Il gioco delle ventidue

Bocciolo
che di sorpresa
rose e spine sul diletto delle ventidue
al tepore della novità
si schiude
era quasi palpabile
l’energia che l’altra sera ho annusato nell’aria
frizzante e sottile
mi ha tenuto compagnia
lungo la notte desta.
Calde maree
vanno
e poi ritornano
tra la forza del potere
il tremolio del dubbio e lo stupore
gelido graffio, brivido e piacere … fanno l’amore con la pelle.
Alla parola che si spoglia
il sussulto
si fa presto treccia
carezza e sferza
assolvono i pensieri.
Leggero è il tocco
anima ad anima
rassicura l’angelo
deciso ma impalpabile
strappa paura e tempo
ma la donna
di sorriso allaccia la puntata e fugge
dono si fa dono all’attimo
strega e carne
adesso
.
tiziana mignosa
marzo duemiladieci
Lucciole e lanterne

anche quando al sobrio predilige
quello che dal basso etichettiamo
come illogiche stranezze.
Mischiando lucciole a lanterne
la verità a volte indossa il desiderio
storpiandoci ogni evento
da ciò che è
a quello che vorremmo.
Bugia impertinente
se la ride a crepapelle
occhiali menzogneri
col tramonto stampato sulla lente.
Fin quando poi arriva
il tempo delle aspre albore
in cui ci rendiamo conto di quanto diversa sia
la luce anche della più minuta stella
rispetto a quella della più lucente lampadina.
tiziana mignosa
febbraio duemiladieci
Piciulina sulla soglia
Ciangottina
sei da sempre dolce Piciulina
stropicciata eppure sempre coccolona
con un occhio qui
e l’altro chiuso per guardare altrove.
Due chili come mille
fusa e miele
dormi spesso perché riappari a casa
Amore e tenerezza
ti desti solo se decidi di non farci preoccupare.
Indecisa
a dire il vero un po’ traballi
niente pappa
un passo qui
e altri due lì.
Eppure
anche i mici alle spalle hanno teneri angioletti
miagolii e fruscii d’ali:
l’Amore è ovunque
e per tutti passa uguale.
La prossima
lo sento
sarai rosa delicata e bimba
delizia assai preziosa
per chi saprà apprezzarti
ma che possiamo farci
se ancora sulla terra
sussiste la dolorosa usanza
di passar prima da casa
per poi tornare col vestito nuovo.
Ma la cosa che davvero mi consola
è sapere che l’Amore Vero mai si perde
e che tra noi e te, Margotta mia,
di certo
d’Amore ne scorre davvero tanto tanto.
tiziana mignosa
febbraio duemiladieci
Alla mia dolcissima Margot nel giorno del suo ritorno a casa
Per un attimo... uno strappo nel tempo

Ti ho vista
nell’incrocio fulmineo
l’abisso impetuoso dei nostri occhi
si è fuso
è diventato oceano di quiete
ma è stato solo un attimo.
senza scarpe e con in mano
infiniti arcobaleni
t’insinuavi furtivamente
tra le pieghe sgualcite
di quel niente travestito di tutto
della mia misera prigionia
chiamata terra.
che scorreva via impetuoso
e lentamente lesto
sei fuggita via
fino a scomparire all’orizzonte di fuoco
dei miei irraggiungibili sogni.
tra bambocci di pezza dal cuore di ghiaccio
disperatamente
t’ho cercata dove non potevi essere.
sui tuoi languidi sogni leggeri come vele
luce accecante nella buia notte
ti hanno condotto a me.
per un attimo appena
dal mio pensiero a te rivolto
sfidando l’infinito
nel finito sei precipitata...
sei arrivata qui.
il dono vissuto in un istante
poi sei andata via
adesso
è tempo d’altro
maggio 2008
Calma turbolenta

la compattezza che il tuo corpo mostra
ma nessuno sa di quando
come elastico ormai stanco
la tua interiorità si tende ancora.
i tuoi sorrisi mietono
tappeti d’erba profumata e fiori gialli al sole
passi ignari sulla lava della mescolanza
turbolenta calma della terra senza albore.
che solo tu puoi udire
quando ogni sezione
tendendoti di brutto in ogni direzione
vuole ed urla la sua ragione.
si fanno aria intorno
quando il cuore batte ancora dove è morto il viale
il corpo vuole e se ne ride delle attese
ma la ragione t’inchioda sulle vie tracciate.
ti ritrovi in piena notte al centro del tuo giorno
cemento sulle scarpe al bivio
sofferte scelte
prima dell’arrivo.
Rotatoria sulla scissione maledetta
dove si ramifica il tormento
ma è sfera che nell’asta si sublima
attrito che dalla terra
genera la Luce di una nuova stella.
novembre 2009
Come acqua

diventa come il nero pesto dell’inchiostro
anima come acqua
di corvino l’esistenza tinge.
e il sentimento raccatta punti di domanda
ti ritrovi ancora a rovistare
tra scarti di tepore e fiele.
smarrita vivi l’ingorgo della mente
pensieri stropicciati
tenerezza e piombo.
che anche se il fato ribaltasse il gioco
troppi sono i nei accatastati
che tu comunque non vorresti niente.
novembre 2009
Filastrocca delle stelle

belle e assai più belle
che stanno lì
in bilico
tra le amate stelle
e aspettano soltanto
di farsi aria e vita
seguendo la dolce scia
del desiderio buono
invocazione
che dal cuore al cielo s’alza
e dall’azzurro
si fa fiore e terra.
gennaio 2010
Geroglifici

