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Poesia

L'amore è così

E’ un chiodo nella testa, un chiodo fisso
che ti far sta male quando non la vedi,
come le profondità ignote dell’abisso.
E alle scuse che ti porge davvero non ci credi,
perché anche la gelosia è amore,
ma stai male dentro e quel senso di vuoto…
un amore insano che vivi nel terrore,
perché pensi di perderla, tu che le sei devoto.
E intanto il tempo scorre lento ma inclemente;
i bimbi ridono sulla giostra che gira forte
ma pensieri tetri albergano la mia mente
e in terra le foglie secche, sono foglie morte.
Mi chiedo perché. Ma eccoti quì,
finalmente, sei tu con il tuo sorriso.
Tutto è passato, l’amore è così
e quella lacrima non solca più il mio viso.
 
          
          

Felice è la vergogna

Felice è la vergogna di averti accompagnato.
...sai della mia pelle?
Sento il ritmo costante
di quest'aura 
che sovviene lucida 
come il primo sole.
Pulviscolo di suoni
tamburi di note
e di aria fresca.
La mia pelle è come musica. Si.
Quella che entra e lascia spazi
ti sfinisce quasi.
Legante e slega conveniente
poi anche riempie.
Di odori sottopelle è
come brulicar di erba canterina
dal vento scossa
prende profumi vibrati nell'aria.
Così si scopre in vita.
Hai mai pensato...(?)
Il contatto sicuro con ciò che batte dentro
e ciò che prendi da fuori
il suono dà certezza
  . note e corde.
in noi l'origine il battesimo!.
Consacra la scelta dell'esserci
Il richiamo che assolve dall'assenza.
 
E in noi prendano l'eco
strumenti di voce parassitaria
nell'innominabile rivolo di noi stessi
avvolti compressi
da carne indecifrata
sotto gli spartiti
della pelle
a modo puntinata.
Doniamo spazi e cuscini
per riempir l'Intorno
del nostro Nome.
 

Pietre sulla strada

Il ponte sotto i nostri piedi
scivolava via,
scivolavano le bombe che lo facevano brandelli.
I minareti alla preghiera
chiamavano,
rispondevano i campanili
batacchi sordi
alle stesse preghiere
e noi in ginocchio…
Il mio ponte
il ponte mio
dell’infanzia mia
gettata
al fiume come roba vecchia
e il fiume come una madre
che l’abbracciava
in un tonfo di tuono
e io
che avevo il cuore in mano
e la mia mano nell’acqua
a catturarne i pesci
e di bambino rivedevo
il gesto
io che avevo del mio fiume
il rispetto
dello stesso suo figlio.
Mio padre mi prendeva di peso
e via mi portava
di corsa verso casa
il mio rovescio del mondo allora
pareva il vero
e il vero era rovesciato
e allora piangevo
che il monte sputava il fuoco
e la gente cadeva a terra
nel sangue rappreso restava giorni
vedevo l’acqua
delle bottiglie bucate alla fabbrica
della birra
vedevo
il ponte cadere ed io che mai
sarei caduto... mai.
Impossibile era credere
al cielo che fugge
e Allah che piange
e Dio lo tiene per mano
che l’aria era il pane
e il pane era l’aria
senza neppure l’intenso profumo
sento ancora
i passi pesanti
lungo le scale
disperati gl’anfibi
io nell’angolo
tenendomi la testa
mio padre a difenderci
che lì rimasi
che tante volte ancora
grande che sono ormai
rannicchio il bambino in me
a quell’angolo e piango
per ritrovare mio padre.

Lì fermo mio padre rimase
in quell’istante mio padre
povero padre rimase
contro il mondo
da solo
mio padre
rimase…

per noi...

Parodia - (Carmen- Bizet)

è l'amore un vento forte
che scompiglia i capelli
e il cuor
sollevar fa sempre le gonne
ansimare i petti ognor
l'amor...l'amor...
l'amor... l'amor!
se ti pari lui ti travolge
se lo accogli ti perderà
quando viene non sente lai
ti sorprende e ti prenderà
non ascolta ma grida forte
io ti voglio solo per me
se mi vuoi vieni ai miei piedi
sol così mi darò a te
l'amor...l'amor...
l'amor...l'amor!
c'è chi dice ch'è dolce augello
chi cerbiatto più tenero ancor
è l'amore un mostro bello
che da solo ti squassa il cuor!
 
