Cose Così [alle scosse e ai fulmini del tuo tuonarmi]
Scendo precipitosa una scala di marmo, sciolti i sandali, il freddo sulla pianta del piede. M'intingo del blu delle pareti, sciolgo i fiocchi ai pacchetti sulle nicchie nel muro. Sa di primavera ed è già estate, quest'arietta tiepida che muove le gonne, scondinzola sulle caviglie scoperte, porta a passeggio il quotidiano ai marciapiedi. Mi sei nelle ossa e sorrido, scema, all'orizzonte finito dell'androne. Bella la tua bocca, srotolo un accenno di sorriso fra me, nel momento in cui scoppiano i vetri poco dopo che i miei pensieri li hanno attraversati. Se pensassi di lasciarmi, quattro di quei triangoli imperfetti, si pianterebbero al petto, tutto il grigio esistente entrerebbe dentro le vie del sangue. Sono esagerata di mio, lo vedi da come ti scrivo l'amore ai frutti di bosco. In due minuti, senza pensare troppo.
Mai questi pensieri,
mai dolore provocato.
Mai senza te.
Alle scosse e ai fulmini del tuo tuonarmi.
Manuela
Luciano Pavarotti - Notte*
Viaggiatori 5
Non morire. Amare.
Rilanci di parole del tardo pomeriggio, il vocio, il cinguettare, il corteggiamento.
fammele vedere coi tuoi occhi.
Ponile appena sotto i nostri passi.
Dimmele.
Le stesse parole, galleggiano su tutte le altre, fanno il giro ed atterrano impavide. Te le devo dire. Te le voglio dire.
Amore mio, mio unico
Manuela
Cose Così [dalle caviglie alle ginocchia]
Di saliva, di lingua.
Messaggio d' Amore - Mina e Celentano

Cose Così [in un pensiero]
Così t'invento,Manuela
[renga]
Incendia i sensi
sapore tra le pieghe
profuma il viso
Io voglio la tua bocca
e i tuoi pensieri, tutti
Pioggia d’incenso
ora affonda la lingua
vorace e oscena
In ginocchio adorante
sei vento sulla brace
Manuela
[érotique-renga]
Cose Così [il sogno]
Nell'età in cui ripiego gli aquiloni, salto da una foglia di ninfea all'altra e provo ad arrivarti.
E' un lago fermo quello dei miei giorni, scacco verde rame, tra canne di palude.
Un tango figurato, senza musica dunque, il ballo a sera.
Boccheggio nel sogno in cui tu non sei ed io sono come ti sento. Non leggo il senso, di tre locali chiusi, di queste mie lacrime facili, fragili.
Soffia alla campagna ondata, vento e spettina. Scarnisce il vetro nell'occhio, il male dentro a satollarsi.
Ho la tua voce a farsi sciarpa bianca, strada in discesa al centro della schiena.
[con te sembra di stare sopra un'altalena,
ma forse va bene così]
Manuela
Viaggiatori 4
Lui si riveste subito, ché un Uomo non può essere tenero, i lupi se lo mangiano, ho pensato che era un bambino, le ginocchia sbucciate nascoste nei pantaloni, tanta voglia di giocarsi la vita. Ho visto il suo cuore quando me l'ha aperto del tutto, ed ho potuto avvolgermi d'amore, il mio più grande amore. Ho visto il suo cuore nel momento esatto in cui l'ho sentito perduto, disabituato alla dolcezza, arrendersi poco a poco, poggiare alla parete le lance e portarmi fiori alle labbra, con le sue. Parole indispensabili, silenzi. E' come se l'avessi sempre amato, sempre saputo, ogni suo gesto, ogni desiderio, interpretato io. Lui ha visto il mio cuore, lo tiene con entrambe le mani, per non farlo cadere. Ché il mio cuore è un macigno e pesa di amarezze stratificate. Lui legge, il mio cuore senza fiato, poggiandoci le dita lo fa tremare d'amore incontenibile.