Nessuno riesce a decifrare veramente
gli arabeschi che delineano il contorto albero
scalata che a suo tempo
hai scelto di esplorare
accecanti orditi su trame d’umidi silenzi
frutti dalle succose promesse
tardano ad arrivare.
Regina di scintillanti sogni
di polvere e dimenticanza è il regno sull’aguzza terra
buccia rossa come l’ape al miele
virile folla
quattro occhi e quattro mani
sorvolano il fardello sulle tue spalle
invisibile sacca colma di lancette senza pile.
tiziana mignosa
gennaio 2010
Piccoli soli

lasciano impronte permanenti
tutti gli altri solamente
orme sciolte sulla sabbia.
in cerca di caldi batticuori
raccattano attimi sparpagliati
dentro vasi pieni di rumore.
anche se poi ti accorgi che sono solo chiodi
allora se proprio scegli d’afferrare
sarà meglio andare da un bravo gioielliere.
settembre 2009
Alle spalle dei funamboli

di
Ashram – Entry Into Ashram
.
dietro i fatui luccichii del tutto
furtivamente prende posto
quello che è il temuto vuoto.
che in mille pezzi strappa il cuore
e di fare inebri allora il tempo
commedia e i suoi attori
funamboli senza talento sui fumi del pensare.
senza intralci
silenzioso si fa strada coi sospiri
segni stilizzati
sul vetro che s’accoppia col vapore.
e retrogusto amaro
la porta in faccia sbattono
a quel sommesso grido
che vorresti tanto … non avere mai udito.
gennaio 2010
L'aula di disegno dal vero

se ne sta lì coi pianeti intorno
una grande aula piena d’artisti in erba
che imparano a guardare e a disegnare.
ma anche di busti antichi e marmi assai pregiati
ci sono avvenimenti e accesi sentimenti
fiori dalle aguzze spine perfino a volte belli.
amare e anche odiare
creando l’illusione che siano sempre diversi
e invece siamo noi che girando loro intorno li vediamo tali.
che il pugno in pancia non fa più male
ma solo perché cambiando postazione
la luce ce lo mostra da un’ulteriore angolazione.
gennaio 2010
Sabato sera

di passione s’accende il sabato sera
dispettosi i giorni
non rispettano i tuoi tempi.
chiavi di violino blu nel blu
dita affusolate che tratteggiano
quella parte di te che hai paura ad ascoltare.
cerini dallo zolfo bagnato
infinite scintille che alimentano
l’intensità del fuoco imploso.
fanno da cornice al profumo acerbo delle ventitre
voglia che mai ti porta
dove l’arsura vorrebbe stemperare
si rimpiccioliscono nel sonno
amaramente spiombi
sull’ennesimo bluff da dimenticare.
gennaio 2010
L'isola che mai c'è stata

quello che osserva senza più volere
granelli d’irti spini
amore sciolto a gocce
sulla terra di un falso dio che sempre più scompare
quando ti giri a volte a rovistare
tra sbiaditi intarsi che ormai non fanno male.
allorché per acquisire leggerezza
rinunci anche a soffermarti su quanto a volte il come
sia in grado di ferire molto più del cosa.
gennaio 2010
Amélie

quando stappa la bottiglia delle chimere
e a spasso se ne và
acchiappando la coda della luna.
coi suoi odori e i prati verdi
pesche a morsi
e calabroni gialli.
e le sue nenie intona
mentre l’oceano
attraversa con lo sguardo.
a chi la sta aspettando
e intanto sorseggia la sua vita
piangendo e canticchiando.
settembre 2009
Palloncini colorati

la combinazione come niente scatta
fatiche già vissute le porte schiudono
novello è il giorno che dalla panchina s’alza.
rivivono
rincorrendosi nel sole
cielo spoglio di dolore.
incontra il pettine
dono che gli occhi apre
strappando le ultime catene.
gennaio 2010
Riflessioni allo specchio

Le battaglie più efferate
sono quelle allo specchio
quando il tuo riflesso
tentenna sull’erba voglio
mentre la falciatrice avanza.
socchiudi gli occhi
e di sorrisi i morbidi capelli sciogli
mentre l’altra mano
annoda languide ciocche
col calore della pelle
di malizia tinteggi le pareti
ma per la coda
gli umidi pensieri afferri.
e ammalianti chiedono
ma con indosso la veste della saggia
li blocchi
e alla porta li accompagni.
settembre 2009
adesso basta

E’ una perversa danza
quella della porta in balia del vento
indecisa avanza e torna indietro
ma all’improvviso alle mie spalle è tonfo
amato suono per il cuore in festa.
Emozionata
riabbraccio sorrisi ripudiati
con gli occhi avanti le mie tasche svuoto
residui d’inutile zavorra
prima di spiccare il volo.
Adesso basta
è festa veramente
con leggerezza l’ultimo legaccio slaccio
finalmente pronta
per andare altrove.
tiziana mignosa
gennaio 2010
Ad occhi chiusi

hai invocato tregua
mentre scorticate dal caos dei giorni in corsa
le tue mani osservi
mendicanti dolci
di sogni insaponati.
almeno un attimo
vorresti attorcigliarti
dentro la bianca bandiera dell’illusione
tenerezza
che non può far male.
il fiore è già sbocciato
ad occhi chiusi
smetti di pensare
amore
che non conosce Amore.
che il cuore spacca
brandelli sparpagliati in cerca d’adesivo
e intanto dietro il vetro
cerchi e vuoi
quello che non vuoi.
annusando ciò che fuggi
corridoio buio
senza porte né finestre
e la vita scorre
e tu rimani fuori.
gennaio 2010
Tornare è come entrare

Come stai?

quando il vento soffia e spinge forte
e un po’ le nuvole ti sembra d’afferrare
ma dopo l’attimo le vedi allontanare.
quando non fai in tempo ad andare al mare
che ti ritrovi subito a dialogare
col lampadario dell’oscura notte.
gennaio 2010
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