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blog di tiziana mignosa



Sognando l'Infinito

Ti canto a me in quelle notti in cui
il sonno è morfina sulla vita
quando del giorno il passo
è inciampo umido
e ruvido è il percorso.
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Dolce appartenenza

Dimmi come ti chiami
mentre tra le sabbie mobili del rumore
sulla bandiera bianca m’inchino
dolce è il lembo
che del mio s
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Pensiero rosso

E’ sorriso lento
adesso che la tua emozione
nel vento ho colto
inattesa come il profumo che m’inebria Leggi tutto »


Canta per me

 
Sui dodici rintocchi
canta per me
la gioia che d’arancio esplode
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Lungo il soffio dell'estate

Sei l’estate che mi stuzzica
il pensiero che accompagna le ore deste
Leggi tutto »


Non farmi male

 
Tienimi compagnia
in questa notte dove la luna
il sipario ha abbassato sulla memoria
e dove il mare
una culla nuova ordisce
per lasciarmi riposare.
 
Tienimi compagnia
in questo buio che non fa più paura
adesso che la zampata
sull’alba che gentile avanza
è sofferta eco
che lentamente s’allontana.
 
Tienimi la mano
non farmi male
ora che la vista
non è più appannata goccia sulla lastra
dove la delusione
s’è lasciata scivolare.
 
Raccontami di te
mentre raccatto e temo
frammenti di fiducia andati a male
adesso che l’acerba luce
mi ricorda il giorno frettoloso
che s’è impiccato prima che arrivasse sera.
 
Lividi
senza cerotti né dottore
sfumano sul roseo profumato della pelle
e mi rammentano
che sul bocciolo calpestato
è fiorita un’intera piantagione.
 
tiziana mignosa
giugno duemiladieci


La sensuale danza delle gocce

 
Residui trasparenti
dal mare congedati
sull’ambra della pelle
si lasciano gocciare.
 
Germogli saporiti
la pelle fanno a oca
brivido e piacere
sul corpo somma alcova.
 
E’ danza dell’estate
e a gocce
l’arcuata schiena solcano
impertinenti orme, carezze e desiderio.
 
Morbido è il morso
sul labbro che è proteso
salsedine e languore a sorsi
sul frivolo pensiero.
 
Il mare
si fa presto gioco con il sole
capelli a intrecci d’oro e sale
vista che soddisfa, da bere e d’annusare.
 
Tra i radi fili al miele
cristalli fusi a stille
minute mani sulle gambe
e amata libertà, almeno di sognare.
 
tiziana mignosa
giugno duemilaotto
 


Sciola camminava



(Sulle note di Angelica di Paul Schwartz)
 
Sciola camminava per la strada
lei non dava più la mano al tempo
gli anni della pesca
e l’amore si era persa per la via.
 
Labbra accese
come il sole quando non riesce più a scaldare
e un sorriso sbieco
stampato sul rossetto ormai distratto.
 
Nastri e viole tra i capelli a neve
segreti celebrati tra le onde
petali delicati e aguzze spine
invisibili reliquie sull’ altare.
 
“Mi ha amato…”
gridava
come se qualcuno
chiedesse ancora.
 
Gesticolando
poi
con le mani a guanto
nell’aria interpretava la commedia.
 
Risa a picco
sopra un pianto piatto
posate le domande
aveva smesso anche d’aspettare.
 
“..e poi è morto”
sussurrava a fil di voce
a chi non l’ascoltava più
o non le dava fede.
 
Perché lei
che la verità aveva
all’abbandono
il caldo abbraccio della menzogna prese.
 
tiziana mignosa
maggio duemiladieci
 


Malinconici i poeti


.
Come grigia coltre
le nubi a volte
di pioggia vestono l’umore.

Malinconici i poeti
valicando le stagioni della vita
s’allacciano agli aromi dell’autunno.

Nostalgiche visioni
proiettano attimi di chiarore
gli altri, il mondo
inconsapevoli fiammiferi
dolce fonte di tepore.

E nemmeno un po’ lo immaginano
d’essere luce e accesa
a volte grande ispirazione.

Nascono così
parole intinte in pregiate essenze
d’oli crepuscolari e languide assenze.

tiziana mignosa
marzo duemiladieci



Il bosco della confusione


 
Quando t’inoltri
nel fitto bosco della confusione
gli alberi si fanno presto specchi errati
difficile così trovare la via dove splende il sole.
 
Ogni volta che non ti chiedi
quello che veramente vuoi
è come se bendassi gli occhi
dentro la sacca dei desideri tuoi.
 
Ma ciò che afferri e rilasci poco dopo
diventa come la torta che solo un attimo hai voluto
dolce è l’impasto che però s’affloscia senza forno
e che mai sarà delizia per il tuo palato.
 
Seguendo come fai l’incerto condottiero
ti ritrovi presto dentro al sogno opposto
sovrano traballante del momento
impera qualche ora al primo posto.
 
