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blog di stellasenzacielo

Immagine di gatto sulle rovine del tempo

Un gatto
una belva dal naso di spugna
i baffi due viadotti di vento
narici come grotte sospese
nell'aria profumo di giorno
nell'aria profumo d'eterno

Kabul

17206.jpg
Kabul, città d'asfalto,
il succo dei tuoi frutti rossi
m'inebria e m'assopisce tutta.
Come oppio la neve sui monti
osserva l'inverno rotolare via,
ci osserva sperare.
Una capra gemendo viene munta,
il suo latte di perla si confonde col vento.
 
Kabul dai cieli di sangue,

Colomba tombale [paranoia]

Il tempo è un pennuto
dagli occhi di fuoco,
divora le nostre carcasse
come un avvoltoio.
Il suo sangue scorre veloce,
quella lingua si infila sinuosa

Buongiorno Mister Magpie

Mister Magpie contadino monco
le tue terre san di mare
buongiorno Mister Magpie
la pipa che fumi mi sfiora appena
quel sorriso beffardo invece
una cava per vermi

Sarajevo

enrico-dagnino.jpg
Sopraggiungono in sogno
le tue colline,
amica mia,
gli spari dei fucili.
 
Vite di uomini lune fringuelli,
hai visto la loro nenia spegnersi
il vento placare e guastare ogni cosa:
la loro nenia s'è spenta,
così il vino e il vocicolare confuso.
 

Pazienza

E' grigio il cielo
sulla terra dei miei giganti
è un gatto dagli occhi di fumo
un monile di nubi tra le case
i tetti della gente
le campane che suonano festa
è una nenia continua
un pozzo più profondo di noi
i tuoi piedi scalzi sul cuscino
due navi in porto

Goodbye old friend

Sei un filo d'olio scivolato
tra le pagine d'una vita,
un uragano di sabbia,
quegli occhi furbi e il ghigno
che ti frana a balze sulla bocca,
dolce uomo di ponente,

La giostra

Il tuo respiro sulla città
       [fiato di puledro]
pioggia veloce che s'afferra le mani
a tranci di ombrelli si ripara la gente

Il sabato dell'orologiaio

Lezzo di grappa amara,
quello che usavi indossare
al mattino della festa,
sottobraccio stille di sudore gentile,
sulle gote un sorriso fine
le mani come rose le dita
dita di rugiada

Arrivederci carnevale

Le guglie, le nuche della gente
ogni cosa si smuove, ogni cosa s'adduce
i piedi del monte sorreggono un gigante
è mattino, questo, e la luce tracima
dal suo collo.
Vecchio morboso, la tua donna

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