 
PS: ci starebbe bene la romanza Habanera di Carmen ma, io, non la so mettere.

Racconto

 
tutto, tutto avviene in lui. conchiuso.
non chiede, non parla. non sa.
lui, che quant'altri mai possiede il dono della parola.
e lei guarda. guarda i segni e li studia.
neri su bianchi che si rincorrono.
disegnano trame d'incomparabile bellezza.
e dietro dietro dietro o forse di lato o altrove
l'immaginazione corre e
s'arrovella e implode.
 
e su tutto la tensione del silenzio.
il non detto. il sottaciuto.
il punto messo per interrompere il flusso.
 
«sarò. sarai. non saremo. mai.»
ah! quanto più dolce il silenzio. la resa al sogno.
lei vive e muore ogni notte.
 
tutto è poco. tutto è niente. una volta è nessuna volta.
 
non si apre nessuna porta. non si spalanca nessun abisso.
si tace, si aspetta, si sta.
 
 
 

Ogni Uomo

 Ogni uomo, dovrebbe provare quello che provi in alcuni momenti.
 Ogni uomo, dovrebbe ricevere ciò che con naturalezza lei riesce a donare.
 
 Provarlo si, ma solo per una volta. Essere toccati e capire.
 Per poi tornare ad essere,  SOLO uomo.
 Forse migliore. Ma solo UOMO.
 E io, io osservo e cerco di capire.
 Chiavi, cuore, passioni, vibrazioni.
 Librarsi in volo, planare delicatamente,
 impennarsi, assaggiare l'ebbrezza dell'ossigeno rarefatto, e poi
 sprofondare nell'aria salmastra del mare.
 
 Queste sono le tue creste e questi sono i tuoi ventri.
 Servono ali, deliziosa creatura, ora servono ali e vento forte.
 Il tuo vento.
 
 Prego perchè tu possa continuare a soffiare sempre più forte.
 Per tenerti lontano dal sapore della strada,
 dalle polveri delle corse senza traguardo,
 dalle urla degli eccelsi e dal ronzare della gente comune.
 Ed il giorno dell'inevitabile bonaccia,
 spero tu abbia pensato ad ali abbastanza forti
 per poterti posare nuovamente dove tutto e' caos.
 Ma questa volta, senza schiantarti, senza fratture,
 ma soltanto morbidamente consapevole.
 Consapevole che ad ogni cresta
 corrisponderà sempre il suo ventre.
 Inevitabilmente, complementare.
 
L'INVILUPPO DEI MEDI
 

SCHEMA

I quadri di mio padre

Io non avevo altro
che i quadri di mio padre.
No, non ai muri: qui.
Stanno nella mente
appesi a verbi nudi
con il chiodo non:
non essere
non fare
non dire
e altri senza suono.
 
Ora, con uno schiocco
tipico di lacrime,
lui esce sempre da un perché
e me li mostra
come una discendenza di rami.

Mentre aspetto che ritorni

 
Confondo gli animi, tratteggio i pensieri.
Non dico. Non chiedo.
Ti credo, mi sembra. Ti aspetto lo stesso.
Ti cerco, ti voglio, si fa il fiato corto.
Poi arriva il tuo sguardo.
Mi brucia.
Mi abbraccia.
Mi riempie, mi sazia.
Consola e sconvolge.
Vorrei non finisse.
Ma arriva il momento. Riprendi il cammino.
Rivivo d’attesa. Il ritorno è vicino.

L’eterna battaglia tra Kronos e Kairos

Erano diciannove da oggi
sei crepuscoli fa.
Tutto si fermò un istante.
 
Kronos seguì il cammino
e io congedai quell’attimo
pensando d’istinto... al rispetto.
Quando m’alzai, lasciai la sua mano
e chiamai il dottore…
 
Poi un frastuono librò nell'aria
ed il vento del tempo scalciò per anni.
Kairos sempre rimase.
E quando voglio tornare,
lì sempre... lo trovo.

Mi manchi

 
In quella penombra che il tuo corpo
disegna e modella ora non ci sei.
 
Manchi alle mie mani che adesso
ti cercano ma rimangono vuote.
 
Alle mie labbra che di te assaporarono l'essenza
mi manca il tuo profumo e il tuo calore.
 
Non odo il tuo respiro ne i gemiti tuoi
senza te nulla placa la mia sete.
 
Niente soffoca quel desiderio mio
che solo con te e in te si estingue.
 
Atlantis

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