Viaggiatori 3

Cose Così [fruttate]
Viaggiatori 2
Viaggiatori
Cose Così [d'inchiostro e di ciliege]
Cose Così [di sangue, direi]
non sento al di fuori di me.
Cose Così [di piuma e di cotone]
Come amori dolci presi in drogheria, tre etti, due zollette, un bacio steso sul petto, attimi fioriti, plissé discreti, vendemmie di cieli cobalto.
Dici di noi?
E' una coperta quest'amore di notte arrendevole, raffica di piuma e di cotone in bocca, toglie il respiro e lo ridà tremante. Le ciglia danzano su occhi, di trasparenze, i cristalli e il fiato sul viso.
Carezze seminude, portate in braccio ad un galà di luna, attutita nemesi di lacrime dondolanti.
Poggia sui gomiti la malinconia e osserva muta l'acero bianco, il sicomoro, il sempiterno.
Ti stringo la mano, attenta a non cadere.
Cose Così [di mandorlo, di stelle, di sale]
Sembra sia sceso il grigio sulle spalle, quando ne senti il peso e pieghi il capo su carte, fitte di segni che non vedi se l'occhio si perde in amarezze.
Sono di mandorlo i petali poggiati sulla riva, conchiglie bianche in attesa d'impronte, sottomesse al transito dei pensieri. Sapranno di sale le tue labbra strette di noia e di vento, lo sguardo altrove, fisso davanti.
Pacato, distante da tutto ma non da te, eppur vorresti, ti siedi al bar come d'estate. Sbatte e percuote un legno, il cartello slegato, a farti tornare, nonostante te.
Sorseggi un caffè, il gusto dimenticato in un afflato di fumo, un altro trattenuto a riempire i vuoti, poi soffiati lontano, contraffatti da giochi leggeri.
L'avvizzire nei minuti d'un giorno pervinca, questo il detestabile... Fortuna il libro nella tasca del loden, e un sentimento dorato, accende sorrisi di stelle sulla schiena.
Ringraziamenti
Ai redattori che lavorano con passione e realizzano a mio parere, effetti speciali piacevoli come il Magazine di Natale, sei pagine di poesie in una cornice calda e colorata... ai redattori che fanno i libri e le copertine, che selezionano le perle e seguono i concorsi, che si scervellano per trovare soluzioni, ai redattori che commentano anche chi non commenta mai nessuno, ai redattori professori, che correggono gli strafalcioni, che curano i laboratori, ai non professori per gli strafalcioni da correggere, per la passione che mettono in quello che fanno, a chi fa le recensioni, le locandine, le pagine del sito, le mostre, le letture di poesie, e alle idee che non ci mancano. A chi legge tutto e ascolta tutti. A chi non si arrabbia mai. A chi si arrabbia ma gli passa subito. A chi si dimentica tutto. A chi sostiene chi è da sostenere. A chi è sostenuto. A chi non ha mai fatto nulla ma non molla la redazione. All'allegria e all'amicizia, alla spalla mai negata quando qualcuno è in difficoltà. Senza loro e senza alcuni Autori che pensano di non essere in redazione ma ci sono (senza saperlo), ai soci sostenitori (siamo un bel gruppo e saremo una folla) a chi c'è e si vede, a chi vorrebbe esserci ma non può in questo periodo, il mio grazie di cuore, anche a nome di chi si affaccia a Rosso Venexiano e di tutto questo e molto altro gode.
Grazie di vero cuore.
Manuela
presidente ass.ne culturale
Rosso Venexiano
Quello è Dio
E' una notte coi guanti di lana
appoggiata alla fontana in centro
s'allunga la luce del lampione
appena appena
nevica sulla chiesa
sui cappotti abbottonati al collo
ricordo il bianco dell'abbaino
il crepitio che fa l'amore
e so
che quello è Dio
Manuela
Cose Così [di notte]
Avevo il tuo seme
e la mia notte
mi hai fatto l'amore tutto il tempo.
Manuela
[My love che sei l'amore mio
Sento la tua voce e ascolto il mare
Sembra davvero il tuo respiro*]
Andrea Bocelli - Canto della terra*
L'amor foresto

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