E mentre i calzari impolverati
narrano di te e dei chilometri percorsi
t’accorgi che neanche un passo in più hai fatto
oltre il recinto del tuo giardino.
 
tiziana mignosa
aprile duemiladieci


Cielo e terra

.

foto di tonino bisceglia

.

( Sulle note di Surrender di Omar Akram )

.

Morbido
è quel pendio
dove il pensiero si lascia catturare
e intanto il mondo ignaro si dimena fuori.

Vento sui crinali
respiro
fino in fondo all’anima
libertà che il gelo dell’inverno spazza via.

Attimi … come note
sole che mi veste
intrecci di silenzi pieni
e soffice tepore.

Cielo e terra
si fanno amici e amanti
mentre le mani
l’Amore fanno con i fili d’erba.

Delicati soffi sulle palpebre
socchiuse il sogno inseguono
profumi che catturano
primavera … si fa presto gioia sulla pelle.


tiziana mignosa
aprile duemiladieci

http://www.youtube.com/watch?v=mz2gDKuFzns
 

 



Il gioco delle ventidue

.

Bocciolo
che di sorpresa
rose e spine sul diletto delle ventidue
al tepore della novità
si schiude

era quasi palpabile
l’energia che l’altra sera ho annusato nell’aria
frizzante e sottile
mi ha tenuto compagnia
lungo la notte desta.

Calde maree
vanno
e poi ritornano
tra la forza del potere
il tremolio del dubbio e lo stupore

gelido graffio, brivido e piacere … fanno l’amore con la pelle.

Alla parola che si spoglia
il sussulto
si fa presto treccia
carezza e sferza
assolvono i pensieri.

Leggero è il tocco
anima ad anima
rassicura l’angelo
deciso ma impalpabile
strappa paura e tempo

ma la donna
di sorriso allaccia la puntata e fugge
dono si fa dono all’attimo
strega e carne
adesso
.
tiziana mignosa
marzo duemiladieci
 



Lucciole e lanterne

.
La vita fa sempre da maestra
anche quando al sobrio predilige
quello che dal basso etichettiamo
come illogiche stranezze.
 
Mischiando lucciole a lanterne
la verità a volte indossa il desiderio
storpiandoci ogni evento
da ciò che è
a quello che vorremmo.
 
Bugia impertinente
se la ride a crepapelle
occhiali menzogneri
col tramonto stampato sulla lente.
 
Fin quando poi arriva
il tempo delle aspre albore
in cui ci rendiamo conto di quanto diversa sia
la luce anche della più minuta stella
rispetto a quella della più lucente lampadina.
 
tiziana mignosa
febbraio duemiladieci
 


Piciulina sulla soglia

.

Ciangottina
sei da sempre dolce Piciulina
stropicciata  eppure sempre coccolona
con un occhio qui
e l’altro chiuso per guardare altrove.

Due chili come mille
fusa e miele
dormi spesso perché riappari a casa
Amore e tenerezza
ti desti solo se decidi di non farci preoccupare.

Indecisa
a dire il vero un po’ traballi
niente pappa
un passo qui 
e altri due lì.

Eppure
anche i mici alle spalle hanno teneri angioletti
miagolii e fruscii d’ali:
l’Amore è ovunque
e per tutti passa uguale.

La prossima
lo sento
 sarai rosa delicata e bimba
delizia assai preziosa
per chi saprà apprezzarti

ma che possiamo farci
se ancora sulla terra
sussiste la dolorosa usanza
di passar prima da casa
per poi tornare col vestito nuovo.

Ma la cosa che davvero mi consola
è sapere che l’Amore Vero mai si perde
e che tra noi e te, Margotta mia,
di certo
d’Amore ne scorre davvero tanto tanto.

tiziana mignosa
febbraio duemiladieci

Alla mia dolcissima Margot nel giorno del suo ritorno a casa

 



Per un attimo... uno strappo nel tempo

 
(Sulle note di “Moment of peace” di Gregorian )
.
Ti ho vista
nell’incrocio fulmineo
l’abisso impetuoso dei nostri occhi
si è fuso
è diventato oceano di quiete
ma è stato solo un attimo.
 
Leggiadra e accattivante
senza scarpe e con in mano
infiniti arcobaleni
t’insinuavi furtivamente
tra le pieghe sgualcite
di quel niente travestito di tutto
della mia misera  prigionia
chiamata terra.
 
Nascosta in quel tanto di nulla
che scorreva via impetuoso
e lentamente lesto
sei fuggita via
fino a scomparire all’orizzonte di fuoco
dei miei irraggiungibili sogni.
 
Come albore per falene avide
tra bambocci di pezza dal cuore di ghiaccio
disperatamente
t’ho cercata dove non potevi essere.
 
Le mani mie protese
sui tuoi languidi sogni leggeri come vele
luce accecante nella buia notte
ti hanno condotto a me.
 
Catturata
per un attimo appena
dal mio pensiero a te rivolto
sfidando l’infinito
nel finito sei precipitata...
sei arrivata qui.
 
Splendido
il dono vissuto in un istante
poi sei andata via
adesso
è tempo d’altro
 
tiziana mignosa
maggio 2008
 

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