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erotismo V.M. 18

Odori di qualcosa

Odori di qualcosa; non saprei definirti
è così vasto il mondo.
È nell'aria però, il sussiego della parola

Numeri e dei

C'è qualcuno, non sono io a dirlo
non blatero al vuoto

Cercare un'altra strada

Wad pensai. Che fonetizzato dall'arabo alle nostre lingue occidentali suona uadi.

Cui dovrei morire

Se fosse grumo, materia non classificabile
proveniente in contemporanea da un sottosuolo a fuoco
altre facce oltre la luna

Traferita altrove

Non più trasferita altrove terra mia
dove scomparivano colori, stagioni
le stesse, tempo che non riusciva

Premi

 
Premi. Insieme si frantumano sul mare
a perdersi; le linee sono ori a ricordare,
estremi:

Passaggi smaltati

Scarrovento adombrato talvolta
dai dì e dalle notti milionarie la chioma
rapita smagandola, ed allor che chiarita
 

E perciò in caduta

Mal di testa feroci, ora si crede di conoscere
gravitano minacciosi & salvifici, vitali

Oh se coscienza

Prendimi così, prendimi se puoi, così
bitorzolo, ché non ci sta nessuna come
te piacere farseli; mattù, onde celesti

Rincuorarsi

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Il gelo  le crepe dei muri attraversa
dietro alla vita
rincorrendola fino all'osso
Sotto le coperte altrettanto di corsa

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