.

Pacato, distante da tutto ma non da te, eppur vorresti, ti siedi al bar come d'estate.  Sbatte e percuote un legno, il cartello slegato, a farti tornare, nonostante te.

Sorseggi un caffè, il gusto dimenticato in un afflato di fumo, un altro trattenuto a riempire i vuoti, poi soffiati lontano, contraffatti da giochi leggeri.

L'avvizzire nei minuti d'un giorno pervinca, questo il detestabile... Fortuna il libro nella tasca del loden, e un sentimento dorato, accende sorrisi di  stelle sulla schiena.

 

Manuela

 

4.75
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Ringraziamenti

Ai redattori che lavorano con passione e realizzano a mio parere, effetti speciali piacevoli come il Magazine di Natale, sei pagine di poesie in una cornice calda e colorata... ai redattori che fanno i libri e le copertine, che selezionano le perle e seguono i concorsi, che si scervellano per trovare soluzioni, ai redattori che commentano anche chi non commenta mai nessuno, ai redattori professori, che correggono gli strafalcioni, che curano i laboratori, ai non professori per gli strafalcioni da correggere, per la passione che mettono in quello che fanno, a chi fa le recensioni, le locandine, le pagine del sito, le mostre, le letture di poesie, e alle idee che non ci mancano.  A chi legge tutto e ascolta tutti.  A chi non si arrabbia mai. A chi si arrabbia ma gli passa subito. A chi si dimentica tutto. A chi sostiene chi è da sostenere. A chi è sostenuto. A chi non ha mai fatto nulla ma non molla la redazione. All'allegria e all'amicizia, alla spalla mai negata quando qualcuno è in difficoltà. Senza loro e senza alcuni Autori che pensano di non essere in redazione ma ci sono (senza saperlo), ai soci sostenitori (siamo un bel gruppo e saremo una folla) a chi c'è e si vede, a chi vorrebbe esserci ma non può in questo periodo, il mio grazie di cuore, anche a nome di chi si affaccia a Rosso Venexiano e di tutto questo e molto altro gode.

Grazie di vero cuore.

Manuela

presidente ass.ne culturale
Rosso Venexiano

5
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Quello è Dio

E' una notte coi guanti di lana
appoggiata alla fontana in centro
                      s'allunga la luce del lampione
                                                           appena appena

nevica sulla chiesa
               sui cappotti abbottonati al collo

ricordo il bianco dell'abbaino
                            il crepitio che fa l'amore
e so

          che quello è Dio

Manuela
 

4.666665
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Cose Così [di notte]

Avevo il tuo seme
e la mia notte

mi hai fatto l'amore tutto il tempo.

 

Manuela

[My love che sei l'amore mio
Sento la tua voce e ascolto il mare
Sembra davvero il tuo respiro*]

Andrea Bocelli - Canto della terra*

4.25
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L'amor foresto

 
Calle celata ai distratti
ricolma d'afrore pungente
Scorcio notturno, riposto
gerani vivaci e piovasco
 
Frenesia d’amore “foresto”[1]
brama scarlatto sipario
Petali dischiusi, lamento
respiro corto d'alito lento
 
Luna si fa altalena
schiava d’amore in piedi
Arpeggio delizioso, dita
flebile  lanterna antica
 
Manuela
 
[1]  (non della zona, non di Venezia)
3.5
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Per tutto il mese di Marzo, invitiamo tutti a cimentarsi con la poesia giapponese.

Tag. Poesia Orientale
disegno di Alexis
 

a cura di Maila Meini

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a cura di Taglioavvenuto

Laboratorio di scrittura narrativa


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♦sommario♦

a cura di Francesco Anelli  

Perle di fotografia

tanz
di Marino Mannarini
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Letture Poesie e Prosa

degli Autori di Rosso Venexiano

♦sommario♦

a cura di Ezio Falcomer

♦Compagnia di teatro sul web Accademia dei Sensi♦

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