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Poesia

Il poeta e la sirena

I brani da ombrellone
 
 
 
 
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Quel suo sentore di sale,
quel profumo di mare,
m’hanno stregato,
m’han tolto il sonno.

Coscienza a gocce

Gocciola il sentire
fra brividi e miasmi
s’inquietano i fantasmi e i boccioli del dolore
in questa fonderia dove si liquefa il giorno

Riuscirei

 Riuscirei
se potessi
varcare le porte
sbarrate dell’oriente
fin dove s’incantano
di grigio crepuscolo

Ritornando dal mare

Conchiglie striate
E vetri limati dal sale,
pietre variopinte,
piccole lumache.
Tutto in un sacco
Di plastica corrosa

Quel che sei alle cose

ti chiamerò uni-verso
giacchè le cose le comprendi
e quelle al cui intorno tu muovi o sotto stai

Io vivo da solo

Sì, io vivo da solo
e sono padrone di tutto
quando chiudo la porta;
i fiori sul terrazzo,
un disco di Chopin,
le poesie di Quasimodo

Le finestre ed i balconi

 
torino
l’hai vista per prima,
fanciulla,
dal basso
tra due ante grigie

Dimmi dov'è ?

Il gabbiano

nel rosso
del tramonto
il suo volo
mi riporta
alla tua gioia
 
il suo resistere
al vento

la nuvola ballerina

cosi veloce
scansa il branco
e per un attimo decisa
nasconde il sole. 

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